Archivio mensile:agosto 2016

Regole in mare: non si scherza

E’ il 24 agosto 2016, attorno alle 10 e 30, questo breve video è un po’ la summa di ciò che in mare non si dovrebbe (deve) fare, non per motivi etici ma per il rispetto delle elementari norme di sicurezza, oltre che delle leggi, delle ordinanze locali e degli altri. Purtroppo, anche i pirati locali devono rispettare tutto ciò.

Può sembrare un gioco, ma non lo è, se non fa parte di una manifestazione organizzata, nell’ambito di un quadro con ben specifiche strutture adibite alla vigilanza e sicurezza. Ma oltre a tutto ciò, elemento a mio vedere primario, è l’aver varcato quel limite che si chiama “area riservata alla balneazione”, che qui nella provincia della Spezia è di 200 metri dalle coste con arenili e di 100 metri dalle coste a picco sul mare (v. ordinanza della Capitaneria di Porto della Spezia n.80 del 13.05.14 e successiva integrazione n.160/14). Nel caso specifico ci troviamo di fronte alle spiagge dell’Olivo a Portovenere, dove la cima con galleggianti non segna il confine fra area balneabile e area di transito da diporto, ma segna esclusivamente il limite delle acque sicure, in teoria dove il mare raggiunge la profondità di m. 1.50. In realtà questa segnalazione è stata spostata più a largo, proprio per tutelare maggiormente i bagnanti, viste le incursioni non infrequenti di barche e motoscafi a discapito della sicurezza per la vita delle persone.

Sempre troppo spesso càpita, anche a me, di incrociare qualche natante a motore che attraversa l’area mentre nuoto, e a nulla vale far presente che il limite è di 200 (o 100) metri dalla costa. Di solito chi risponde è ignorante od arrogante, o tutte e due le cose, ma i peggiori, di solito, sono i locali che credono di conoscere tutte le leggi del mare e allora tirano fuori argomenti del tipo: ma tu dove sei nato, senti questi “foresti” (forestieri) che hanno da insegnare a noi come andare per mare, ecc… . Eh si sono un “foresto”, e ne sono anche orgoglioso di fronte a queste persone, sono nato a ben 15 Km. da Portovenere. Ma indigeni o meno, le norme ed il buonsenso dovrebbero valere per tutti.

La morale dovrebbe essere che: prima di andare in mare, bisogna conoscere le norme che lo regolano, anche nel luogo specifico e soprattutto, a prescindere dai natali, far funzionare il cervello e rispettare gli altri, soprattutto la vita degli altri. Ma anche che, vista la troppo frequente presenza di ignoranti in mare, bisogna fare di meglio per tutelare la sicurezza dei bagnanti, però non a discapito e riduzione delle aree balneabili. In alcune località della stessa Liguria, sono state create corsie di balneazione ben segnalate e non attraversabili così facilmente. Inoltre, a mio parere, andrebbe esteso anche l’orario di divieto al transito delle imbarcazioni, ora limitato tra le 09:00 e le 19:30, portandolo almeno alle 8:30-20:00.

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AGGIORNAMENTO del 30.08.16

Richiamato da una notifica su Facebook, leggo che vengo citato in commento ad un post nel profilo personale del sig. Fabio Castiglia (su cui non ho facoltà di commento), che dichiara di essere stato in quell’occasione al timone del “Quinto Remo”, il natante che viene anche utilizzato a Fezzano in occasione della manifestazione denominata “Lo sbarco dei pirati”. Ne deduco che il sig. Castiglia ha lavorato in ambito navale, ragione per la quale trovo ulteriore motivo di fermezza nel riprendere quell’episodio per come si è svolto. Cosa che però non mi sorprende, come del resto avevo già prospettato.
Ebbene, il sig. Castiglia condividendo il mio articolo sulla sua pagina Facebook così commenta:

Commento Castiglia

Signor Brunetti … ero io al timone del Quinto Remo …mi sono informato prima chiedendo se potevo passare….mi è stato risposto che quello è un corridoio e potevo anche far scendere i bambini sul pontile vicino alla spiaggia dell Olivo. ..quindi mi faccia la cortesia di chiedermi scusa e di fare a meno di scrivere cazzate senza essere informato. ….se guarda il ”Macaia””che porta i bagnanti alla Palmaria passa nel corridoio tra i vivai e le boette della Gabbiano …quindi scriva un bell l’articolo come quello dell’accusa. ….mi dia ascolto con la sua platea di poche persone …… faccia del bene come faccio io x i bambini diversamente abili….che vederli felici …è la più grande gioia . Aspetto le sue scuse

Non so da chi si sia informato per sapere se poteva passare (come se ci fossero norme ad personam ed autorizzazioni a voce), sarebbe interessante saperlo, con nome e cognome, presumo non dal lattaio o dalla signora che vende la frutta, ma a quanto pare sembra che le abbiano detto una serie di cose errate (v. ordinanze citate nell’articolo) e poco conta che altre imbarcazioni facciano o meno altre manovre non in regola, nello specifico mi pare che il Macaia (piccolo traghetto) non faccia come lei dice. Non mi pare inoltre che, portando a bordo bambini disabili, si possa fare ciò che potrebbe equivalere a violare norme del codice della strada. Apprezzabile che lei si renda disponibile per scopi umanitari ma, in questo caso, l’errore da parte sua c’è stato tutto. Insomma, mi pare, che lei poi riassuma ulteriormente il ragionamento classico all’italiana: se lo fanno altri, allora lo faccio pure io. Aspetti pure le mie scuse, mentre io aspetto le scuse di chi mi ha offeso negli ulteriori commenti al suo post, e stia tranquillo che le “cazzate” non le ho fatte certo io.

Cordiali saluti
Daniele Brunetti