Archivio mensile:dicembre 2018

Maxi-emendamento di Bilancio e Demanio Marittimo – Fact Checking

Nel maxi-emendamento alla legge di bilancio, appena uscito dalla prima approvazione al Senato, vediamo ciò che riguarda il demanio marittimo, ovvero le nostre coste. Prospettive e fatti allarmanti, ma forse ancora qualche margine di manovra a tutela del nostro ambiente costiero è possibile. Bisognerà farsi sentire da subito.

La Repubblica online di ieri, 23 dicembre, ha ripreso un post Facebook di Angelo Bonelli, Presidente dei Verdi, pubblicato in stessa data, che mi ha molto allarmato, a torto o ragione, in quanto ritengo che il criterio della “valorizzazione” ambientale (e della salute) debba sempre prevalere sulla “valorizzazione” economico-speculativa.

Il post di Bonelli è questo sotto ed è francamente una rappresentazione estremamente fosca di quanto ci aspetta. Mi sono, però, chiesto fino a che punto fosse già realtà tutto ciò. Ho, quindi, cercato il testo originale del maxi-emendamento (qui in estratto) per leggere con i miei occhi nei dettagli. Vi dico subito che la realtà non appare rosea, ma nemmeno così cupa, soprattutto perché sono ancora da vedere i giochi come si concluderanno. Da ciò capirò se il M5S sarà stato completamente schiacciato dalla Lega e se si dovranno erigere tutte le barricate necessarie per contrastare questo governo, anche sui temi ambientali e della giustizia, perché parliamo di aree abusate da decenni senza contrasto alcuno, o quasi. Io spero ancora di no, ma a fatica.

Ed ecco la mia analisi del post di Bonelli, punto per punto, confrontandolo con il testo del maxi-emendamento.

MANOVRA: SPUNTA NORMA SALVA VILLE SUL DEMANIO MARITTIMO. E’ LA SVENDITA DELLE SPIAGGE ITALIANE (VERO/FALSO)

  • Nel maxi emendamento del governo non solo è prevista la proroga alla direttiva Bolkestein di 15 anniVERO;

  • ma anche il via libera a nuove concessioni demaniali sulle spiagge italiane VERO e assolutamente deprecabile;

  • il salvataggio di ville, cottage residenziali sulle spiagge e il mantenimento delle strutture che per legge dovrebbero essere eliminateVERO/FALSO: si proroga di 15 anni, non è questione definitiva;

  • è scritto negli emendamenti dal 386 bis al 386 duodecies che prevedono di riformare entro 120 giorni la normativa sul demanio marittimo – VERO: ma nel dettaglio con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su Proposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Toninelli, M5S) e del Ministro per le politiche agricole (Centinaio, Lega), di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze (Tria, tecnico), sentito il Ministro dello sviluppo economico (Di Maio, M5S), il Ministro degli affari europei (Savona, tecnico), il Ministro dell’Ambiente (Costa, M5S), il Ministro per gli affari regionali (Erika Stefani, Lega), la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Ci sarà la possibilità di una riforma accettabile o non troppo indigeribile? Certo le premesse non ispirano fiducia. Occhi aperti;

  • istituendo il rating sulle spiagge italiane come avviene con le bancheFALSO: il rating non è sulle spiagge ma sulle imprese concessionarie, non è esattamente la stessa cosa, non è un dettaglio. In teoria potrebbe non essere un aspetto negativo, dipende da come si implementa concretamente;

  • individuando nuove spiagge libere da dare in concessioneVERO: terribilmente vero e indigesto;

  • Le spiagge diventano definitivamente una merce sottoposta ai meccanismi del rating e le ultime spiagge libere sopravvissute al cemento verranno così sottoposte ad ulteriore cementificazione e privatizzazione (il 60% delle nostre coste è compromesso)VERO/FALSO: il rischio c’è date le premesse, ma non ci sono ancora le norme definitive. Ancora almeno un barlume di speranza;

  • si prorogano le concessioni demaniali senza adeguarne i canoniFALSO: si prorogano le concessioni ma i canoni vengono rivisti, bisognerà vedere se i canoni verranno alzati adeguatamente. L’emendamento 386-quater lettera e) prevede la revisione e l’aggiornamento dei canoni demaniali;

  • che vengono pagati (i canoni) allo Stato che incassa dalle concessione demaniali solo 103 milioni di euro a fronte di un’evasione, secondo l’agenzia del demanio del 50%: attualmente si paga solo 1,27 euro metro quadro/anno per la parte non ricoperta da struttureVERO: le concessioni hanno canoni ridicoli;

  • E’ l’assalto al territorio da parte di questo governo giallo-neroVERO/FALSO: c’è il rischio perché la Lega sta prevalendo sul M5S, che in teoria (e in pratica?) sarebbe più a tutela del territorio e meno delle lobbies. Bisognerà vedere come andrà a finire tenuto anche conto che l’emendamento 386-sexies prevede una procedura di consultazione pubblicain merito alle priorità e modalità di azione e intervento per la valorizzazione turistica delle aree insistenti sul demanio marittimo” (!?). Anche se la manina che scrive questi emendamenti pare leghista, dato che a fatica nomina la tutela del territorio costiero e più volentieri nomina la valorizzazione economica;

  • dall’albergo di lusso di Cala di Volpe, che ha in concessione a porto Cervo in Sardegna l’esclusiva spiaggia di Liscia Ruya per la cifra di 520 euro l’anno, fino al Twiga della Santanchè per un canone di 16.000 euro l’anno che si trovano sul demanio marittimo, trarranno beneficio da queste normeVERO: sicuramente, almeno dalla proroga di altri 15 anni delle concessioni se non altro;

  • Ma nel maxiemendamento spunta un comma che salva, attraverso una proroga di 15 anni, ville, cottage, bungalow ad uso residenziale e non turistico che occupano le spiagge italiane, situazione che non ha esempi in tutta Europa VERO: per 15 anni almeno li salva, ma si spera non definitivamente;

  • mentre nel comma 136 bis (refuso, 386-bis) si blocca l’eliminazione dalle spiagge delle strutture che per legge dovrebbero essere eliminate al termine della stagione balneare ma che si sono trasformate ad essere fisse e perenni nel corso degli anni trasformandolo stato dei luoghiVERO, una questione annosa in tutta Italia, una vergogna che si spera ancora non definitiva;

  • Con queste norme si svendono le spiagge a quelle lobby che da anni hanno occupato arenili sottraendole alla pubblica fruibilità, alla visibilità e all’accesso al mare come nel caso di Ostia. Si sta preparando la strada alla sdemanializzazione ovvero alla svendita di un bene comune come le spiagge del nostro paese altro che BolkesteinVERO/FALSO: ci sono tutte le premesse, ma forse ancora i termini per lavorare a tutela delle coste dallo sfruttamento selvaggio, tutto dipenderà dall’iter in partenza con il decreto del governo collegato a questi emendamenti, entro 120 gg. dall’entrata in vigore della legge di bilancio. Le speranze sono, però, fioche, vista la preponderanza della Lega, sempre a favore della speculazione economica e delle lobbies e la scarsa forza di resistenza del M5S.

In conclusione le prospettive sono fosche, forse un po’ meno fosche rispetto a quanto scrive Angelo Bonelli, ma qualche margine di manovra politico e giuridico c’è ancora. Bisognerà vigilare e farsi sentire da subito.

Portovenere (SP): a rischio le spiagge libere all’Olivo. Mandate le vostre osservazioni al Comune

Buona parte delle spiagge libere a Portovenere, in zona Olivo, diventeranno spiagge libere attrezzate, ovvero stabilimenti di fatto. La facoltà di scegliere fra stabilimento, risparmio e libertà verrà limitata. Fatevi sentire, il Comune, per normativa, dovrà rispondere alle vostre osservazioni formali da inviare entro il 15 gennaio 2019. Lo stesso dovrà fare la Regione Liguria, prima del rilascio del nulla osta definitivo al nuovo piano del demanio marittimo.

Il Sindaco di Portovenere Matteo Cozzani, il 14 dicembre scorso, ha fatto approvare in Consiglio Comunale una variante al P.U.D. (Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo), con la quale si trasformano le spiagge libere, frontali ai bar e ristoranti, in spiagge libere attrezzate. Questo, soprattutto in Liguria, significa stabilimento balneare di fatto. In pratica, il 50% di questo tratto di litorale, segnato come “Spa1” nella mappa della variante, verrà permanentemente occupato da lettini ed ombrelloni (non da escludere che si vada oltre viste le abitudini nel nostro paese) e non si potrà usare senza pagare il noleggio di questa attrezzatura. In più, come immaginabile, dovrà essere prevista una zona per la gestione di questa spiaggia, un chiosco o simili, se non anche un piccolo bar. Ma di spazio da scialare non c’è. E’ altrettanto immaginabile, come succede praticamente sempre con concessioni sui beni pubblici di ogni tipo, che nel corso del tempo avremo allargamenti, magari vasi, pali, cordoli e altro, a confinare e inglobare.

All’Olivo ci sono gli unici tratti di litorale con arenili (non scogliere o massicciate) facilmente raggiungibili (anche dalla città) con mezzi terrestri e fuori diga, o fuori porto, come la spiaggetta in paese. Le uniche spiagge facili e dignitose per la balneazione, per chi vuole spendere meno. Le uniche spiagge facili per anziani, bambini e disabili. Sono spiagge libere che non possono essere paragonate, proprio per queste peculiarità, con le spiagge di Le Grazie (entro diga e balneabili?) e, più lontano, con quelle dell’isola Palmaria, le Nere o le Rosse, raggiungibili solo in barca o con i traghetti. Quindi a prezzi che possono permettersi i più, soprattutto con frequenza.

Inoltre, lo spostamento dei pontili dall’inizio del tratto di via II Traversa Olivo, verso il centro della baia, nella zona denominata “N18” sulla mappa della variante, determinerà la fine definitiva di quel tratto di spiaggia abbandonato da tempo e mai consolidato, magari con ripascimenti stagionali come gli altri arenili pubblici. La stessa area di riproduzione delle Sule, uccelli pelagici, sarà di fatto eliminata. In cambio si libererà quel tratto di costa (“SpaC” sulla variante) dove stanno ora quei pontili, ovvero non una spiaggia ma quasi completamente un pavimento cementato, il quale verrà semplicemente ricoperto con un finto paiolato sintetico. Una spiaggia vera (anche se maltrattata), perciò, lascerà il posto ad un tratto di costa cementificato, in più attrezzato e anche per i cani. Capite bene che lo scambio con una spiaggia che avrebbe dovuto rimanere ad arenile è assolutamente impari.

In pratica, solo la spiaggia limitrofa a Le Terrazze rimarrà libera. Rispetto al P.U.D. precedente, formalmente, cambierà denominazione da libera attrezzata (P.U.D. vigente “Spa2”) a libera “Sp4”, anche se, sempre formalmente, non è mai stata utilizzata come attrezzata e tanto meno data in concessione come tale. Anche se si, lo sappiamo, qualcuno ci metteva qualche ombrellone su richiesta.

Ora sta anche a Voi farvi ascoltare e non lo dico solo ai cittadini di Portovenere, che queste spiagge le usano meno (magari perché hanno la barca) rispetto a chi vive in altre zone. Lo dico soprattutto a che vive nei paesi limitrofi come, in maggioranza, in città e viene spesso a fare il bagno all’Olivo. Lo dico anche a coloro che hanno una seconda casa e queste spiagge le vivono stagionalmente. Le spiagge degli spezzini non saranno più libere, i ragazzi, in particolar modo, verranno scacciati anche da qui e non solo dal paese. Forse buon senso vorrebbe che ai ragazzi non si impedisse di avere aree di svago, ma di ricevere l’educazione appropriata, in famiglia come a scuola, come fuori grazie ad un’appropriata vigilanza. Tutto questo poi perché, per avere un paese di “VIP” e con accessi limitati ai meno abbienti? Già ci pensano le tariffe dei parcheggi pubblici, visibili o meno.

Detto questo, ora avete facoltà di parola, per procedura formale, anche se non specificato ampiamente nella delibera di Consiglio Comunale n.61 del 14.12.18. Ogni frequentatore di queste spiagge è di fatto un soggetto legittimato, anche se, ovviamente il Comune cercherà di limitare la voce ai soli residenti ed esercenti commerciali. Fatevi comunque ascoltare. Per procedura formale, il Comune dovrà attendere le vostre osservazioni fino a 15 gg. dopo il termine della pubblicazione all’albo pretorio, ovvero fino a 15 gg. a partire dal 01.01.19. Per sicurezza, considerate il 15 gennaio 2019 termine ultimo per inviare le vostre osservazioni formali al Comune di Porto Venere, possibilmente per PEC a protocollo@pec.comune.portovenere.sp.it o raccomandata (Via Garibaldi, 9 – 19025 Portovenere – SP). Per mail semplice a sindaco@comune.portovenere.sp.it non è garantito il vostro ascolto ma meglio di nulla. Se volete, inviate una copia anche a me partigianocivico@gmail.com, eventualmente per usare le vostre motivazioni anche in un secondo tempo. Questo, ovviamente, vale a maggior ragione per le associazioni. Il Comune, per normativa, dovrà accogliere o respingere le singole osservazioni motivandole una ad una. Dopo ciò, dovrà anche approvare una nuova delibera, prima di fare richiesta alla Regione Liguria del nulla osta sulla variante al P.U.D.. Assieme invierà tutte le osservazioni e le risposte del Comune. Anche la Regione Liguria, prima del rilascio del nulla osta, dovrà valutare tutte le vostre osservazioni. Intanto vi invito a farle. Trovate tutta la documentazione, anche dopo il termine della pubblicazione, a questo link (https://drive.google.com/open?id=1h5QlHZJtwKT74UjIyECbQY8Mkp4S-MBM), assieme a dettagli di mappe e un volantino dell’Associazione Posidonia, che si sta prodigando per la difesa dei nostri luoghi ed anche per questo caso specifico.