Archivio mensile:marzo 2016

Da noi si smaltisce così: bruciando

30.03.16, Portovenere (SP): smaltimento rifiuti
30.03.16, Portovenere (SP): smaltimento rifiuti

Siamo a Pasqua, tanti turisti e si festeggia con i fuochi… d’artificio? Non proprio, sempre d’artificio sono, ma non sono come quelli che si usano per le luci e i colori, questi si usano per smaltire i rifiuti, si spera solo vegetali. E’ una speranza che poi lascia il tempo che trova perché, comunque, fanno un bel danno, come più volte scritto in precedenza e non solo da me. Non ci si stancherà mai abbastanza di far capire che: bruciare legna o sfalci vegetali non è un’attività innocua, ma genera emissioni di particolato, diossine e numerose sostanze nocive alla salute ed all’ambiente, come ripetuto in, ormai innumerevoli, articoli scientifici o divulgativi. Uno per tutti: “Inquinamento: tutti i banditi e i mandanti”, di Dario Faccini per ASPO Italia.

30.03.16, Portovenere (SP): smaltimento rifiuti
30.03.16, Portovenere (SP): smaltimento rifiuti
30.03.16, Portovenere (SP): smaltimento rifiuti
30.03.16, Portovenere (SP): smaltimento rifiuti
30.03.16, Portovenere (SP): smaltimento rifiuti
30.03.16, Portovenere (SP): smaltimento rifiuti

Ebbene siamo alle solite, ma di più, i fuochi di oggi alla Palmaria si sono fatti in grande, fiamme e fumo ben evidenti per diverse ore (circa tre), senza che nessuno vedesse nulla, tranne i turisti che vi passavano tranquillamente davanti in traghetto e che si saranno chiesti: che si festeggia? Si festeggia lo spirito indomabile degli italiani, come sempre restii, non tanto a rispettare le leggi o a farle rispettare, ma a capire quale danno fanno a loro stessi ed al loro ambiente, pure davanti a orde di turisti impegnati a vedere i fuochi… scusate… le bellezze dei nostri luoghi.
Cari turisti, ditelo e scrivetelo, che qui non si facevano enormi braciole per il godimento culinario, ma più semplicemente si smaltiva spazzatura, garbage, monnezza! Da noi usa così, siamo amanti delle tradizioni, forse con nostalgia pensiamo a quelle antiche braciole di streghe e di santi. Guarda caso, proprio in zona, c’è la chiesa di San Lorenzo, non per nulla in graticola e in bell’evidenza sull’ingresso, sarà per ricordarci di lui?
Credo di no, credo che la questione sia ben più profana: in mancanza di servizi adeguati di smaltimento, e in mancanza di intervento di coloro che le norme le dovrebbero fare rispettare, si va avanti alla giornata e ognuno smaltisce come può.

Ma non si scriveva, dopo il passaggio di molti terreni ed immobili dalla Marina Militare al Comune di Portovenere, che ora ci sarà un’attenta vigilanza da parte delle locali associazioni ambientali all’ambiente e alla valorizzazione di quest’isola, la Palmaria? Come vedete, questo dei fuochi è una modo di valorizzare l’ambiente che evidentemente non disturba queste associazioni e molti ambientalisti, dato che da anni si va avanti così e da anni chi scrive su questi scempi ambientali, evidentemente di serie C, in zona siamo forse in due (anche se orgogliosamente) io e Daniela Patrucco di SpeziaPolis.

2016_03_24 multa fuochi Marinella
Di rado, però, càpita che ci sia qualcuno, in qualche altra parte d’Italia (non lontano da qui), che le norme in vigore le applica, è il caso avvenuto pochi giorni fa a Fiumaretta, nel Comune di Ameglia, altra combinazione, paese dell’ex-sindaco Giacomo Raul Giampedrone, ora super-assessore regionale della Liguria con una valanga di deleghe “Lavori pubblici, Infrastrutture e Viabilità, Ambiente e Tutela del territorio, Parchi, Ecosistema costiero, Ciclo delle Acque e dei Rifiuti, Protezione civile, Difesa del suolo“, e scusate se è poco, praticamente il viceré di Giovanni Toti, ex porta-gaffes di Berlusconi, che ora porta direttamente le proprie, vedasi “i tre marò” da Bruno Vespa, Novi Ligure in Liguria, l’isola Palmaria come “la Capri ligure” e varie altre, di cui l’ultima in ordine cronologico: “più parcheggi interrati per tutti alle Cinque Terre”. Persone, insomma, con una buona conoscenza e sensibilità ambientale. Ebbene, proprio in quel di Ameglia, la Guardia Costiera ha osato multare un balneatore, una razza ben protetta da queste parti, anche se non a rischio di estinzione. Non oso pensare cosa possa succedere d’ora in poi nella patria del “taglia e brucia, se poi accendi sulla spiaggia c’è anche più gusto”. Probabilmente è la Guardia Costiera che rischia l’estinzione, a partire da Fiumaretta.

Giulio Regeni: consigliere comunale rifiuta la solidarietà in nome dei marò… scuse rimediate?

Consigliere comunale sul caso Regeni Siamo nell’Italia delle bassezze, della cultura da bar un tanto al chilo, dove si è perso il senso delle istituzioni, se mai c’è stato, e dove tutto si mette sullo stesso piano, si mischia, fino a confondere il significato.

In questo paese da smargiassi, ognuno fa del proprio peggio per dare senso agli egoismi, alle paure, alle viltà e all’ignoranza.
Purtroppo, non ultimo (tristemente immaginiamo), è il caso avvenuto oggi sulle pagine Facebook del gruppo “Il Comune Siamo Noi”, un gruppo aperto da coloro che sostengono l’attuale amministrazione comunale di Portovenere, in provincia della Spezia.
Una signora, tra l’altro direttamente coinvolta, ha cercato solidarietà da parte del Comune con l’esposizione di uno striscione di Amnesty International per chiedere la verità sul caso di Giulio Regeni, caso che noi tutti abbiamo conosciuto dalla stampa e dalle TV in queste ultime settimane. Ebbene, dopo silenzi da parte dell’amministrazione, una prima risposta nella quale si chiede di formalizzare la richiesta, magari presentando una petizione con firme. Il sottoscritto si è chiesto e ha chiesto, se fosse necessario questo formalismo, quando si tratta di un caso molto noto per il quale si pone solo l’orgoglio di una presa di posizione politica (oltre alla solidarietà in sé) di chiedere la verità per una morte tanto atroce, ma poi è giunta una risposta che ha raggelato, penso, tutte le persone di buon senso. Un consigliere comunale, Emilio Di Pelino, ha voluto mettere sullo stesso piano due vicende completamente diverse misurandole con il bilancino, un’operazione orrore proferita in questa frase: “Gentile franceska se precedentemente avevi affisso lo striscione per la liberazione dei due Maro’ puoi usare lo stesso procedimento.”.

Tutta la mia solidarietà alla signora Francesca, ho avuto solo la forza di scrivere questo:

Signora Franceska Righetti io non sono solo allibito dalla risposta del consigliere comunale Emilio Di Pelino, ma ritengo di vergognarmi anche a nome della comunità locale (di tutte le persone di buon senso) per questa risposta che la dice lunga sul valore dei nostri amministratori, se non dovessero ritrattare totalmente e rapidamente le parole del sig. Di Pelino. Credo che non siano necessarie ulteriori spiegazioni quando si pone il bilancino a distinguere un morto dopo sevizie e due nostri militari, pur nelle personali sofferenze, in una situazione completamente diversa. Come le dicevo, non è il caso di svilire il proprio orgoglio e le proprie sofferenze quando di fronte si trovano persone che non meritano le sue attenzioni. Mi creda, sto soffrendo immensamente per queste parole vergognose e indecenti, tanto da essere impronunciabili, soprattutto da un consigliere comunale.

Qual’è il senso di tutto ciò se non aver completamente perso il senso delle cose e del rispetto degli altri? Per quanto continueremo in Italia a scendere negli inferi della barbarie?

——– aggiornamento 10.03.16 ore 00:36

Fraintendimento o scuse rimediate?
Giudicate voi, il consigliere comunale Di Pelino interviene nuovamente, ma non senza sarcasmo nei confronti di chi aveva preso le distanze e afferma di avere inteso (frainteso) che la signora volesse esporre lo striscione per conto proprio. Ecco come è proseguita la discussione nell’immagine seguente.

Portovenere (SP): Habemus Sulam – Sono tornate le sule

Ed anche per quest’anno sono tornate le sule (morus bassanus), che da diversi anni nidificano nella zona di Portovenere (SP). Gli appassionati le seguono con apprensione, sembravano in netto ritardo sulla tabella di marcia prevista, ma le nostre sule bassane che periodicamente tornano a Portovenere ci sorprendono sempre. Dopo diversi avvistamenti, oggi, hanno decisamente preso possesso del nido sulla barca appositamente preparata per loro. Gli atteggiamenti molto affettuosi e delicati paiono essere il preludio al prossimo pullo, che sarà il quarto della serie, dopo le fantastiche acrobazie del pullo nato nel 2015, il primo a mostrarsi chiaramente a tutti nelle sue piene capacità aeree, prima di prendere il largo a fine agosto scorso.
Come gli altri anni, le sule sono tre, la terza sarebbe la cosiddetta “zitella” che alloggia in una barca a pochi metri di distanza, quando c’è e quando le permettono di alloggiare, ma che per ora si deve accontentare di galleggiare, esattamente nel punto dell’anno scorso. Le sule, a quanto pare, dispongono di un precisissimo sistema di navigazione che indica loro il punto esatto dove tornare.

Portovenere (SP): sule bassane nel nuovo nido
Portovenere (SP): sule bassane nel nuovo nido
Portovenere (SP): sule bassane nel nuovo nido
Portovenere (SP): sule bassane nel nuovo nido
Portovenere (SP): sule bassane nel nuovo nido
Portovenere (SP): sule bassane nel nuovo nido
Portovenere (SP): sule bassane nel nuovo nido
Portovenere (SP): sule bassane nel nuovo nido