Il "ripieno" del dosso paradossale

Sporting Beach -Portovenere (SP): una sanatoria inadeguata. Lettera al sindaco.

In questa lettera al sindaco di Portovenere, le incongruenze e l’inadeguatezza delle opere di messa in pristino a seguito della sanatoria, alla luce delle ultime mareggiate e della relazione tecnica dell’architetto Evaristi, professionista incaricato dallo stabilimento balneare.

– Comune di Portovenere (SP)

protocollo@pec.comune.portovenere.sp.it

c.a. Sig. Sindaco Matteo Cozzani

sindaco@comune.portovenere.sp.it

e p.c.

Portovenere (SP), 29.04.17

Oggetto: sanatoria di cui al decreto dirigenziale Regione Liguria n.1160 del 08.05.14 – stabilimento Sporting Beach Portovenere (SP) – inadeguatezza opere messa in pristino

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Egr. Sindaco Matteo Cozzani,

Le scrivo su una questione che ritengo alquanto singolare.

Non molte settimane fa è stata conclusa da questo Comune una procedura di sanatoria riguardante lo stabilimento Sporting Beach, a cui mi riferisco nell’articolo allegato. Ebbene, nella relazione tecnica dell’architetto Evaristi, professionista di fiducia del titolare dello stabilimento ed, allora, anche presidente della Commissione Paesaggistica dello stesso Comune di Portovenere, relazione acquisita già nel 2013 ai fini della rilasciata conformità paesaggistica da parte della Regione con decreto dirigenziale Regione Liguria n.1160 del 08.05.14, al paragrafo A.1, lettera H, in merito al dislivello di cm.60 fra arenile dello stabilimento e spiaggia libera alla battigia, si scrive che:

… la quota della spiaggia libera confinante, è invece decisamente decrescente verso la battigia e che dopo quaranta anni, l’azione erosiva e dilavante del mare possa risultare più evidente nel tratto di spiaggia libera priva di qualsiasi opera di protezione, che in quella adiacente, protetta da scogliera e cordolo in cls, annualmente mantenuta.“.

(NDR: per i lettori del blog vedasi anche l'articolo "Sporting Beach: la grande saga a puntate. Seconda puntata. Una faccenda molto da ridere")

Effettivamente è vero, la spiaggia libera decresce verso la battigia, non so se vada ritenuta questione eccezionale, mentre la spiaggia dello stabilimento è perfettamente pianeggiante fino alla scogliera abusiva. Detto ciò, secondo l’archietto Evaristi, la causa del dislivello sarebbe da attribuirsi esclusivamente all’azione erosiva e dilavante del mare, determinata dall’assenza di un’opera di protezione costiera, anche su questa parte del medesimo tratto costiero. Per inciso, posso dimostrare documentalmente, come d’altronde voi avete già accertato agli atti della sanatoria stessa, che l’arenile dello stabilimento non è stato annualmente mantenuto, ma si è giovato solo di alcuni ripascimenti saltuari, agli atti ne risultano solo due o tre, ad abbondare.

Dato, ormai, per assodato che tale “opera di protezione costiera” è da sempre abusiva, come accertato da ben due diverse indagini della Polizia Giudiziaria, incaricata dalla Procura della Repubblica della Spezia, come d’altronde dallo stesso Comune, mi chiedo se il Comune intenda promuovere la costruzione di un ulteriore tratto della massicciata illegittima, a tutela di tale spiaggetta (come suggerito dall’architetto), o invece abbia in serbo l’intenzione di procedere con una poderosa opera di ripascimento in tale tratto, proprio per appianare le differenze di quota fra spiaggia libera e arenile dello stabilimento, evitando mere coperture effimere.

Il "ripieno" del dosso paradossale
Il risultato delle ultime mareggiate – 28.04.17

Ciò che dice l’architetto è chiaro, secondo egli, la differenza di quota è da addebitarsi alla scarsa attenzione da parte di coloro che avrebbero dovuto tutelare quel tratto di costa da quarant’anni ad oggi e oggi è chiaramente visibile il danno provocato dalle ultime mareggiate che hanno facilmente dissolto la “duna” creata a seguito dei lavori di messa in pristino relativi alla sanatoria (v. foto allegata ripresa in data 28.04.17). Provvedimento con il quale si mantiene (e si è aumentata di volume) la massicciata abusiva, assieme al cordolo di calcestruzzo lungo la battigia, difforme in altezza per almeno 40 cm. in più, rispetto a quanto descritto dalle planimetrie originarie, riportate nella stessa relazione tecnica (v. pag. 26). Ovvero, muretto passato dagli autorizzati 20 cm. agli attuali 60 cm., che, quindi, secondo il ragionamento dell’architetto, per quanto posso io comprendere, a causa dell’erosione, è stato scoperto avere almeno 40 cm. di impianto sottoterra, ben prevedendo, già allora, l’entità della futura erosione.

Planimetria cordolo 20 cm.
Planimetria cordolo h. 20 cm.

In conclusione, da fotografia e articolo allegati, pare evidente l’inadeguatezza della situazione scaturita dalla diversa conformazione (artificiale l’una, naturale l’altra) delle due spiagge limitrofe che, in realtà, dovrebbero far parte, da sempre, di un arenile unico.

Se mi posso permettere, il mio personale suggerimento, probabilmente ritenuto incomprensibile ai tecnici che hanno posto in essere tale inadeguata sanatoria all’atto pratico (anche per gli ulteriori punti riportati nell’articolo allegato), sarebbe di rimuovere la massicciata abusiva e riportare il cordolo all’altezza originaria, proprio per conformare la zona a quanto più simile all’aspetto originario, successivo alla conclusione della costruzione dello stabilimento negli anni ’70. Tale misura è l’unica che possa rendere la zona pienamente fruibile, esteticamente migliore e, soprattutto, perfettamente compatibile riguardo alle due spiagge limitrofe, che in realtà sono state scisse per azioni del tutto improprie nel passato.

Certo che vorrà operare per il bene dell’interesse pubblico, a tutela del promontorio, ristabilendo anche la possibilità di accedere ad una battigia liberamente accessibile su tutto quel tratto di costa, Le porgo i miei

Cordiali saluti
Daniele Brunetti

Allegati: – articolo online del 28.04.17estratto relazione tecnicafotografia del 28.04.17.