Un silenzio istituzionale inaccettabile

Un silenzio istituzionale, a volte, è un silenzio pesante, che trasuda inadeguatezza da parte di coloro che ricoprono cariche pubbliche. Il sindaco di Portovenere (SP) e membri della sua maggioranza non possono esimersi da una chiara, netta, presa di posizione e distanza da atteggiamenti e frasi, inequivocabilmente offensive, denigratorie, se non intimidatorie.

Mi riferisco all’ennesimo episodio avvenuto sul gruppo Facebook denominato “Il Comune siamo noi”, in cui persone che dissentono o portano argomenti non graditi da alcuni membri e amministratori di quel gruppo, vengono sottoposti a denigrazioni personali, insulti, se non minacce. Nelle ultime ore è toccato ad una giornalista locale, non ne farò il nome, come non farò il nome di coloro che sono stati sottoposti allo stesso trattamento, perché la questione va oltre i singoli episodi.  Sono episodi che si ripropongono, almeno, dal 2014 e da allora non si è mostrato pentimento, né si sono rimossi, dai commenti o dai post, i passaggi salienti e incivili che rappresentano questo genere di barbarie da social network.

Dato per assodato che questi casi hanno mostrato incapacità di dialogo, di dialettica civile, mancanza di argomentazioni, valide o meno, mi chiedo: tutto ciò è normale?

Ciò che si scrive sui social, quasi sempre, è pubblico, o almeno diffuso in una cerchia di “amici”, ma rimane scritto, perciò è di fatto sempre possibile diffonderlo ovunque. Ciò che si scrive su tali mezzi è, perciò, molto di più che parlare al pubblico in piazza. Non è un gioco, non è uno scherzo, ma insulti e altro su questi mezzi, lo sappiamo, possono danneggiare molto le persone che ne vengono colpite. La cronaca, purtroppo, ha reso noti casi di suicidio per cyberbullismo, a dimostrare che questo mezzo non è per nulla innocuo.

Chiarito che il mezzo può essere un’arma e che può nuocere, vorrei tornare al gruppo specifico dove da tempo si verificano questi episodi. Il gruppo “Il Comune siamo noi”, ad oggi, consta di ben 1.427 membri ed è, di fatto, con frequenza, l’agone sociale e politico telematico principale nell’ambito del Comune di Portovenere. Risolte alcune ambiguità sul fatto che la pagina fosse istituzionale o meno, riprendendo le ultime dichiarazioni ufficiali in merito da parte del sindaco di Portovenere Matteo Cozzani, se ne può trarre una serie di affermazioni:

  • “… pagina dedicata al Comune di Porto Venere (…) dove raccogliamo sostanzialmente lamentele, suggerimenti e segnalazioni di vario genere…“;
  • … non è gestita dal Comune…“;
  • “… è uno strumento fatto da simpatizzanti…“;
  • “… volevamo cercare di es… di avere più contatto diretto con le persone…“;
  • “… non è uno strumento convenzionale del Comune di Porto Venere …”;
  • … l’abbiamo creata, ma non è la pagina ufficiale del Comune di Porto Venere…“.

Insomma, mi pare di capire che non sia una pagina (o meglio gruppo) istituzionale, ma che però sia strettamente correlata all’attività politica (quantomeno) dell’attuale sindaco Matteo Cozzani. Uno strumento di contatto con la popolazione. Tanto è vero che, sia il sindaco, che membri della maggioranza consiliare e della giunta, ne fanno un certo uso. Chi più, chi meno. Questo è il punto: non è uno strumento ufficiale, ma viene utilizzato e, in un certo senso, rivendicato da fan dell’attuale amministrazione, cittadini ed è stato creato con la partecipazione (in un certo modo attiva, consenziente) dello stesso sindaco. Se ne deduce dal fatto che il sindaco dica: “l’abbiamo creata“, “dove raccogliamo sostanzialmente lamentele, suggerimenti e segnalazioni di vario genere”. Ad ogni modo, penso si possa dire che vi sia una stretta vicinanza tra questo gruppo Facebook e l’attuale amministrazione del Comune di Portovenere. Mi sembra chiaro, assodato.

Detto ciò, ritengo che il sindaco e membri della sua maggioranza non possano esimersi da una chiara, netta, presa di posizione e distanza da atteggiamenti e frasi, inequivocabilmente offensive, denigratorie, se non intimidatorie. Non mi riferisco al singolo ultimo episodio, ma mi riferisco al complesso degli episodi che si sono verificati dal 2014 e che continuano a riproporsi. Credo che, al contrario, utilizzare questo gruppo per le proprie finalità politiche (e anche gestionali pubbliche, sebbene non ufficiali) per poi darsi pubblicamente alla macchia, quando episodi incresciosi avvengono sul gruppo, anche per mano di coloro che lo amministrano direttamente, sia da parte del sindaco e della sua maggioranza un atto di viltà. Un modello da non seguire, un modo di relazionarsi con i propri cittadini e con le stesse istituzioni, fortemente inopportuno, che potrebbe anche far pensare ad un uso strumentale di queste modalità, al quale un pubblico amministratore non può permettersi neanche lontanamente di adeguarsi. Proprio per questo il sindaco e la sua amministrazione devono, subito, chiaramente e fortemente dichiarare ciò che dal 2014 non hanno mai avuto la forza, il coraggio, la volontà di affermare: la più ferma distanza da coloro e dalle modalità da questi più volte utilizzata, di intimidire, offendere, denigrare alcuni cittadini, o comunque persone che fanno liberamente uso delle proprie civili opinioni. Abbia il sindaco il coraggio di dichiararsi aperto alle opinioni diverse dalla propria, dimostri anelito democratico e rispetto per coloro che hanno idee diverse dalla propria. Dimostri di essere adeguato al ruolo, a prescindere dai fatti accaduti sino ad ora.