Archivio mensile:marzo 2017

Sporting Beach – Portovenere (SP): com’era e come doveva rimanere

In questo articolo vi posso mostrare un’immagine fotografica aerea storica proveniente dall’Aerofototeca Nazionale di Roma, datata 1974, grazie all’autorizzazione ricevuta dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT).

L’immagine rappresenta lo stato dello stabilimento pochi anni dopo la dichiarazione di termine lavori depositata nel 1971, che a sua volta allegava la fotografia già pubblicata nel  mio primo articolo riguardante lo “Sporting Beach”, allora di proprietà della Società Immobiliare Riviera di Portovenere e denominato “Royal Sporting”.

1974 - Royal Sporting (oggi Sporting Beach) - zona Olivo - Portovenere (SP) dettaglio foto ICCD - Aerofototeca Nazionale, Fondo I-BUGA, volo del 1974, Foglio 95, Strisciata Prospettica, Positivo 482, Diapositiva 13066 (Su autorizzazione dell'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione - MiBACT)
1974 – Royal Sporting (oggi Sporting Beach) – zona Olivo – Portovenere (SP) dettaglio foto ICCD – Aerofototeca Nazionale, Fondo I-BUGA, volo del 1974, Foglio 95, Strisciata Prospettica, Positivo 482, Diapositiva 13066 (Su autorizzazione dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione – MiBACT – Divieto di riproduzione/duplicazione con qualsiasi mezzo)

La fotografia è estremamente chiara e dettagliata, si vedono grosso modo tre file di ombrelloni (oggi sono quattro, v. fotografie seguenti). Il cordolo di cemento lungo la battigia, oggi di 60 cm., allora era già presente ma di 20 cm.. Ne è evidente l’altezza dato che diverse persone sono sedute su di esso con le gambe piuttosto distese. La battigia è liberamente frequentata ed è occupata da diversi bagnanti, con asciugamani e canotti. Evidentemente molto fastidiosi. A sinistra, tra spiaggia libera e stabilimento, un muro illegittimo, abbattuto per provvedimento del pretore di allora dott. Attinà, alcuni anni dopo.

Ma credo sia opportuno ricapitolare per sommi punti il senso della questione che pare sfuggire ad alcuni:

  1. presso lo stabilimento, a partire dalla seconda metà degli anni ’70, è stata progressivamente insediata e consolidata (grazie anche ad alcune autorizzazioni di “rifiorimento”, ex-post, prive di riferimento alle autorizzazioni di origine, in quanto non esistenti), una massicciata abusiva, priva di qualsiasi tipo di titolo autorizzativo e studio tecnico che ne giustificasse la presenza. Da quanto di mia conoscenza un abuso non cade in prescrizione. La documentazione storica relativa alla conformazione delle linee di costa, disponibile presso la Regione Liguria, attesta che il tratto interessato è rimasto pressoché invariato dal 1944, cosa che quindi non giustifica nemmeno informalmente la presenza di tale massicciata a difesa costiera. Tratto di costa ben diverso dalle altre spiagge della zona che sono state formate artificialmente tra gli anni ’50 e ’60, contestualmente alla creazione della strada litoranea, prima non esistente. Ebbene, tali spiagge, pur non disponendo di una massicciata, ma subendo ripascimenti stagionali, benché non sempre sufficienti, permangono in essere. Aspetto che conferma quanto stabilito dalle concessioni demaniali marittime storiche dello stabilimento, ovvero che requisito al rilascio fosse la messa in opera di ripascimento stagionale, con copertura del cordolo stesso, oltre a lasciare al pubblico utilizzo una fascia di arenile di metri 5;

  2. a seguito di accertamenti determinati da esposti di chi scrive, in data 13.07.13, il Comune di Portovenere emette l’ordinanza n.2518 con la quale però, sostanzialmente, i due abusi più importanti non vengono posti in evidenza e definiti chiaramente. Ovvero, la massicciata non viene definita come totalmente abusiva e il cordolo di cemento limitrofo, posto lungo la battigia (ossia posteriormente alla massicciata), non viene definito come in difformità rispetto ai titoli edilizi, in quanto è stato elevato all’altezza di 50-60 cm. rispetto ai 20 cm. autorizzati;

  3. sulla base di tale ordinanza palesemente deficitaria e dell’istanza di sanatoria presentata dal titolare dello stabilimento, la Regione Liguria rilascia conformità paesaggistica con decreto dirigenziale n.1160 del 08.05.14, per il quale la massicciata non solo non verrà posta in demolizione, ma ne verrà, contrariamente, chiesta la “mitigazione”. Mentre del cordolo lungo battigia si eluderà qualsiasi provvedimento in merito. Non solo, negli atti non si terrà conto del fatto sostanziale dovuto alla variazione del piano di inclinazione dell’arenile dello stabilimento. Infatti, massicciata e innalzamento del cordolo parallelo a 60 cm., divenuto di fatto muro di contenimento, hanno permesso il riempimento dell’arenile, fino al limite del cordolo stesso. Ciò si è tradotto in un ripascimento definitivo, che ha di fatto portato la spiaggia, naturalmente scoscesa sino a mare, a diventare pianeggiante dalle cabine sino a mare, con evidente guadagno di almeno una fila di ombrelloni e sdraie. Ovvero, in un aumento evidente di superficie utile, negato negli atti, ma che adeguatamente rilevato avrebbe impedito il rilascio della conformità paesaggistica, come più volte segnalato in passato a Regione Liguria e Comune di Portovenere;

  4. per rendervi chiaro ciò che è avvenuto sul tratto di costa interessato nel corso del tempo, è utile osservare alcune immagini fotografiche:

    1. immagine aerea ripresa nel 1974, riportata all’inizio dell’articolo, successiva alla dichiarazione di termine lavori del 11.08.1971, disponibile presso l’Aerofototeca Nazionale di Roma, identificata come: Fondo I-BUGA, Foglio 95, Strisciata Prospettica, Positivo 482, anno 1974. Se ne mostra un dettaglio del fotogramma;

      foto ICCD - Aerofototeca Nazionale, Fondo I-BUGA, volo del 1974, Foglio 95, Strisciata Prospettica, Positivo 482, Diapositiva 13066 (Su autorizzazione dell'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione - MiBACT)
      dettaglio foto ICCD – Aerofototeca Nazionale, Fondo I-BUGA, volo del 1974, Foglio 95, Strisciata Prospettica, Positivo 482, Diapositiva 13066 (Su autorizzazione dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione – MiBACT)
    2. fotografia aerea del 2008, disponibile presso l’Ufficio Cartografico della Regione Liguria, come foto prospettica del 2008, Regione Liguria, identificativo 4223. Se ne mostra un dettaglio del fotogramma;

      fotografia aerea del 2008, disponibile presso l'Ufficio Cartografico della Regione Liguria, come foto prospettica del 2008, Regione Liguria, identificativo 4223. Se ne mostra un dettaglio del fotogramma
      Regione Liguria – Ufficio Cartografico, dettaglio fotografia aerea prospettica del 2008, identificativo 4223
    3. oltre alle immagini più recenti riportate nell’articolo precedente, dalle quali è possibile anche vedere la differenza del numero di file di ombrelloni e lettini rispetto all’origine, passate da tre a quattro.

Dovrebbe, quindi, essere chiaro che la battigia è un bene di noi tutti, nessuno dovrebbe togliercela, soprattutto in un paese (Italia), dove la cementificazione e la privatizzazione delle coste è un male endemico.

Sporting Beach: ulteriori confronti prima/dopo

Sulla scia degli articoli precedenti, propongo ulteriori immagini di raffronto in modo che ognuno di voi possa liberamente valutare l’entità e la tipologia dei lavori che si sono compiuti presso lo stabilimento Sporting Beach a Portovenere (SP).

Ciò tenendo in considerazione quanto stabilito dalla Regione Liguria nel proprio atto di conformità paesaggistica, con il quale non si prevedeva di mettere mano su tutta la massicciata, ma sostanzialmente di “mitigare” integrando solamente le parti “mancanti”, mantenendo la conformazione esistente. Però, osservando le immagini, si direbbe aumentato il corpo della massicciata nel complesso volumetrico, variata la superficie, quota e la linea di costa, oltre alla tonalità variegata di colore originaria e i materiali. Ma il punto principale è comunque l’entità volumetrica complessiva, che aumenta senza alcuna previsione negli atti.

Questo per capire se sono io il “cattivo” con le traveggole, oppure se ci sono persone che fanno fatica a vedere le differenze.

Comparazione tra lavori non iniziati e lavori al 27.03.17
Comparazione tra lavori non iniziati (in basso a sx) e lavori al 27.03.17 (in alto a dx)

Confronto: estate 2016 / lavori al 27.03.2017 (scroll orizzontale sull’immagine)

Confronto: estate 2016 / lavori al 27.03.2017 (scroll orizzontale sull’immagine)

Sporting Beach: né ripristino, né mitigazione, ma raddoppio

La massicciata presso lo stabilimento Sporting Beach di Portovenere viene raddoppiata e trasformata. La Regione Liguria aveva stabilito diversamente.

_MG_1698Ciò che temevo è ormai sotto gli occhi di tutti. Altro che ripristino, altro che mitigazione e ricostruzione delle parti di scogliera mancanti, qui siamo di fronte ad un vero  e proprio raddoppio e trasformazione della massicciata abusiva sanata, o quasi, dalla Regione Liguria nel lontano 2013. Raffrontate anche il pregresso.

Infatti, il decreto dirigenziale della Regione Liguria n.1160 del 08.05.14, con il quale si concedeva la sanatoria paesaggistica, a pag.4 prescriveva che venissero “… realizzate, entro un termine che verrà stabilito dal Comune di Portovenere, le opere di mitigazione e miglioramento previste nel progetto in esame…”, oltre al fatto che “… gli eventuali massi da posare ad integrazione di quelli esistenti abbiano analoghe caratteristiche e colorazioni, con esclusione di materiale marmoreo; …”.

Sarò poco oggettivo, ma non vedo nulla di tutto ciò. La fotografia di oggi mi pare alquanto esplicativa.

Il progetto a cui si fa riferimento è descritto nella relazione Paesaggistica S.O.I. datata 01.08.13, di cui riporto un estratto minimale, (documento su cui si è basato il rilascio della conformità paesaggistica stessa), nel quale, a pag.22 al par. 2.4.1 “Elementi di mitigazione”, riporta “… Si ritiene, valutando le opere da un punto di vista paesistico, di proporre un intervento di riqualificazione ambientale meno invasivo della prescritta demolizione e rimessa in pristino, ovvero ricostituzione delle parti di scogliera mancanti mediante la posa di massi a dimensioni decrescenti dal mare verso la spiaggia con successiva posa di spezzato, misto a ghiaietto, nella fascia immediatamente sottostante il cordolo di delimitazione, come peraltro già presente nella restante porzione di scogliera. …”.

Dal medesimo documento riporto anche le pagg. 34 e 35 relative alla “ricostituzione delle parti di scogliera mancanti”, nelle quali si descrive con fotosimulazione l’intervento previsto. Da tali immagini e dalla fotografia ripresa in data odierna appare evidente il contrasto tra quanto prospettato ed approvato dalla Regione Liguria a suo tempo, e quanto, in realtà, viene messo in opera con i lavori in corso. E’ chiaro che non si sta operando per ricostruire solamente le parti mancanti, ma è in atto una vera e propria trasformazione di tutta la massicciata. La cosa non può finire qui.

Planimetria mitigazioni allegata al progetto

Planimetria totale
Dettaglio 1
Dettaglio 2
Raddoppio massicciata Sporting Beach - Portovenere (SP) al 22.03.17 inizio giornata
Raddoppio massicciata Sporting Beach – Portovenere (SP) al 22.03.17 inizio giornata

Confronto: estate 2016 / lavori al 24.03.2017 (scroll orizzontale sull’immagine)
Valutando la diversa luce nelle due immagini, che tende a rendere più bianca la massicciata attuale, le differenze di colore comunque ci sono (oggi ha anche piovuto e la polvere del materiale nuovo si è in parte dissolta). Ad ogni modo, si notano ancora di più le differenze morfologiche della linea di costa in diversi punti, e le differenze di superficie e quota, soprattutto rispetto al cordolo di cemento immediatamente dietro. Le fotografie, inoltre, non sono pubblicate al massimo della risoluzione. In conclusione, l’operazione non appare coinvolgere solo alcuni punti da porre in riempimento, o per la rimozione delle 6 discese a mare e delle altre parti in calcestruzzo, o per alcuni e circoscritti “buchi” preesistenti, come indicato dalla Regione nel progetto approvato, ma intacca tutta la massicciata a prescindere dallo stato antecedente.

Portovenere (SP), Sporting Beach: in corso operazioni di messa in pristino

Portovenere (SP), in corso le fasi conclusive della sanatoria protrattasi dal 2013, relativamente agli abusi accertati presso lo stabilimento Sporting Beach.

Portovenere (SP) Sporting Beach, messa in pristinoDa qualche giorno sono iniziate le operazioni di messa in pristino presso lo stabilimento Sporting Beach, in zona Olivo a Portovenere. Nel 2013 era stata accertata una cospicua serie di abusi, in buona parte pregressi all’attuale proprietà, anche se ad avviso di chi scrive non venivano chiaramente evidenziati gli interventi illegittimi più gravi, ovvero una massicciata totalmente abusiva ed un cordolo di cemento passato dagli autorizzati 20 cm. agli attuali 50-60 cm., che infatti non verranno posti in pristino. Al momento sono state rimosse sei delle sette discese a mare in cemento (ed una ringhiera fissa in acciaio), che dovrebbero venire sostituite con scalette in legno rimovibili, oltre ai cordoli di cemento laterali allo stabilimento. La settima discesa in cemento, utilizzata per i mezzi di salvataggio, non è stata inclusa nelle opere da demolire. La Regione Liguria, nel provvedimento che accolse la conformità paesaggistica dell’intervento ha previsto, in contrasto alla illegittimità completa della massicciata, un rinforzo della stessa con materiale di tipologia conforme, ma che al momento pare non essere tale (v. in foto parti evidenziate in rosso). Oltretutto, la ruspa in fotografia sta operando nella parte di spiaggia libera esterna allo stabilimento e al momento mi chiedo quale sarà il risultato finale, anche in relazione all’impatto sulla piccola spiaggia limitrofa.


20.03.17

I lavori proseguono e i miei dubbi aumentano, in particolare per ciò che riguarda la conformazione di ciò che potrà, a ben vedere, chiamarsi la “nuova” massicciata, che oltre a venire poderosamente consolidata cambia morfologia e colore. Mi pare di scorgere una tendenza a divenire, quasi, come le bianche scogliere di Dover. Ma la Regione Liguria e Soprintendenza non avevano scritto che il materiale per il “rifiorimento” doveva essere omogeneo a quello esistente?

_MG_1644 edited