Perché non ritirerò il “buono carburante”

Ricevo da Gabriella Reboa, membro dell’Associazione Posidonia, comunicato in merito alla prossima distribuzione del buono carburante per la presenza del rigassificatore GNL Italia di Panigaglia (SP), che firma solo a nome personale.

Siamo ormai alla fase attuativa della Delibera di Giunta Regionale che prevede l’elargizione di buoni carburante agli abitanti che sopportano nel proprio territorio l’impianto di rigassificazione di Panigaglia.
Abito al Fezzano, Comune di Porto Venere, ho patente di guida e macchina e quindi rientro nella platea di cittadini che potranno beneficiare di questa elargizione ma non è mia intenzione usufruirne. Spiego brevemente il perché di questa mia decisione.
Il rigassificatore di Panigaglia è un impianto ad altissimo rischio di incidente rilevante, sottoposto a particolari leggi e normative, anche europee, oltre che agli strumenti urbanistici vigenti. Senza andare molto indietro nel tempo, l’impianto presenta molte carenze rispetto all’ultimo Dlgs 105/2015 sull’ “attuazione della direttiva europea relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose”. Per esempio ha un Rapporto di Sicurezza non aggiornato da almeno 5 anni così come risale al 2008 il Piano di Emergenza Esterna che dovrebbe invece essere aggiornato ogni tre anni dopo consultazione della popolazione. Quest’ultimo aspetto in particolare è stato costantemente disatteso da gestori e amministratori: la popolazione non è mai stata coinvolta, non è mai stata informata sui comportamenti da tenere in caso di incidente, a meno che non si voglia considerare informazione l’esercitazione farsa del 2010.
Impossibile poi, data l’ubicazione dell’impianto, rispettare le prescrizioni del Dlgs già citato laddove amplia la zona di attenzione intorno ad un impianto ad alto rischio portandola a “almeno 2 Km” dal confine dello stabilimento.
Ora è in cantiere una trasformazione dell’impianto in un modo che lo renderebbe ancora più pericoloso: uno small scale, cioè non solo impianto che rigassifica il GNL liquido e lo immette in rete ma anche distributore di GNL liquido con trasporto dello stesso via mare e via terra (cioè all’interno del nostro Golfo e lungo la SP 530 !!!!) a un impianto di stoccaggio e distribuzione sempre interno al Golfo.
A mio parere la Delibera della Giunta Regionale mira proprio ad aggirare queste difficoltà acquistando, nel senso letterale del termine, il parere favorevole della popolazione.
Trovo politicamente ripugnante che si possa anche solo immaginare di mercificare e monetizzare la salute, la sicurezza e la stessa vita dei cittadini e del territorio.
La prima e fondamentale ragione del mio rifiuto è quindi la coerenza con quanto ho sostenuto e combattuto almeno da trenta anni a questa parte.
Tenendo come punto fermo queste considerazioni, se ne possono fare altre anche sulla modalità di elargizione di questo bonus. Perché solo ai patentati con auto? L’anziano che vive solo e non ha macchina non è ugualmente esposto al rischio? Questa scelta lede il principio di uguaglianza tra i cittadini e vi si possono ravvisare problemi di incostituzionalità.
Mi chiedo anche se non sarebbe stato meglio che gli Enti locali interessati avessero utilizzato questi fondi per finanziare attività di prevenzione del rischio, a partire dall’aggiornamento dei documenti fondamentali previsti dalla legge e dal coinvolgimento, vero e effettivo, della popolazione in esercitazioni di simulazione di incidente.
In questo caso però l’impatto sui cittadini sarebbe stato meno rilevante, in prossimità delle elezioni meglio elargire denaro sonante, che siano 80 o 400 euro.

Nonostante l’evidenza continuo ostinatamente a sperare che in questo Golfo si attui un cambiamento di rotta, che la politica torni a occuparsi dei cittadini e del bene comune più prezioso che è la loro salute e il territorio in cui vivono. Questo si può fare anche aprendo con ENI una trattativa per la riconversione dell’area, tutelando i posti di lavoro e avviando una disamina sul futuro del Golfo anche nell’ottica di un progressivo abbandono delle fonti fossili.

Per concludere, chiedo che la quota di cui io non usufruirò venga vincolata alla realizzazione di quanto scritto sopra.

Gabriella Reboa

27 novembre 2017


Posso sicuramente affermare di concordare pienamente con ogni parola di Gabriella, in primis sul fatto che la sicurezza e la salute non si possono barattare, con soldi o altro. Anche questo dovrebbe essere palesemente incostituzionale, come vendere un rene o un occhio, oltre a distribuire l’obolo solo a certe categorie. Gli anziani e i bambini, o coloro che non hanno patente non ne hanno diritto, eppoi solo uno per famiglia. Quindi, almeno due potrebbero essere gli aspetti di incostituzionalità. E’ chiaro poi, che lo scopo è meramente propagandistico, date le ormai prossime elezioni amministrative locali e politiche nazionali. La posizione di Gabriella in merito al rigassificatore GNL Italia di Panigaglia è indubbiamente la più corretta in assoluto, ma voglio anche cercare di mettermi dalla parte di quella larga parte di cittadini, i quali non possono permettersi di rifiutare un bel gruzzolo, visto come ossigeno per le loro magre entrate. Escludendo, ovviamente, quei tanti falsi residenti (molti liberi professionisti, o comunque benestanti) nell’elenco dei beneficiari, che vedranno sommarsi, alla loro evasione fiscale annuale, ulteriori benefit come il posto barca da residente e la tariffa più conveniente per alcune utenze.

Ebbene, io risulto tra i beneficiari come effettivo residente, ma l’obolo lo prenderò come molto parziale rimborso all’attività civica che ho esercitato sino ad oggi, che mi è anche costata un processo a mio carico da cui sono risultato pienamente assolto già in primo grado. Con questo, pare chiaro, non mi farò comprare politicamente. Lo dico subito, non voterò Cozzani o la sua parte politica alle prossime elezioni (se qualcuno non mi conoscesse). Del resto non ci vuole molto a scoprirlo, dati i precedenti sin dal 2013, prima che diventasse sindaco di Portovenere. Anzi, avrebbe fatto bene a dimettersi appena rivelato il caso Autorità Portuale e i finanziamenti, tramite il dott. Santini, alle aziende di famiglia e personale, per lavori utili al Comune che amministra. Detto questo, è chiaro che ritengo più utile che questi soldi vengano destinati alla vera messa in sicurezza dell’area, o meglio, al trasferimento del rigassificatore in altra zona ben più lontana dai centri abitati. Proprio per questo mi ritengo disponibile a restituirli nel caso in cui venga data una destinazione più opportuna a tale finanziamento, o nel caso in cui sia dichiarata l’incostituzionalità di questi versamenti. L’importante è che prenderli non voglia dire farsi comprare politicamente, magari come ai tempi di Achille Lauro, nella speranza di avere una seconda scarpa a voto ultimato. Anche perché, la propria sicurezza ha un valore infinitamente maggiore di questa offerta pecuniaria ad usum populi.