Archivio mensile:luglio 2014

Sporting Beach: la grande saga a puntate. Prima puntata

Portovenere (SP) - Nov. 2013 - Sporting Beach
Portovenere (SP) – Nov. 2013 – Sporting Beach

Cominciamo la nutrita serie di puntate per riparlare di Sporting Beach, ma supportati dai documenti avuti da legittimo accesso agli atti presso la Regione Liguria, dato che il Comune di Portovenere, come spesso fa, ci impedisce illegittimamente di visionare o estrarre copia. Come sapete, si tratta di uno stabilimento in zona Olivo per il quale sta per concludersi l’iter di sanatoria paesaggistica, ma di fatto concluso visti i pareri favorevoli di Soprintendenza e Comune (se non già concluso ufficialmente per mano dei locali secret agents). La sanatoria paesaggistica servirà anche a dare il via libera alla sanatoria urbanistica, altrettanto interessante (quasi replica della prima), e che rimane ad esclusivo appannaggio dell’ente comunale. Figo no?

E partiamo proprio da questo secondo aspetto, contenuto anche nell’istanza di sanatoria paesaggistica, che era quello tenuto ben riservato e che si teneva a non divulgare. Ma, come sappiamo, gli atti devono essere pubblici in quanto attinenti a delibera dirigenziale impugnabile, resa pubblica sul sito della Regione, inerente zona vincolata paesaggisticamente, all’interno della fascia dei 30 metri previsti dal Codice della Navigazione, più diversi altri aspetti che fanno si che gli atti debbano essere mostrati a chiunque, sulla base della tutela paesaggistica e più generalmente ambientale, Dlgs. 195/05, a buona memoria del nostro difensore Civico Regionale e del Comune di Portovenere.

Gli aspetti sono molteplici, alcuni veramente spassosi, dato che vengono giustificati in maniera estremamente acrobatica, anche quando contornati da apparenza tecnico-scientifica, degna del Mago Oronzo. Ci faremo, infatti, anche notevoli e sane risate nelle prossime puntate.

Come prima chicca, la cosa interessante da mostrare ora, è proprio una parte più recondita degli abusi, ovvero una serie di cabine fatte all’interno di un sottopasso che collega la spiaggia all’area interna frontale all’Hotel Royal. Il “tunnel”, come definito nel documento, è stato ridotto di circa la metà in larghezza, e su una metà è stata fatta una fila di locali in muratura, come cabine, spogliatoi, depositi e locale pronto soccorso. Locali, in pratica, sotterranei, fatti in barba al titolo edilizio ed a ciò che ne deriva, da chissà quanto tempo (vedremo con precisione in seguito).

Per chi volesse documentarsi in merito agli antefatti consigliamo:

Estratto dalla Relazione Tecnica Illustrativa
Estratto dalla
Relazione Tecnica Illustrativa inerente domanda di sanatoria paesaggistica (pag.12)

E mentre si multano i bambini… a Le Terrazze (Portovenere – SP)…

E mentre si multano i bambini con 200 euro perché giocano a palla, a Le Terrazze il parcheggio pubblico gratuito fa questa fine… anzi non ha mai visto veramente la luce. Situazione di questa mattina in foto.

6 Luglio 2014: Le Terrazze - Portovenere (SP)
6 Luglio 2014: Le Terrazze – Portovenere (SP)

12.07.14: aggiornamento di oggi. Il simpatico ombrellone Ombry ha lavorato assieme al ragazzo seduto sempre al solito punto. E’ stata rinfrescata la segnaletica orizzontale da parte del Comune nei parcheggi a pagamento limitrofi, con l’aggiunta della segnaletica con display che prima della discesa di Via II Traversa Olivo indica il numero dei parcheggi liberi. Ma questa segnaletica non è ancora intelligente da contare i posti auto pubblici e gratuiti limitrofi a Le Terrazze che rimangono assolutamente invisibili agli avventori. A quando una segnaletica intelligente o meno, ma che porti nella legalità quei circa 20 posti auto che il Comune tarda, da anni, a segnalare? Scriviamo al Comune, questa non è solo un’indecenza, ma anche una truffa nei confronti dei cittadini e dei turisti.

Trasparenza, dove sei? Che non ti vedo?

trasparenza 2Torniamo a parlare di trasparenza amministrativa, di accesso agli atti amministrativi ed alla relativa normativa, ovvero alle possibilità offerte ai cittadini che poco conoscono e che in molti casi le amministrazioni fanno finta di non conoscere.

La legge, o meglio le varie leggi che si sono succedute, hanno ampliato il campo alla trasparenza ed agli obblighi della pubblica amministrazione di rendere pubblici atti e permettere un più facile accesso ai documenti amministrativi, cosa a quanto pare, ancora piuttosto indigesta al Comune di Portovenere e poco conosciuta allo stesso difensore Civico Regionale della Liguria.

Ne avevamo parlato già anche in questo articolo, ma sembra proprio che il Comune non trovi pace, visto che è ritornato sul tema nell’ultimo Consiglio Comunale del 30.06.14 con un ulteriore regolamento sul diritto di accesso agli atti amministrativi, cosa ormai francamente inutile, visto che le leggi sono quelle e il Comune non può certo inventarsi artifici locali per fare come gli pare. Basterebbe applicare la legge e far studiare dirigenti e funzionari, invece di inventare regolamenti e cambiarli pochi mesi dopo.

Detto questo, vogliamo rendere noti alcuni punti fondamentali al Comune di Portovenere e al dott. Francesco Lalla, che tra l’altro è stato capo della Procura di Genova, ora in pensione ad esercitare la funzione di Difensore Civico Regionale, a quanto pare piuttosto distrattamente visto che gli sono sfuggite molte norme (come riportato dal nostro articolo) tra cui la legge 33/2013. Ma il dottore è rimasto solo al 1990 con la legge 241.

Ebbene, andiamo a leggere questa paginetta [NDR: ora non più online] (http://www.urp.it/Sezione.jsp?idSezione=2206), molto interessante, scritta dal dipartimento della Funzione Pubblica. I riferimenti normativi sono molteplici, ma è comunque scritta in maniera semplice e divulgativa, facile anche per i funzionari più ostici alle regole.

Dal 2009, ai sensi dell’art.11 del D. Lgs. n. 150/2009, la trasparenza è intesa come: “accessibilità totale (…) allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità“. E qui, come avevamo scritto, il Comune di Portovenere era già inciampato impedendo un accesso proprio perché reo di voler effettuare una forma di controllo. Eh si, cari signori e signore del Comune, il Comune non è una ditta privata ma un ente pubblico, ovvero dipende dai cittadini che ne sono i principali azionisti di riferimento. Ma, a quanto pare, la cosa è dura da capire. Del resto, qui, siamo abituati anche a vedere terreno demaniale (PUBBLICO) usato per scopi privati senza che qualcuno dal “palazzo” dica nulla, anche se avvisato, e quindi facciamo come ci pare.

Ecco che subito troviamo un bel link con tutti i riferimenti normativi adatti alla bisogna [NDR: ora non più online]: http://www.urp.it/Sezione.jsp?idSezione=2207. Prego signori favorite.

Ma ecco che troviamo la più recente legge in materia (D.Lgs. 33/13) che chiarisce numerosi principi, su:

  1. obbligo di pubblicità su: situazioni patrimoniali di politici, e parenti entro il secondo grado, procedimenti di approvazione dei piani regolatori e delle varianti urbanistiche, ecc…;
  2. trasparenza: accessibilità totale delle informazioni che riguardano l’organizzazione e l’attività delle PA, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo democratico sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubblicazione dei dati sui siti istituzionali (chiaro, no?);
  3. pubblicazione dei dati e delle informazioni sui siti istituzionali: e qui come richiesto vorremmo vedere la LISTA (lista ripetiamo), aggiornata e perenne (almeno 5 anni), degli atti emessi a partire da gennaio, vista anche la confusione delle ultime settimane sull’Albo Pretorio online;
  4. totale accessibilità: (e qui riporto pari pari) si stabilisce il principio della totale accessibilità delle informazioni. Il modello di ispirazione è quello del Freedom of Information Act statunitense, che garantisce l’accessibilità di chiunque lo richieda a qualsiasi documento o dato in possesso delle PA, salvo i casi in cui la legge lo esclude espressamente (es. per motivi di sicurezza, ed evidentemente conoscere i dati di uno stabilimento balneare mette a rischio la stabilità dello Stato, o del Comune?);
  5. accesso civico: viene introdotto un nuovo istituto (tataaa! e qui martelleremo nelle prossime settimane). Questa nuova forma di accesso mira ad alimentare il rapporto di fiducia tra cittadini e PA (e qui ce n’è molto poca) e a promuovere il principio di legalità (e prevenzione della corruzione). – Corruzione? Che brutta parola! Qui siamo tutti amici. – Tutti i cittadini hanno diritto di chiedere e ottenere che le PA pubblichino atti, documenti e informazioni che detengono e che, per qualsiasi motivo, non hanno ancora divulgato. (Ad esempio il PUD – Piano di Utilizzo del Demanio – COMPLETO, non solo alcuni pezzi, con TUTTI gli atti relativi, a presto!);
  6. qualità e chiarezza delle informazioni: tutti i dati formati o trattati da una PA devono essere integri. Ma pensa, che ci volevano dare planimetrie censurate (!);
  7. obbligo di durata delle pubblicazioni. Si stabilisce la durata dell’obbligo di pubblicazione: 5 anni e comunque fino a che gli atti abbiano prodotto i loro effetti (fatti salvi i casi in cui la legge dispone diversamente);
  8. amministrazione trasparente: si prevede l’obbligo per i siti istituzionali di creare un’apposita sezione – “Amministrazione trasparente” – nella quale inserire tutto quello che stabilisce il provvedimento (seee, fantascienza);
  9. piano triennale per trasparenza e integrità: viene disciplinato il Piano triennale per la trasparenza e l’integrità – che è parte integrante del Piano di prevenzione della corruzione (di nuovo? Che brutta parola);
  10. pubblicazione dei curricula, stipendi e incarichi del personale dirigenziale: ma va? Noi abbiamo trovato qualche curriculum tirato via, una traccia non completa per quanto riguarda gli incarichi dirigenziali e zero stipendi. Forse abbiamo cercato male? Che dice Segretario?

Or dunque, partiamo dal concetto di trasparenza (sembra Fuffas), dovrebbe avere tre scopi:

  • sottoporre a controllo diffuso (controllo diffuso? Che brutto termine, fa impressione eh?) ogni fase di gestione della performance per consentire il miglioramento, assicurare la conoscenza a cittadini e stakeholders (ditte e consulenti), dei servizi resi dalle amministrazioni, delle loro caratteristiche quantitative e qualitative, nonche’ delle loro modalita’ di erogazione (mica poco!);
  • prevenire fenomeni corruttivi. Di nuovo! Eh, ma sono fissati, qui siamo tutti amici (!);
  • promuovere l’integrita’ nelle pubbliche amministrazioni. Integrità? Vuoi dire che in Comune devono mangiare crusca e cibo integrale per migliorare le prestazioni intestinali?

E terminiamo con la chicca della bussola della trasparenza, sistema che dovrebbe valutare la qualità dei siti istituzionali e che vuol dire tutto o niente, cioè molto poco. Perché il sistema di monitoraggio informatico non è per nulla intelligente, valuta in pratica l’esistenza dei titoli nei siti istituzionali, non il contenuto, quindi, capite bene, non ha molto valore pratico.

Bene cari cittadini, amici del Comune di Portovenere ed egregio dott. Lalla, abbiamo soddisfatto, almeno in parte, la vostra voglia di sapere? Speriamo di si e a presto, visto che vogliamo sapere tutto sul PUD, oltre a voler vedere pubblicata la lista degli atti da gennaio 2014, per almeno 5 anni.

Aiutiamo il Difensore Civico Regionale

Aiutiamo il difensore civicoDiamo una mano al Difensore Civico della Regione Liguria, il dott. Francesco Lalla, possiamo capire, non riesce a seguire tutte le nuove normative in materia di accesso agli atti amministrativi e gli è sfuggito che oltre alla normativa di base (Legge n.241/90) esiste un decreto legislativo successivo, il D.Lgs. n.195/05, si va bene è del 2005, ma lasciamogli ancora tempo perché per ora conosce solo la legge del 1990, prima o poi ci arriverà.

Ebbene, rispetto alla legge n.241/90 il D.Lgs. n.195/05 ha introdotto una fattispecie speciale in materia di accesso ambientale (che include la materia paesaggistica) che si connota, rispetto a quella generale (legge 241/90), per due particolarità: 1) l’estensione del novero dei soggetti legittimati, ovvero che le informazioni ambientali spettano a chiunque le richieda senza necessità, in deroga alla disciplina generale, di dimostrare un suo particolare e qualificato interesse; 2) estende il contenuto delle informazioni accessibili alle “informazioni ambientali”, che implicano anche una attività elaborativa da parte dell’amministrazione debitrice delle informazioni richieste, assicurando una tutela più ampia di quella garantita dalla normativa generale, oggettivamente circoscritta ai soli documenti amministrativi già formati e nella disponibilità dell’amministrazione.

Conoscendo solo la legge base, il dott. Lalla non si è reso conto che accedere a documenti che riguardano una sanatoria paesaggistica, o una ordinanza che impone la demolizione di numerosi manufatti in zona demaniale marittima e privata, relativi ad uno stabilimento balneare (Sporting Beach in zona Olivo), ovvero un esercizio pubblico (tra l’altro non la villa di Pinco Palla), è un accesso a dati ambientali, cosa richiamata nella motivazione nella domanda. Inoltre, lo stabilimento si trova nella “fascia di rispetto” (30 metri, salvo estensione in casi particolari) prevista dall’art. 55 del codice della navigazione, e per pura combinazione in zona UNESCO e con vincolo paesistico-ambientale “bellezze di insieme”. Tutte cose che dovrebbero far pensare all’applicazione del D.Lgs. n.195/05 (ripetiamo, il richiamo alla tutela ambientale era chiaro già nella domanda), ma non conoscendo la normativa ha ritenuto corretto l’operare del Comune di Portovenere solo sulla base della Legge n.241/90, visto che il Comune insiste nel volere la dimostrazione di un particolare e qualificato interesse. Oh che peccato, visto che la stessa Regione, organo da cui dipende il Difensore Civico Regionale, dott. Lalla, ha ritenuto che l’accesso a documenti riferiti ad una sanatoria paesaggistica fosse di natura ambientale-paesaggistica, strano no? E quindi abbia dato corso all’accesso immediato con estrazione delle copie di tutti i documenti. Che strano però, la Regione Liguria questa legge la conosce e il Difensore Civico Regionale che “abita” a due passi no. Proprio strano.

Forse il dott. Lalla farebbe bene a cambiare mestiere? Che ne dite?