Acqua… fuochino… fuochino… FUOCO!

Sulla scia (il termine non è casuale) degli articoli inerenti gli abbruciamenti agricoli, forestali e non, riporto un paio di immagini ad esempio di ciò che avviene ogni giorno ed avveniva alcuni giorni addietro. Come si può notare, le condizioni atmosferiche di bassa pressione non consentono ai fumi di elevarsi.

Nel primo caso, a Cadimare (SP), le emissioni seguono due percorsi diversi (anche in ragione di due fuochi diversi, da quanto può interpretarsi dall’immagine), uno sul fronte dell’abitazione, tende ad alzarsi per un tratto per poi curvare a sinistra, ed un altro sul retro della casa, più sul crinale della collina, diventa incredibilmente simile a foschia, o nebbia, trasformandosi in una lunga lingua di fumo che segue il profilo collinare verso sinistra. La nebbia, vi assicuro non c’entra nulla.

Cadimare (2016)
Cadimare (2016)

Nel secondo caso, sulle alture delle Grazie (SP), il fumo si alza ben poco per poi allargarsi e discendere verso il centro urbano. Uno dei frequentissimi casi che rendono spesso Le Grazie un po’ la Milano locale, comunque con condizioni ambientali che ricordano più una metropoli che un paese di mare.

Le Grazie (2016)
Le Grazie (2016)

Tutto ciò non contribuisce, sicuramente, al benessere della popolazione.

Per chi vuole approfondire il tema trova i miei articoli nel “dossier fuochi“.