Archivio mensile:aprile 2019

La Spezia: la Commissione per l’Accesso agli Atti accoglie, la Capitaneria rifiuta la decisione

La Commissione per l’Accesso ai Documenti Amministrativi presso il Consiglio dei Ministri, accoglie il ricorso, ma la Capitaneria di Porto spezzina insiste: nessun accesso ad atti, di ogni natura, relativi all’abuso demaniale marittimo presso Le Terrazze a Portovenere (SP).

Lo scorso 7 gennaio 2019, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di La Spezia condanna, con decreto penale n.12/19 (senza un dibattimento processuale), la struttura turistica ricettiva “Le Terrazze” di Portovenere (SP), per occupazione abusiva del demanio marittimo: 428 mq. utilizzati, a fronte di 195 mq. concessi. In parole povere, sono stati interrati circa 200 mq. di mare per estendere lo stabilimento balneare.

Ne ho già scritto. Ciò che voglio esporvi, in questo articolo un po’ tecnico, è quanto avvenuto in seguito alla mia richiesta di accedere agli atti detenuti presso la Capitaneria di Porto. Tale ente ha eseguito le indagini, ma potrebbe avere ulteriori atti correlati, successivi, amministrativi, comunque connessi alla vicenda. Non solo, come ho scritto in precedenza, come parte lesa, in quanto ho presentato l’esposto sulla questione (pure una integrazione), ho avuto accesso al fascicolo penale presso il Tribunale, ma ho trovato un DVD allegato con gli atti d’indagine della Capitaneria. Ciò vuol dire pagare €323,04 per una copia, secondo il tariffario degli uffici di Giustizia (D.M. del 4.07.18, G.U. Serie Generale n.172 del 26.07.18). Questo mi ha arrestato, vista la cifra. Ma, dato che il procedimento penale era ormai chiuso, perché non accedere per questi atti presso la Capitaneria, o meglio, l’Ufficio Locale Marittimo che ha eseguito materialmente l’indagine? Ciò confortato da una serie di elementi: il contenuto dell’indagine, benché penale, ha una sostanza di natura amministrativa e ambientale. Sicuramente deve determinare conseguenze di tipo amministrativo, visto che il Comune non ha ancora aperto alcun procedimento (!!!). La strada, poi, sarebbe stata spianata, non solo dalla L. 241/90 (come parte lesa), ma anche dal D. Lgs. 195/05 (accesso ambientale) e pure dal D. Lgs. 33/13 (accesso civico generalizzato). Insomma, risparmiare €323,04 non sarebbe stata una bazzecola per qualsiasi cittadino normale (firmate la petizione sulle spese ingiuste di Giustizia).
Quindi, perché non esercitare i miei diritti e magari estenderli agli altri, a tutti, grazie all’accesso ambientale e/o all’accesso civico generalizzato? Si tratta di demanio, di mare, di ambiente, di un bene comune. Comunque, visto che ho subito ricevuto un rigetto da parte della Capitaneria, ho pensato bene di non perdere tempo e accedere al DVD presso il Tribunale, grazie alle offerte che ho ricevuto dopo una breve campagna online. Persone generose che ringrazio ancora. Ciò mi ha confermato che gli atti avevano una valenza assolutamente amministrativa e, perciò, ho continuato anche la via dell’accesso agli atti, sia verso la Capitaneria, che in direzione Comune di Portovenere, Agenzia del Demanio e Agenzia delle Entrate Ufficio Territorio, coinvolte nella questione. Oltre a recuperare ulteriori carte importanti per avere un quadro più possibile completo, è stato anche un modo per ribadire i propri diritti di cittadino, ma non solo miei: di chiunque.

A parte qualche problema, poi superato con il dialogo e la giurisprudenza, ma aneddoti ne ho (magari per una prossima puntata), l’unico ente che ostinatamente si è opposto è stato la Capitaneria di Porto di La Spezia. Ma badate bene, l’atto fondante e sostanziale dell’indagine è stato un verbale ispettivo dell’Agenzia del Demanio, redatto da tecnico incaricato come ausiliario di Polizia Giudiziaria, quindi parte integrante del procedimento giudiziario, ormai concluso. Nel verbale, 50 pagine in buona parte di allegati, non una sola riga cita questioni di natura penale, anzi le conclusioni (sotto) sono squisitamente (ma non troppo squisitamente) amministrative.

Estratto dal verbale di ispezione demaniale del 06.03.18 dell’Agenzia del Demanio

Ebbene, il punto è che questo verbale redatto esclusivamente per l’indagine penale, l’ho recuperato, si dal DVD del Tribunale, ma l’ho anche reperito (a procedimento penale concluso) con un accesso presso l’Agenzia del Demanio e pure presso il Comune di Portovenere, che lo aveva ricevuto ad indagini ancora aperte. Questo nonostante il Comune non fosse parte attiva nel procedimento penale. Addirittura non aveva avviato nessun procedimento amministrativo, come ancora oggi. Quindi mi risultava poco chiaro, allora come adesso, il perché su questo atto valesse un segreto istruttorio ad intermittenza. Tanto è vero che feci, ad indagini aperte, un accesso agli atti in Comune, anche per questo documento che non mi fu concesso. Tentai pure presso l’Agenzia del Demanio Direzione Regionale della Liguria. Feci anche ricorso alla Commissione per l’Accesso ai Documenti Amministrativi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Non mi andò bene, ma questo va a merito della coerenza e terzietà della stessa Commissione che, successivamente, ad indagini chiuse e procedimento penale concluso, ha accolto il mio ricorso contro la Capitaneria di Porto.
Ebbene, la Capitaneria, ad oggi, si rifiuta di farmi accedere persino a ciò che il Tribunale, l’Agenzia del Demanio e il Comune mi hanno già concesso. Ma andiamo con ordine e per sintesi.

La Commissione per l’Accesso ai Documenti Amministrativi rigetta l’istanza ad indagini aperte

A bontà della terzietà e coerenza delle decisioni della citata Commissione, pubblico il provvedimento n.78 del 05.07.2018, con il quale si respinge il mio ricorso nei confronti dell’Agenzia del Demanio ad indagini aperte.

La Commissione per l’Accesso ai Documenti Amministrativi accoglie l’istanza a procedimento penale esaurito

A procedimento penale concluso con decreto di condanna n.12 del 07.01.19, la Commissione accoglie il mio ricorso con decisione n.101 del 19.03.19.

Il provvedimento è chiaro e coerente con il precedente: “… Ai sensi dell’art. 329 c.p.p., gli atti di indagine, compiuti da Pubblico Ministero o dalla Polizia Giudiziaria o comunque su loro iniziativa, anche se redatti da una Pubblica Amministrazione, sono sottratti al diritto di accesso regolato dalla l. 7 agosto 1990, n.241. In questo senso è la giurisprudenza costante di questa Commissione e del Giudice Amministrativo (da ultimo, in tal senso, si veda il Consiglio di Stato, sez. IV, 28 ottobre 2016, n. 4537). …“. E sempre per l’art. 329 c.p.p.: “… sono coperti da segreto fino a quando l’imputato non ne possa avere conoscenza e comunque non oltre la chiusura delle indagini preliminari (si veda a tale proposito anche Cons. di Stato Sez. VI 10 aprile 2003 n.1923); tali atti inoltre sono soggetti alla disciplina sul divieto di pubblicazione prevista dal codice di procedura penale“.

Quindi la Commissione afferma: “Nel caso di specie tale fase si è esaurita, essendosi concluso il procedimento con decreto penale di condanna.“. Ma oltre a ciò, e qui è un punto importante a favore di tutti i cittadini e non solo della parte offesa nel procedimento penale: “… l’accesso deve essere consentito, anche tenuto conto che nel caso di specie l’ostensione partecipa delle caratteristiche dell’accesso ambientale, per l’esercizio del quale non si richiede una qualificata posizione legittimante.“.
Chiaro e limpido, ne consegue che ogni cittadino, sulla base dell’accesso ambientale (D. Lgs. 195/05), può accedere a questi atti, anche presso la Capitaneria di Porto di La Spezia, anche se erano atti di indagine penale. Non è poco, è un fatto importante, consente di aprire una discussione pubblica sulla questione, proprio come prevede la normativa dell’accesso ambientale, che è orientata a favorire il controllo diffuso sull’operato della Pubblica Amministrazione. Un fatto di trasparenza, un fatto di democrazia.

Nella prossima parte vedremo gli atti correlati a questo ricorso presso la Commissione per l’Accesso: la formulazione della mia istanza “multidisciplinare”, che potrebbe essere utile ad altri, la memoria della Capitaneria di Porto per resistere al ricorso e la nota del comandante Seno della stessa Capitaneria. Nota successiva alla decisione della Commissione (inviata, non troppo correttamente, solo a me), con la quale si rifiuta la decisione della Commissione e si inseriscono “motivi aggiunti”, chiamiamoli così, molto contestabili. Sarà interessante, vi assicuro, anche per capire perché, un ente che ha avuto la copertura giuridica per fare accedere il sottoscritto a quelle carte, come minimo tutte già note, ancora non voglia aprire i cassetti. Inoltre, contemporaneamente, avevo attivato l’accesso civico generalizzato: vedremo come reagisce il Ministero delle Infrastrutture, male. Direi molto male, con motivazioni smontate nel merito dalla stessa Commissione, anche se la modalità di accesso è diversa. Sarò più tecnico. In sostanza, oltre allo scontro Commissione-CP, leggeremo dello scontro, pur formalmente indiretto, ma diretto nel merito, fra Commissione e responsabile della trasparenza del M.I.T..

Un appunto finale. Nonostante il rifiuto della Capitaneria, considero questa una vittoria già raggiunta, certo mi piacerebbe sentire un’associazione veramente attiva a tutela della trasparenza amministrativa. A mio parere, un ricorso al T.A.R. (per un singolo sempre troppo costoso, spesso senza rimborsi, soprattutto se si arriva fino al Consiglio di Stato) potrebbe valere la candela. Soprattutto per aprire la strada a favore di tutti i cittadini, nei confronti di quei corpi o enti pubblici, che si mostrano spesso troppo chiusi, poco inclini alla trasparenza, in particolare modo in materia ambientale. Io sono a disposizione.

Parcheggi pubblici a Portovenere: che affare! Ma non solo (Parte II)

Seconda parte della panoramica sui parcheggi pubblici primavera-estate 2019. Dopo la prima parte, incentrata soprattutto sui notevoli aumenti tariffari dei parcheggi a gestione diretta comunale, vedremo che il Comune non ha fatto un buon affare con l’affidamento del parcheggio pubblico, presso “Le Terrazze”, alla società titolare della stessa struttura.

Bisognerà, inoltre, anche valutare i profitti del passato, per i quali il Comune non ha ricevuto nemmeno un euro, totalmente andati nelle casse del privato dal 2004 (circa), fino all’entrata in vigore della convenzione n.167, stipulata il 12.10.18, relativa ai parcheggi interni al P.U.O. “Le Terrazze”. Guadagni, immagino, perfettamente risultanti nelle denunce dei redditi della società Lido di Portovenere s.r.l. che gestisce la struttura, benché i posti auto fossero in parte non edificati (in area sterrata, ma utilizzati, come oggi) ed in totale non consegnati formalmente al Comune.

Oggi, con la nuova convenzione, la sola differenza è che i posti auto pubblici edificati (ovvero solo quelli davanti al residence, 17 esterni e 4 interni), sono stati consegnati formalmente al Comune, senza collaudo, ma con verbale di consegna. Permangono, infatti, inedificati altri 28 stalli pubblici posti nell’area sterrata sempre, comunque, pienamente utilizzata e sfruttata a pagamento. Rimangono, soprattutto, inedificati importanti oneri di urbanizzazione come: il prolungamento della passeggiata a mare (da eseguire contestualmente al rilascio del primo permesso di costruire, v. convenzione originaria al P.U.O. del 2004) e il campo di calcetto assieme ai posti auto pubblici e privati nel comparto C (l’area ancora oggi non edificata). Un appunto, la convenzione definisce i posti auto come: 22 nell’area edificata e 27 nell’area non attuata. Ma la stessa planimetria allegata, ne mette 21 nell’area edificata e 28 nell’area non attuata, come da me descritto in precedenza. Ad ogni modo, il totale degli stalli è sempre 49.

Allora, vediamo cosa prevede la convenzione, su quale base di calcolo ha stabilito il canone, a carico dei privati, ma cosa avviene nella realtà.

Durata della convenzione e canone

Premettiamo che la durata della convenzione è fissata in ben 14 anni e il canone annuale di € 29.027,61 (oltre rivalutazioni ISTAT), è sganciato da eventuali aumenti a carico degli utenti. Aumenti corposi, già avvenuti alla velocità della luce, visto che “Le Terrazze” si è già adeguata, in sincrono, con gli aumenti dei parcheggi comunali a gestione diretta. Inizialmente, ad ottobre dello scorso anno, erano apparsi alcuni cartelli che indicavano in € 15,00 il costo giornaliero e in € 2,00 il costo orario del posto auto.

Ottobre 2018

Mentre ora, assieme alle nuove sbarre automatiche (e presto anche semafori), sono apparsi cartelli con tariffe ben più elevate e un regolamento “contrattuale”.

Marzo 2019

Quindi, a convenzione ancora nuova di zecca, viene già applicato un aumento tariffario a spese degli utenti, che non avrà nessuna ricaduta sul canone che i gestori privati dovranno versare al Comune. Facciamo due conti, leggendo calcoli e tabelle in convenzione, come qui sotto.

Estratto dalla convenzione n.167/18, pagg. 10-11

Nel dettaglio:

  •  il canone annuale viene calcolato sulla base di una tariffa giornaliera di soli € 5,00, che stagionalmente passa a €10,00 e poi a €15 (da aprile a settembre), mentre i gestori applicano all’utente € 25,00 fissi, ovvero 5 volte di più, o quasi il doppio, delle tariffe minima e massima di riferimento;
  • la tariffa oraria di € 3,00 per le prime due ore (e il resto a calare), lascia ulteriore e notevole spazio di calcolo sul ricavo del gestore rispetto a quanto definito in convenzione;
  • la tabella di riferimento per il calcolo riporta una stima dei posti auto utilizzati, a seconda del mese, fino ad un massimo di 31 stalli auto (?!), quando sulla stessa planimetria allegata risultano 49. Dove sono finiti 18 posti auto? Tra l’altro i 49 posti (e oltre, vedremo in avanti) vengono già sfruttati pienamente a prescindere che siano edificati e consegnati ufficialmente o meno;
  •  i gestori hanno introdotto anche una tariffa per le due ruote di € 5,00 al giorno, non prevista in convenzione. Ulteriore ricavo non calcolato ai fini della stima del canone annuale;
  • oltre a ciò, i posti auto effettivi nell’area ancora oggi sterrata (parcheggio pubblico esterno C e D) risultano in numero ben maggiore, di circa 14 unità, rispetto alla planimetria del P.U.O., la stessa della convenzione (v. paragrafo successivo). Tenendo in considerazione che il “parcheggio privato autorimessa C” è, ad oggi, inedificato e sarebbe collegato alla rampa di collegamento con il parcheggio privato interrato, ovviamente ancora inesistente.
Planimetria 49 posti auto in convenzione

Divertitevi, se volete, a fare il calcolo finale, per capire a quanto ammonta il vantaggio a favore della società Lido di Portovenere s.r.l., rispetto a quanto il Comune ha scritto nei buoni propositi della convenzione, ovvero: “… canone annuale a favore del Comune medesimo pari al 35% degli incassi al netto delle spese…” e poi, “… ipotizzando gli incassi a favore del Comune medesimo pari al 45% al netto delle spese…“. Un bell’affare, non c’è che dire.

Panoramica sugli usi e consumi di una prima domenica primaverile

E’ domenica mattina del 24 marzo 2019, ore 6:54, prima dell’arrivo degli avventori giornalieri. A sinistra, sbarre alzate, posti frontali al residence già in buona parte usati. Mentre, a destra, inutilizzati, molti posti pubblici limitrofi (più economici, si fa per dire). Domande: parcheggi disponibili al pubblico o ai clienti della struttura rimasti per la notte? Parcheggi a rotazione che non ruotano? Vero, i gestori pagano il canone, ma per cosa? Il quanto lo abbiamo visto. Sbarre abbassate, per ora, solo nel weekend, dalla mattina alla sera.

La giornata è iniziata da ore, è primo pomeriggio di domenica 24 marzo 2019, gli avventori sono arrivati. Pure una moto presente, nei posti a pagamento per due ruote (foto in alto a destra), non previsti in convenzione. Sbarre abbassate e posti auto al completo, sia nel comparto edificato (in alto), sia in quello ancora inedificato (in basso) e sterrato (tranne la striscia di asfalto che porta alla villa in fondo). In quest’ultima area stimiamo a vista, 5 file da 8 posti, ovvero 40 stalli, più 12 posti del parcheggio pubblico esterno D (v. planimetria convenzione), a destra nell’ultima foto in basso. La planimetria, nell’area sterrata, prevede 28 posti auto pubblici, più 10 privati, per un totale di 38 stalli. In realtà, in quella prima domenica di primavera, a sbarre abbassate, di auto ce ne stanno in totale circa, e almeno, 52. Ovvero 14 stalli in più, privati o pubblici? E i soldi a chi vanno?

Detto questo, non mi pare normale che si concedano posti auto pubblici da gestire, ad una struttura che, non solo non ha completato la struttura stessa, ma non ha ancora eseguito oneri di urbanizzazione pubblici importanti. Il prolungamento della passeggiata a mare doveva essere eseguito all’atto del rilascio del primo permesso di costruire (2004), qui è la convenzione originaria del P.U.O. n.3650/2004 che lo stabilisce (e non è scaduta per nulla), opere a scomputo, art.4, lettera f (qui la versione integrale). Aggiungiamo, poi, il campo di calcetto. Ad oggi, dal 2004, nemmeno una pietra.

Le Terrazze: un’altra grande opera abusiva sul demanio marittimo a Portovenere (SP)

Parcheggi pubblici a Portovenere: che tariffe! Ma non solo (Parte I)

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