Archivio mensile:febbraio 2016

Le Terrazze – Portovenere (SP): martello demolitore in azione

16.02.16 - Portovenere (SP) - Le Terrazze: messa in pristino in area demaniale marittima
16.02.16 – Portovenere (SP) – Le Terrazze: messa in pristino in area demaniale marittima

In data odierna, 16 febbraio 2016, alcuni operai con un miniescavatore, in modalità martello demolitore, stanno provvedendo alla messa in pristino (demolizione) dalle illegittime colate di cemento nell’area demaniale marittima limitrofa allo stabilimento Le Terrazze, a Portovenere (SP). Infatti, la striscia demaniale limitrofa al mare, creata artificialmente negli anni passati, prevede “una massicciata” in “scapoli di pietra locale” senza cemento. Tale area non è stata adibita alla sistemazione di attrezzatura balneare, come lettini ed ombrelloni, in quanto avrebbe dovuto essere di superficie irregolare e non lisciata dal cemento.

Se qualcuno volesse vedere il pregresso, lo invito a leggere il dossier “Le Terrazze”, in particolare il mio articolo e l’articolo apparso sul Secolo XIX.

Questo è un momento importante, raro, in cui finalmente prevale l’interesse pubblico all’abuso, rimando i dettagli ulteriori ad un prossimo articolo, ma invito le associazioni e i cittadini che volessero interessarsi a fare accessi agli atti presso il Comune, la Regione e la Soprintendenza della Liguria, per capire meglio, prima che io scriva il prossimo articolo.

Da parte mia, ringrazio la Guardia Costiera ufficio locale marittimo di Portovenere, in particolare il comandante Bussolino che ha mostrato la dovuta attenzione al caso ed alle mie segnalazioni (non a vanvera) inviate a un buon numero di autorità preposte, nonostante le difficoltà da me incontrate. Il comandante, evidentemente, è andato a scavare a fondo prima del miniescavatore. Altri dovrò ringraziare, ma non è questo il momento, la vicenda per me non è conclusa, questa è solo una parte.

Ciò che si sta compiendo oggi è in parte equivalente a ciò che si dovrebbe fare in altre aree costiere sia a Portovenere (quindi non chiudiamo gli occhi) che in buona parte di Italia, perché il demanio marittimo, in primis, è di tutti noi e non può diventare privato per chissà quale diritto divino.

Ma a scanso equivoci, vi prego di memorizzare assieme a me la data di oggi e l’immagine, sempre di oggi, riportata assieme a questo articolo, non vorrei che fra qualche tempo si dicesse che era tutto regolare da sempre.

Le mie forze di singolo cittadino, del resto, sono molto limitate, stessa cosa per le risorse economiche, poter mettere in campo un’associazione o, meglio, una testata giornalistica indipendente che veda dove altri non vedono, potrebbe essere una proposta costruttiva che intendo fare alle persone di buona volontà, con capacità di analisi, di approfondimento e con spirito indipendente da qualsiasi organo politico. In tal modo si potrebbe pensare a raccogliere risorse umane e finanziarie per combattere, non dico ad armi pari, ma quantomeno con più vigore, contro alcune malattie del nostro paese. Se siamo in tanti, anche in gruppi separati, si può vincere. Il centralismo, del resto, ha un grosso difetto, se va in crisi crolla tutto. Dobbiamo mantenere un’idea di rete, un po’ come internet, se crolla un server non crolla tutta la rete!

Alla prossima puntata.

Acqua… fuochino… fuochino… FUOCO!

Sulla scia (il termine non è casuale) degli articoli inerenti gli abbruciamenti agricoli, forestali e non, riporto un paio di immagini ad esempio di ciò che avviene ogni giorno ed avveniva alcuni giorni addietro. Come si può notare, le condizioni atmosferiche di bassa pressione non consentono ai fumi di elevarsi.

Nel primo caso, a Cadimare (SP), le emissioni seguono due percorsi diversi (anche in ragione di due fuochi diversi, da quanto può interpretarsi dall’immagine), uno sul fronte dell’abitazione, tende ad alzarsi per un tratto per poi curvare a sinistra, ed un altro sul retro della casa, più sul crinale della collina, diventa incredibilmente simile a foschia, o nebbia, trasformandosi in una lunga lingua di fumo che segue il profilo collinare verso sinistra. La nebbia, vi assicuro non c’entra nulla.

Cadimare (2016)
Cadimare (2016)

Nel secondo caso, sulle alture delle Grazie (SP), il fumo si alza ben poco per poi allargarsi e discendere verso il centro urbano. Uno dei frequentissimi casi che rendono spesso Le Grazie un po’ la Milano locale, comunque con condizioni ambientali che ricordano più una metropoli che un paese di mare.

Le Grazie (2016)
Le Grazie (2016)

Tutto ciò non contribuisce, sicuramente, al benessere della popolazione.

Per chi vuole approfondire il tema trova i miei articoli nel “dossier fuochi“.