Archivio mensile:maggio 2015

Navi da paesaggio

Palmaria Portovenere Torre Scola nave da crociera
Nave “Wind Surf” oggi a Portovenere (SP)

E’ ormai una nostra fedele frequentatrice la nave da crociera Wind Surf, 182 metri di lunghezza e oltre 14mila tonnellate di stazza lorda. Non è l’unica e nemmeno la più grande. E’ almeno la seconda volta che torna a Portovenere (SP), quest’anno, e si piazza (o meglio la piazza il pilota del porto), come lo scorso anno, nel punto di fonda E1 (echo 1), bello bello davanti a Torre Scola (o Scuola) per buona parte della zona Olivo. Per la verità oggi, il punto E1 sembra più interno ancora, la “barchetta” sta dando del suo meglio, coprendo la vista di Torre Scola per tutta zona Olivo, da Villa Argia a via II Traversa Olivo. Per la zona più a levante sparisce anche parte dell’isola Palmaria. Ne abbiamo scritto e ne scriveremo ancora, ma è evidente che così […]

Partigiano Civico è online!

metamorfosi Nasce il blog Partigiano Civico (www.partigianocivico.it – www.facebook.com/partigianocivico – twitter.com/partigianocivic) che raccoglie quanto pubblicato e portato avanti tramite le pagine Facebook del Comitato Spiagge Libere Olivo (Portovenere – SP) dal 21 giugno 2011, ne fa esperienza ed amplia il campo informativo e di attività. In realtà, si tratta più esattamente di una metamorfosi pratica, estetica ed operativa.

Pertanto, le pagine del Comitato (ufficialmente mai nato) non verranno più aggiornate, se non per seguire l’evoluzione di Partigiano Civico.

Nei prossimi giorni, oltre a pubblicare nuovi articoli, verrà di volta in volta formato l’archivio con tutti gli articoli pubblicati in passato sulle pagine del Comitato, inclusi quelli di cui si era persa traccia online.

A presto e confidando di essere tanti, anche se sparuti e disorganizzati, ma motivati nell’ottenere un paese (Portovenere, Italia, Europa o Mondo che sia) migliore e degno dell’appellativo CIVILE.

Daniele Brunetti

Photo credit: Stéfan / Foter / CC BY-NC-SA

Spiaggia Arenella (Portovenere – SP): Arenella cosa?

Arenella - Portovenere (SP)
Arenella – Portovenere (SP)

Parliamo di stabilimento Arenella, spiaggia comunale gestita all’interno della società partecipata Società Porto Venere Servizi Portuali e Turistici S.r.l..

Ebbene, lo scorso anno era stata fatta una gara per l’affidamento in concessione sino al 2016, vinto dalla Symposion S.r.l. di Curno (BG) per euro 245.333,31.
La scorsa stagione non è certamente andata bene, anche per le problematiche meteo. Inoltre, le strutture sono anche in condizioni penose e, pare, che non ci sia stato un grande impegno nel cercare di migliorare le cose. Oltre ad una serie di cabine in disfacimento, è sempre più evidente l’obbrobrio, l’inadeguatezza e l’assoluta inutilità di quel muretto di contenimento lungo la battigia, una tradizione tutta locale e, guarda caso esclusivamente frontale agli stabilimenti.

Ci si metta l’anima in pace: meno muretti (o muri) e più ripascimenti stagionali, la nostra zona per orografia è destinata a questo, anche perché buona parte del tratto costiero dal paese all’Olivo è stata creata artificialmente tra gli anni ’50 e ’60. Un cordolo di contenimento può andare anche bene, ma di contenimento non di impedimento, per limitare l’erosione dell’arenile, come del resto erano stati pensati all’epoca, in genere di un paio di decine di centimetri (nulla più) e da coprire con il materiale di ripascimento ad ogni stagione, non un muro di Berlino.

Detto ciò, il 14 maggio scorso sbuca fuori un’altra gara di affidamento dello stabilimento Arenella per la stagione 2015, che cosa è successo? La Symposion S.r.l. di Curno (BG) ha gettato la spugna e ha perso parecchi soldi? Che dice la nostra amministrazione? Lo stabilimento potrà rinascere senza orripilanti muretti lungo la battigia? Speriamo anche che le correnti ci aiutino, visto che negli ultimi anni si sta formando e consolidando un nuovo fronte spiaggia che col muretto non c’azzecca nulla.

Arenella - Portovenere (SP)
Arenella – Portovenere (SP)
Arenella - Portovenere (SP)
Arenella – Portovenere (SP)

Sporting Beach (Portovenere – SP): arroganza senza limiti. Anzi, i limiti ci sono ma per gli altri

Sporting Beach (Portovenere - SP) com'è ora: maggio 2015
Sporting Beach (Portovenere – SP) com’è ora: maggio 2015

Ricomincia la stagione balneare e già rispuntano illegittimità e abusi di varia natura e tra questi rispunta la questione (anzi le questioni) relative allo stabilimento Sporting Beach, in zona Olivo a Portovenere (SP). Per chi ha seguito le diverse vicende, ricorderà i vari articoli, anche a puntate (che riprenderanno prossimamente), relative ai numerosi abusi prodotti nel tempo nell’area dello stabilimento Sporting Beach (ex-stabilimento Royal Sporting).

Difatti di stabilimento parliamo, ma più che balneare parrebbe uno stabilimento dedito alla produzione di abusi in area demaniale e non, ma comunque in area sottoposta a vincolo paesaggistico e parte della lista UNESCO.

Ebbene, a fatica, nel 2013 (ordinanza 2518 del 13.07.13 a firma dott. Roberto Pomo, sindaco-ticket Pistone-Nardini, PD), il Comune di Portovenere dovette emettere un’ordinanza, piuttosto farlocca, ma che prendeva comunque in considerazione una lunga serie di abusi, tranne i due abusi più importanti. Ecco perché farlocca, mancavano nella lista degli abusi chiaramente esplicitati: una scogliera abusiva (una bella massicciata fronte stabilimento totalmente abusiva) ed un cordolo in cemento dietro la scogliera in difformità (passata da 20 a 60 centimetri d’altezza e più).

Gli sperticati giochi verbali dell’ordinanza riuscirono a celare, nel marasma degli abusi, i due punti fondamentali, e perciò si passò rapidamente ad una sanatoria altrettanto spericolata e francamente piuttosto ridicola, per chi dovesse conoscere nel dettaglio le questioni messe in campo. Ne scrivemmo ampiamente. L’iter della sanatoria subì una rapida accelerazione lo scorso anno, da parte della Regione, che emise un provvedimento di accoglimento della sanatoria paesaggistica (la parte urbanistica pare ancora da gestire, ma è in pratica una fotocopia) lasciando la parte finale al Comune che avrebbe dovuto emettere una sanzione e far rispettare una serie di prescrizioni che di fatto avrebbero anche consolidato la scogliera abusiva, invece di demolirla.

Ebbene, la sanatoria è ora in un limbo, ferma da un anno, che sia segno buono o no è ancora difficile dirlo, fatto sta che più il tempo passa, senza definire la vicenda, e più si rischia che finisca tutto in una bolla di sapone, con danni ambientali ed erariali conseguenti (come se non ci fossero già stati sino ad oggi). Ma perché la sanatoria è ferma? Beh, il sottoscritto ha fatto presente ai vari enti una serie di profili di illegittimità, sia dell’ordinanza che della sanatoria stessa, che potrebbero invalidarne l’iter se, per caso, qualche associazione ambientale volesse gentilmente occuparsene impugnando la questione al TAR una volta concluso l’iter da parte del Comune.

Ebbene, in attesa che qualche associazione ambientale (di nome e di fatto) agisca (le mie carte sono a disposizione) lo stabilimento continua la sua “politica ambientale” e fra le tante, l’ultima, che era l’unica piccola conquista ottenuta a fatica (da Comune e Capitaneria di Porto) dopo lunghissima querelle, un palo con cime posto stagionalmente a limitare, anzi impedire, l’utilizzo della battigia (ormai scogliera) da parte dei bagnanti ed avventori della spiaggia limitrofa.

Nelle foto vedete com’era posizionato il tutto nel 2014 e com’è ora (ovvero com’era anche prima del 2014). La cima arancione che si collega ai galleggianti posti al limite dello specchio acqueo in concessione è naturalmente libera di fluttuare in alto e soprattutto di fare inciampare le persone (tra cui anziani e bambini) frequentatori della zona, ma soprattutto assieme al palo e all’altra cima che va verso terra, fa parte di un sistema illegittimo che invita a non passare lungo una fascia demaniale che per legge deve essere priva di ostacoli ed al libero uso dei cittadini, con il solo limite di non potervi stazionare con asciugamani o altro, ovvero impedendone a loro volta l’uso e l’attraversamento.

Bene, vedremo se vincerà l’arroganza del titolare dello stabilimento, che evidentemente si sente in una botte di ferro, o se avranno la meglio i diritti di tutti e quanto tempo impiegheranno le autorità ad accorgersi della cosa (più il resto) nonostante le già inviate segnalazioni ufficiali.

Concludiamo con un appello: associazioni ambientaliste se ci siete battete un colpo, anzi attivatevi, anche per una spiaggia che non sta in un centro cittadino. A presto.

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Breve integrazione: dopo alcuni giorni, l’intervento delle autorità ha almeno ripristinato l’accesso alla battigia dal lato della spiaggia libera in maniera più consona alla legge, come ottenuto nel 2014. Ma ci sono volute due PEC perché in un primo momento il titolare ha aperto il varco si, ma molto stretto. Se non è arroganza questa.

Sporting Beach (Portovenere - SP) com'è ora: maggio 2015
Sporting Beach (Portovenere – SP) com’è ora: maggio 2015
Sporting Beach (Portovenere - SP) com'era: 2014
Sporting Beach (Portovenere – SP) com’era: 2014

LA STAMPA ITALIANA: autocensura e disinformazione

disinformazioneE’ in campagna elettorale che si fa più evidente la disinformazione o semplicemente l’auto-censura da parte della stampa italiana (locale e nazionale), ma ricordiamoci che è nel corso di tutto l’anno che siamo bombardati da informazione farlocca o privati di informazioni a loro modo dirimenti. Il primo metodo per cercare di tutelarsi da tali carenze o falsificazioni è essere attivi nella ricerca informativa. Prima potevamo solo comprare giornali di diverse testate, ora abbiamo anche internet, strumento potente ed allo stesso tempo mistificatore. Perché mistificatore: perché un vaso di Pandora dove si può scaricare liberamente qualsiasi cosa, vera, falsa, vera e falsa. La potenza del mezzo è parte anche della propria debolezza: assoluta mancanza di garanzia sulla verifica dei fatti o fact checking. Ma questo punto debole è anche parte, troppo spesso, delle testate giornalistiche “prestigiose”, sia radiotelevisive che della carta stampata, di seguito ne vedremo un esempio lampante. Il secondo metodo è cercare, tutte le volte che possiamo, la fonte primaria dell’informazione. Spesso i giornalisti non citano la fonte informativa, anche se si tratta, ad esempio, di una fonte ufficiale statale o governativa, come potrebbe essere un rapporto statistico o tecnico, o una fonte giuridica, ad esempio una […]