Archivio mensile:maggio 2014

Silenzio, si sanano abusi insanabili

Silenzio, non lo dite a nessuno, non fate sapere che è stata accolta una domanda di sanatoria per uno stabilimento balneare, lo Sporting Beach, zona Olivo nel Comune di Portovenere (La Spezia), in area Patrimonio dell’Umanità (UNESCO), che, a quanto risulta dai documenti, più che uno stabilimento balneare è uno stabilimento specializzato in produzione di abusi edlizi in zona demaniale e non.

Gli abusi (in totale o parziale difformità) riguardano: massicciata di pseudo-difesa costiera sulla battigia (area demaniale), cordolo in cemento sempre in battigia (area demaniale), gettate cementizie in area demaniale, recinzione in area demaniale, pergolato in area demaniale e non, pontile galleggiante (area demaniale), scivoli in calcestruzzo con ringhiere in acciaio inox (una fissa, le altre rimovibili, in area demaniale) e anche cabine e spogliatoi (in proprietà privata).

Portovenere, 2014: stabilimento "Sporting Beach"
Portovenere, 2014: stabilimento “Sporting Beach”

Guarda caso, che combinazione, la nostra domanda di accesso agli atti del 03.05.14 precede di 5 giorni l’accoglimento, da parte della Regione Liguria, della sanatoria.

Volevamo sapere come mai un’ordinanza di demolizione, all’apparenza pesante, ma assolutamente superficiale per quanto attiene gli abusi più importanti (non evidenziati) e che vengono già all’origine molto mitigati, pur sempre meglio di nulla e scaduta ad ottobre non era mai stata eseguita, e sino ad oggi il Comune si è guardato bene dal farci sapere questa novità, protocollata al loro ufficio il 20.05.14, nonostante una loro risposta datata 22.05.14. Ma, guarda, ci sarebbe il tempo per andare al TAR, peccato non aver perso ancora tempo fino a luglio.

Portovenere, 2013: stabilimento "Sporting Beach"
Portovenere, 2013: stabilimento “Sporting Beach”

Comunque, ad oggi, l’accesso ai documenti è parziale, non è concesso per le copie, ma solo per la visione, e che visione! Si, in effetti c’è ancora troppo tempo per ricorrere al TAR, se dovesse accadere sarebbe più complicato per tutti. Del resto il diritto dei cittadini a reagire agli abusi in terreno demaniale (pubblico) è bene che venga compresso il più possibile, non si sa mai che poi le cose vadano alla lunga e magari abbiano pure ragione. Sarebbero altri problemi, se poi dovesse accadere che qualche associazione ambientalista, o che si ritiene tale, dovesse riprendersi dal torpore (mirato) che accomuna tutti in paese (Portovenere come Italia), autorità addette alla vigilanza incluse, visto che l’ordinanza inapplicata (anche se molto gravemente carente) è nata grazie a chi scrive e muore grazie a chi non vigila, anzi frena il corso della giustizia. Il gioco di sponda, insomma, funziona sempre bene, e le tre scimmiette del non vedo, non sento e non parlo intanto si sono moltiplicate e distribuite dove serve.

Bene, se i cittadini sono contenti di una spiaggia diventata bunker per chi paga, di non poter più (da parecchio tempo) fare, liberamente e senza ostacoli, una passeggiata sul lungomare vero, e non su una scogliera finta, per interessi privati veri. Ebbene, se i cittadini sono contenti di farsi turlupinare, sui soldi e sui beni immobili comuni, come sempre più spesso accade, vuol dire che si meritano chi eleggono, e di conseguenza di chi gestisce la cosa pubblica al servizio dei corruttori. Diceva il saggio (N. Moretti): “Continuiamo così, facciamoci del male!”. Ma continuiamo… non finisce qui, soprattutto se avremo associazioni, giornalisti e persone coraggiose, e di buona volontà, al nostro fianco e di cui c’è assoluto bisogno per dimostrare che la parte sana del paese esiste ed è viva.

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Ordinanza demolitoria n.2518/2013

Articolo precedente sullo stesso caso

No Accesso agli Atti: ahi ahi ahi!!!

Divieto d'accesso alle persone non autorizzatePerché il Comune di Portovenere rischia quando impedisce l’accesso agli atti in maniera illegittima: perché qualcuno si chiederà quali siano state le vere motivazioni che hanno spinto il Comune ad impedire accessi legittimi.

Ecco un esempio di accesso palesemente legittimo che fu impedito, ma poi, comunque, immediatamente effettuato tramite escamotage legale e ridicolo: farlo fare all’amministratore condominiale.

Chi scrive, ad ogni modo, volle aver conto sulla questione e chiese parere alla Commissione per l’Accesso ai Documenti Amministrativi, che dopo lunghissima gestazione, finalmente ha risposto:

(…) è applicabile (…) il disposto dell’articolo 10 del decreto legislativo n.267/2000 che consente al cittadino residente, in ragione di tale qualità, l’accesso a TUTTI gli atti della propria amministrazione comunale o provinciale. (…)“.

Qui il documento completo.

E la risposta è utile per tutti coloro che si vedono ledere il proprio diritto a sapere, tra l’altro su questioni che colpiscono la propria sfera personale, figuriamoci su altre. Ma, anche un altro parere è arrivato, su questioni meno limitrofe, e non potendo darmi torto mi rimanda al difensore civico per incompetenza della Commissione, e quindi presenterò a chi di dovere.

Presenterò, al difensore civico e ad altri, perché il Comune perde il pelo ma non il vizio, e nel merito scriverò a breve, perché sono ancora troppe le “anomalie” nella gestione del nostro territorio sul mare e nell’interno.

Ma parlare di Comune è troppo generico, bisognerebbe parlare di funzionari e politici (specifici, non tutti, ovviamente, lo sappiamo, così si auto assolveranno tutti), che nonostante i cambiamenti e gli sforzi di cambiamento mantengono la loro posizione di contrasto alla legittimità di alcune richieste, e come mai?

Questo un post precedente sull’argomento.

A presto. Su queste pagine scriveremo anche, di un simpatico esperimento di accesso agli atti che ha visto soccombere in malo modo Ministero dell’Ambiente e ISPRA. Certo, dopo quello che sta uscendo sull’ex-ministro all’ambiente Clini, è un po’ come sparare sulla Croce Rossa.