Archivio mensile:agosto 2014

Sporting Beach: la grande saga a puntate. Terza puntata. La grande melma

altan-merda-non-sabbia_jpgNella puntata precedente abbiamo fatto conoscenza con l’architetto Roberto Evaristi che ha redatto le istanze di sanatoria Paesaggistica e Urbanistica per conto dello stabilimento Sporting Beach, in questa puntata faremo un breve approfondimento sul melmoso sistema locale.

La cronologia dei fatti ci racconta che:

  • 26/06/13: la giunta comunale presieduta dal sindaco Matteo Cozzani delibera la nomina dei nuovi membri della Commissione Locale per il Paesaggio, con durata quinquennale, che sono: 1. arch. Roberto EVARISTI, 2. arch. Stefano LUPI, 3. arch. Enrica MAGGIANI;
  • 04/07/13: la Commissione Locale per il Paesaggio viene convocata per esprimere i pareri relativi ad una serie di procedimenti amministrativi in corso tra cui: a) il provvedimento demolitorio del cancello a scorrimento presso lo stabilimento “Le Terrazze” (che avrebbe impedito il libero accesso ai parcheggi pubblici e tuttora non indicati da alcun cartello stradale), ordinanza n.2522/2013; b) l’ordinanza relativa agli accertamenti degli illeciti e al provvedimento demolitorio per gli abusi riscontrati presso lo stabilimento Sporting Beach, ordinanza n.2518/2013. Nel verbale, alle ore 10:35, l’arch. Evaristi risulta rientrato dopo tali delibere;
  • 22/10/13: l’arch. Roberto EVARISTI, per conto del titolare dello stabilimento Sporting Beach, elabora, redige e firma, la documentazione ed i progetti inerenti la domanda di sanatoria paesaggistica presentata presso la Regione Liguria, la quale, nel corso dell’iter amministrativo si avvarrà dei pareri della Soprintendenza e dello stesso Comune di Portovenere, al quale interno è in carica la Commissione Paesaggistica prima menzionata.

Ci fa piacere che l’architetto Evaristi sia uscito dalla seduta della Commissione Locale per il Paesaggio nei momenti cruciali di conflitto di interesse, ma ci chiediamo come sia andata anche successivamente quando il Comune ha espresso pareri (favorevoli) alla Regione nel procedimento di sanatoria paesaggistica inerente lo Sporting Beach.

Il nostro parere è espresso da una forte (fortissima) sensazione di nausea, francamente per nulla favorevole. Immaginiamo che per le nostre istituzioni sia tutto nella norma, ci chiediamo cosa ne pensino i cittadini.

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Breve integrazione al ns. post:

l’arch. Roberto Evaristi è consigliere dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Spezia dal 2009, rimarrà in carica fino al 2017 ed è attualmente presidente della commissione “Taratura parcelle”, sempre presso lo stesso Ordine.

Il Codice deontologico Nazionale degli Architetti in vigore dal 01/01/14 all’art.31 recita:

Art. 31 (Conflitto di interessi)
1. Il Professionista è tenuto ad astenersi dal prestare attività professionale quando abbia, per conto proprio, di terzi o di soggetti che esercitano attività professionale negli stessi locali, un interesse in conflitto con quello di un committente o che possa condizionare il corretto svolgimento dell’incarico.

Chissà se lo prevedeva anche il codice in vigore sino al 31/12/13.

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Le puntate precedenti:

L’inizio della storia:

Sporting Beach: la grande saga a puntate. Seconda puntata. Una faccenda molto da ridere

Portovenere (SP) – Nov. 2013 – Sporting Beach
Portovenere (SP) – Nov. 2013 – Sporting Beach – Dislivello “naturalmente” artificiale

In questa seconda puntata analizzeremo un altro aspetto tra i numerosi abusi, ciò che era stato catalogato nell’ordinanza di demolizione e ripristino alla lettera H, come: sistemazione artificiale (dell’arenile) con dislivello di cm.60. Premettiamo che l’ordinanza del Comune (n.2518/2013), nonostante, anzi proprio per il numero cospicuo di abusi (senza titoli o per difformità), passava assolutamente in sordina i due aspetti più importanti per quanto riguarda l’interesse pubblico, ovvero la scogliera artificiale completamente abusiva ed il cordolo in cemento lungo la battigia, passato dagli autorizzati 20 cm. a 60 cm.. Opere che hanno completamente annientato la battigia, ovvero terreno pubblico (demaniale) sul quale è garantito per legge il libero accesso, diritto che, quindi, nello specifico, non esiste più da tempo.

Ebbene, la scogliera abusiva ed il cordolo in difformità, hanno determinato un dislivello di ben 60 cm. tra la spiaggia dello stabilimento e la limitrofa spiaggia libera, proprio perché il cordolo passando nel corso del tempo da 20 cm. a 60 cm. ha permesso di fatto un ripascimento definitivo, non stagionale e massiccio, nonostante il titolare tenti più volte di portare atti a dimostrare il contrario, ma tre ripascimenti in più di 20 anni non fanno primavera, tranne per il Comune e la Soprintendenza. Capite bene che l’arenile, per questo motivo, è aumentato in massa ghiaiosa ed ora è, praticamente, completamente in bolla (in piano) dalle cabine sino al mare. Ma anche questo aspetto non ha minimamente impensierito o fatto riflettere i nostri funzionari, anzi, si sono bevuti tranquillamente ciò che è scritto nel paragrafo A.1 (pagg.6-8) della Relazione Tecnica Illustrativa e che ha qualcosa di fantascientifico, oltre che, francamente, umoristico.

L’architetto Evaristi ammette che c’è un dislivello di 60 cm. tra il cordolo (al bordo dell’arenile lato mare) e l’altezza della battigia (mica poco) e riproduce una foto, già di per sé umoristica. Perché non riprendere l’immagine da più lontano ancora, ponendosi ancora più tangenti al muretto ed aspettando che la spiaggia si affollasse di più? Guardate la differenza con le foto del nostro articolo, da noi riprese perpendicolarmente al cordolo di separazione tra stabilimento e spiaggia libera, forse si vede un po’ meglio?

Poi l’architetto riproduce una foto degli anni ’70 (a pag.7, non ne discutiamo la data) scrivendo: “… da cui può facilmente individuarsi che il livello della spiaggia dello stabilimento è pressoché lo stesso di quello del marciapiede a servizio delle cabine e pressoché in piano. …“. Caspita, è evidentissimo che dalla foto non si vede assolutamente nulla, dato il punto di ripresa (non serve uno scienziato), tanto è vero che ha dovuto sovrapporre una freccia. Ma, poi, si riprende la porzione (molto parziale) di spiaggia libera e non lo stabilimento. Si vuole forse dimostrare che la spiaggia libera era pianeggiante? Eh, si, leggiamo ancora, qui viene la parte più spassosa ed incredibile.

Ecco la genialata, un grafico che dimostrerebbe che il dislivello non è stato determinato dall’innalzamento artificiale della spiaggia dello stabilimento (tramite cordolo e ripascimento definitivo), ma è dovuto all’erosione della spiaggia libera. E qui risate a crepapelle, a scena aperta. Grandioso, veramente un colpo di teatro, un maestro!

Quindi il cordolo, in origine era di 60 cm., di cui 40 cm. interrati, e la spiaggia dello stabilimento, da sempre, è pianeggiante. Non solo, pianeggiante avrebbe dovuto essere anche la spiaggia libera. WOW!!! Portovenere, zona Olivo, da sempre ha le spiagge in bolla, tutto assolutamente naturale. Fantastico, assolutamente grandioso. Ed il bello è che al Comune e Soprintendenza la scenetta è piaciuta, visti i pareri favorevoli già dati.

La cosa magnifica è che il grafico non dà minimamente idea di come la spiaggia si inclini verso il mare, oppure no (differenza tra spiaggia libera e stabilimento), come dire: ti dimostro che la Torre di Pisa non pende, basta fare una foto lungo l’asse di pendenza, et voilà. LA TORRE DI PISA NON PENDE, ERANO TUTTE BALLE!

Ma non è una gran bella soddisfazione farsi prendere per i fondelli in questo modo? Si, avanti così Italia.

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Le puntate precedenti:

L’inizio della storia:

Della serie via PEC. Pubblica denuncia n.2: Sporting Beach (Portovenere – SP), tavolini in riva al mare

A
Egr. Sig. Sindaco;
Egr. Segretario Comunale.

Spett.le Comune di Portovenere,

Si segnala a codesta A.C. la presenza saltuaria di tavoli per la ristorazione presso l’arenile in area demaniale e non, esternamente alla veranda adibita a tale servizio, e già accertata come abusiva da Vs. ordinanza n.2518/2013, la quale ricopre superficie di mq.58.

Tale superficie risulterebbe già essere notevolmente superiore rispetto alla superficie adibita alla ristorazione di mq.15, secondo l’autorizzazione allegata (n.433 del 31/12/09), ottenuta tramite accesso agli atti dello scorso mese di maggio 2014.

I tavoli sono posizionati lungo la fascia dei tre metri dal mare, come visibili nelle foto allegate e rese disponibili dallo stesso titolare su Internet, in zona esterna alla veranda di mq.58. Secondo documentazione in possesso dello scrivente che può, su richiesta, rilasciare, i tavoli nei mesi di maggio e giugno venivano posti nelle ore solari, mentre dal mese di luglio, sino ad ora, vengono posizionati al tramonto per l’ora di cena, principalmente nei giorni della fine settimana.

Si segnalano, inoltre, cartelli pubblicitari (uno facilmente rimovibile) posizionati sin dal mese di maggio, sia lungo l’ultimo tratto della passeggiata Aldo Moro, sovrastante lo stesso stabilimento, che nella parte interna lungo la cancellata limitrofa a via Olivo 343, ed internamente nella parte relativa al sotto passaggio (v. fotografie allegate). In merito a tale cartellonistica, posizionata anche in aree che farebbero pensare essere vietate all’affissione, si nutrono dubbi in merito all’eventuale pagamento della tassa prevista.

Dato il frequente uso di area demaniale e non, con scopi diversi dalla balneazione e con attrezzature ad essa non attinenti, da parte di tale stabilimento, si invita codesta Amministrazione ad una puntuale e rapida verifica in merito alla legittimità, anche in fasce orarie durante le quali non è facilmente riscontrabile la presenza di agenti della Polizia Municipale.

Cordiali saluti
Daniele Brunetti

Dal sito: https://www.google.it/maps/uv?hl=it&pb=!1s0x12d4fc24a33b4859:0x2caa74c59fa21312!2m5!2m2!1i80!2i80!3m1!2i100!3m1!7e1!4shttps://plus.google.com/102311563318975840282/photos?hl%3Dit%26socfid%3Dweb:lu:kp:placepageimage%26socpid%3D1!5ssporting+beach+portovenere+-+Cerca+con+Google&sa=X&ei=mBPqU6SXIOqL4gTJ4oDwBQ&ved=0CH4QoiowCg

Attrezzatura non balneare in area demaniale

Attrezzatura non balneare in area demaniale

Attrezzatura non balneare in area demaniale

Attrezzatura non balneare in area demaniale

Della serie via PEC. Pubblica denuncia n.1: parcheggio pubblico presso Le Terrazze (Portovenere – SP)

A
Egr. Sig. Sindaco;
Egr. Segretario Comunale.
Spett.le Comune di Portovenere,
da tempo vengono fatte pubblicamente, dal sottoscritto, segnalazioni inerenti l’uso improprio di un parcheggio pubblico, favorito dall’assenza di adeguata segnalazione stradale, sia orizzontale che verticale.
Il parcheggio è limitrofo al residence Le Terrazze in via II traversa Olivo e data la conformazione urbanistica della zona è assolutamente non identificabile chiaramente come parcheggio pubblico, vista anche la totale mancanza di indicazioni stradali in merito. In bassa stagione, e nella prima mattinata anche dell’alta stagione, è facilmente verificabile che buona parte degli avventori della zona occupano, in primis, i parcheggi a pagamento, non essendo a conoscenza della presenza del parcheggio pubblico, attualmente gratuito, presso la struttura de Le Terrazze. Ciò va indubbiamente a favore delle casse pubbliche, anche se in maniera impropria, come del resto va a favore, altrettanto improprio, del titolare delle Terrazze, che per diversi mesi ha persino posizionato uno striscione che reclamizzava, in maniera platealmente ingannevole, tale parcheggio come annesso ai servizi del ristorante della struttura privata. Tale striscione è stato rapidamente rimosso solo grazie alla pubblicizzazione di tale illegittimità tramite articoli scritti dal sottoscritto su Internet.
Ci si chiede come sia possibile, dato il lunghissimo tempo trascorso dall’edificazione di tale struttura (praticamente quasi 10 anni) e l’emissione dell’ordinanza 2522/2013, con la quale si ordinava la demolizione del cancello a scorrimento che dà accesso a tale area di parcheggio pubblico, che permanga questa situazione di assoluta illegittimità, e mi si permetta, di un quadro che atterrebbe ad una vera e propria truffa, dato il frequente permanere di personale de Le Terrazze all’inizio della rampa di accesso, con sedia ed ombrellone, per gestire a proprio piacere il traffico in entrata ed in uscita. Cosa che non posso pensare sia rimasta inosservata all’apparato di vigilanza di codesta P.A..
Il sottoscritto dispone di materiale comprovante l’uso improprio di tale area, che mette a completa disposizione di codesta P.A., e che ha già provveduto a consegnare alla Magistratura, a partire dal periodo Pasquale, durante il quale personale de Le Terrazze chiedeva la ricevuta del ristorante a seguito dell’uso del parcheggio PUBBLICO presso la struttura.
Mi auguro che si ponga fine, immediatamente, a questa situazione del tutto illegittima, a danno di avventori e turisti, dato anche l’ulteriore fronte ingannevole determinato dalla nuova presenza della segnaletica a display che non conteggia tali posti auto.
Cordiali saluti
Daniele Brunetti
Un classico giorno a Le Terrazze (varco di accesso al parcheggio pubblico e ora gratuito)
Un classico giorno a Le Terrazze (varco di accesso al parcheggio pubblico e ora gratuito)