LA STAMPA ITALIANA: autocensura e disinformazione

disinformazioneE’ in campagna elettorale che si fa più evidente la disinformazione o semplicemente l’auto-censura da parte della stampa italiana (locale e nazionale), ma ricordiamoci che è nel corso di tutto l’anno che siamo bombardati da informazione farlocca o privati di informazioni a loro modo dirimenti. Il primo metodo per cercare di tutelarsi da tali carenze o falsificazioni è essere attivi nella ricerca informativa. Prima potevamo solo comprare giornali di diverse testate, ora abbiamo anche internet, strumento potente ed allo stesso tempo mistificatore. Perché mistificatore: perché un vaso di Pandora dove si può scaricare liberamente qualsiasi cosa, vera, falsa, vera e falsa. La potenza del mezzo è parte anche della propria debolezza: assoluta mancanza di garanzia sulla verifica dei fatti o fact checking. Ma questo punto debole è anche parte, troppo spesso, delle testate giornalistiche “prestigiose”, sia radiotelevisive che della carta stampata, di seguito ne vedremo un esempio lampante. Il secondo metodo è cercare, tutte le volte che possiamo, la fonte primaria dell’informazione. Spesso i giornalisti non citano la fonte informativa, anche se si tratta, ad esempio, di una fonte ufficiale statale o governativa, come potrebbe essere un rapporto statistico o tecnico, o una fonte giuridica, ad esempio una sentenza. Ebbene, qui dobbiamo sfoderare tutta la nostra buona volontà, se siamo veramente interessati a capire, e dobbiamo faticare, recuperare le carte ufficiali (spesso internet aiuta anche qui) e cercare di capire direttamente o tramite l’aiuto di una persona competente, che possa darci una mano.

Facciamo quindi attenzione e non ingurgitiamo passivamente tutto ciò che passa il convento, ma approfondiamo, indaghiamo e ricerchiamo, anche fonti secondarie, ma direttamente a contatto con le questioni del territorio.

Come scritto prima, portiamo un esempio di mistificazione generalizzata, perché spesso con i mass-media funziona così: c’è chi da il la e c’è la massa-giornalistica a rimorchio che segue la scia. Chi spesso ne fa le spese di questa tipologia informativa è il Movimento Cinque Stelle e lo stesso Beppe Grillo, pur con tutti i difetti ed i limiti che ognuno può rilevare (ma forse tutti gli altri partiti sono immuni da ciò?).

Ebbene, avete seguito, magari distrattamente, la questione mammografie-Grillo-Veronesi? La stampa ufficiale, TG1-2-3, TG-Mediaset e quasi tutta la stampa cartacea, hanno detto e scritto a titoloni “Grillo contro le mammografie”, la pseudo-ministra alla Salute ha replicato, ecc… . Ma davvero Grillo aveva preso di mira le mammografie? No, per nulla, aveva preso di mira chi piglia i soldi da case farmaceutiche e produttori di apparecchiature medicali per poi portare l’acqua al proprio mulino. Ed in questo caso l’unico TG (come altre volte) che ha veramente colto la notizia nel suo aspetto reale, senza biechi motivi propagandistici, è stato il TG de La 7. Il bravo Mentana, pur caricaturato dall’ottimo Crozza, sa fare il proprio mestiere e pare che sia uno dei pochi, se non l’unico. Ah, che nostalgia di Giorgio Bocca.

http://tg.la7.it/cultura-e-societa/il-caso-grillo-mammografie-grave-scivolone-o-tempesta-mediatica-la-prova-moviola-11-05-2015-94099