Kim Il-sung: un fratello del profondo nord-ovest

160115-Kim-Sung-e-massoneria Non è una semplice e folkloristica storia all’italiana, quella che 35 anni fa portò il dittatore Nord Coreano di allora, Kim Il-sung, a ricevere la cittadinanza onoraria di Sarzana e Pontremoli. Leggete con attenzione il bellissimo articolo di Pino Meneghini, pubblicato ieri sul Secolo XIX, ai più attenti verranno in mente tante altre storie.

Ebbene, storia e storie passate? No, affatto, Kim Il-sung è la cartina al tornasole di ieri, come di oggi, di una società, quella della provincia spezzina e del suo capoluogo (e aree limitrofe), sempre ben intrisa di un’alchimia venefica fatta di massoneria, partiti politici, consorterie, corporazioni, amici e amici degli amici. Un cupolone che decide le sorti di chi può e di chi non può, che sentenzia, che espelle, che accoglie, che decide le fortune e le sfortune di chi nasce, o si ritrova, in questa provincia del profondo nord-ovest mentale.

Ieri, come oggi, non è cambiato nulla, proprio nulla (nemmeno i dettagli) e l’articolo impietosamente riflette, con la scusa del passato, il presente: inamovibile e freddo come una lastra di marmo. Intanto, la maggioranza silenziosa, quella moderata, quella che riflette da sempre sul nulla, che da sempre non fa nulla, che da sempre non capisce nulla o fa finta di non capire, pascola come vacche da latte in attesa della prossima mungitura, per poi dire:”Muuu!”.