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Navi e crociere: non sempre un record è un buon record

Azoto incittà, grandi navi sottoaccusaVal bene riflettere su quanto di buono e no portano le navi da crociera alla nostra provincia a partire dall’articolo di Sondra Coggio, pubblicato ieri su Il Secolo XIX. Appare sempre più chiaro quanto è costantemente sottovalutato dalle autorità in merito all’impatto ambientale e, quindi, sulla nostra salute. E’ da considerare con attenzione il rapporto ISPRA, nel quale La Spezia conquista il, poco onorevole, primato sulle emissioni di ossidi d’azoto (NOx) e ossidi di zolfo (SOx), riportato nel blog SpeziaPolis. Ulteriore approfondimento lo troviamo grazie all’associazione internazionale “Friends of Earth”, che analizza, nave per nave, l’inquinamento generato. Dati riportati da La Spezia Oggi che dovrebbero fare ulteriormente riflettere. Quindi? Tutto rose e fiori? Pare proprio di no, farebbe bene rifare i nostri conti, ma non solo sugli arrivi e su quanto spendono i croceristi, questi record, alla fine della fiera, non sono i più significativi quando c’è di mezzo la nostra salute e la tutela dell’ambiente.

Navi portachiazze: ARPAL mette le mani avanti

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Torno sull’argomento navi “portachiazze”, per rendere nota una replica da parte di ARPAL sede di Genova.

Ovviamente, le mie segnalazioni pubbliche, in genere, hanno una controparte non mediatica, formale ed ufficiale, ma non è detto che questa possa, prima o poi, diventare di dominio pubblico, nel rispetto del contesto e degli eventuali vincoli di riservatezza (temporanei, dato che è materia di interesse pubblico) dovuti a possibili procedimenti ufficiali in corso.

In questo caso ritengo interessante rendere noto lo scambio odierno tra me e ARPAL, a seguito della mia ultima segnalazione di una nave “portachiazze” riferita al caso qui pubblicato.

Non farò ulteriori commenti, perché ritengo sufficienti, per menti aperte ed intelligenti, leggere ciò che si riporta nella nota Arpal di oggi e nella mia replica.

ARPAL- 15.09.15 h 07:52

OGGETTO: Portovenere – chiazza di colore marrone chiaro sulla superficie marina
Riferimento: sua nota prot. Arpal n. 23533 del 10/09/2015

Spett.le sig. Brunetti,

in merito alla sua nota, pari oggetto, la informiamo che ARPAL, come stabilito dalla Legge Regionale 20/2006, interviene con ispezioni, campionamenti ed analisi su richiesta degli Enti competenti relativamente alle singole matrici ambientali. Nel caso da lei esposto, inquinamento di acque marine, Enti competenti sono il Comune o la Capitaneria di Porto.
Arpal, non ha alcuna competenza su quanto attiene le misure che regolano la navigazione e l’ormeggio di natanti.

Per maggiori informazioni circa i compiti della nostra Agenzia, la rimandiamo alla Legge Regionale citata, successive modifiche ed integrazioni comprese, consultabile sul nostro sito alla pagina http://www.arpal.gov.it/l-agenzia/chi-siamo.html .

Restando a disposizione per eventuali chiarimenti, le porgo distinti saluti.

Il Responsabile dell’Ufficio
URP – Documentazione Ambientale

(dott. Giovanni Ferretti)

Daniele Brunetti – 15.09.15 h 09:32

Egr. Dott. Ferretti,

replico alla sua nota U.0023910 inviata via PEC in data odierna alle ore 07:52, rendendole noto che sono a conoscenza che ARPAL interviene su richiesta degli enti competenti, ai quali ho inviato identica nota, come avrà visto nell’intestazione della mia PEC al Vs. prot. Arpal n. 23533 del 10/09/2015, indirizzata anche a Capitaneria di Porto della Spezia e Comune di Portovenere, oltre ad altri enti. Non credo di essere così ingenuo da credere, inoltre, che ARPAL abbia competenza su “quanto attiene le misure che regolano la navigazione e l’ormeggio di natanti“.

Offende la mia intelligenza se crede che la Sua risposta e la mia nota cadano nel vuoto, note che ritengo di interesse pubblico, dato che riguardano interessi diffusi o collettivi.
Inoltre, ritengo sufficiente che la questione da me posta sia stata resa nota esplicitamente e formalmente a tutti gli uffici che possono avere in qualche modo e per qualche aspetto competenza nel merito.

Cordiali saluti
Daniele Brunetti

Mi immagino che avremo nuove puntate, anche perché so già cosa scrivere nel prossimo articolo. A presto!

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Navi portachiazze: finalmente un faro mediatico

Il Secolo XIX 11.09.15 Troppe navi
Il Secolo XIX 11.09.15

Da tempo, dagli ultimi mesi del 2013, penso (e scrivo) che il limite corretto per le grandi navi, all’interno del canale di Portovenere (SP), fosse quello vigente prima delle modifiche ai punti di fonda messo in atto da parte della nostra Capitaneria di Porto (comandante Castioni), in accordo con il sindaco Matteo Cozzani, nella seconda parte del 2013. L’accordo risulta da un comunicato stampa del Comune di Portovenere, ancora visibile sul sito istituzionale (ad ora) e nel caso non fosse più visibile ecco qui. In tale comunicato, diversamente da quanto riportato nelle ordinanze della Capitaneria, le modifiche ai punti di fonda non sono state effettuate per una mera necessità di più ampi spazi di rifugio, ma per poter accogliere due navi simultaneamente.

Ora, finalmente sulla carta stampata, l’articolo odierno di Sondra Coggio su Il Secolo XIX, accende un faro (ben puntato) sulla situazione creatasi a seguito della modifica dei punti di fonda, in particolare il punto E1 (echo uno), all’interno del canale di Portovenere.

La prima cosa che salta agli occhi è la sproporzione fra le dimensioni delle navi autorizzate e lo scorcio paesaggistico (fra Punta Castagna e Torre Scola), letteralmente invaso da queste macchine del mare. Inoltre, col passare del tempo, si aggiungono altri e non meno importanti aspetti, fra cui le ormai evidenti chiazze di materiale sollevato dal fondale marino (si guardi qui e qui), a seguito delle manovre di ancoraggio. Ed ancora, anche se non direttamente collegabili al passaggio delle navi da crociera, dobbiamo fare i conti con gli avvenimenti degli ultimi mesi: abbiamo visto fenomeni di inquinamento marino di varia natura e forse fenomeni di eutrofizzazione. In più, abbiamo altre variabili globali con cui combattere, come: l’innalzamento delle temperature delle acque marine (il Mar Ligure, a luglio, ha toccato temperature di 30 gradi centigradi in superficie) e l’acidificazione dei mari (da cui non saremo esenti nel futuro). Su una cosa rimarcherei bene, il dragaggio del porto spezzino non mi pare sia stato eseguito per accogliere navi mercantili, ma per ospitare navi da crociera sempre più “ipertrofiche”. Cosa non si fa, ormai, per accogliere queste città galleggianti, con tutto ciò che ne consegue di positivo (sicuri che ci guadagniamo tutti?) e di negativo. Il bilancio, alla fine, com’è o come sarà da qui a 5, 10, 15 anni? Non so, ma ho sempre l’impressione che le strategie di sviluppo in questo paese vengano improntate sul breve e medio periodo (se va bene), difficilmente sul lungo periodo. Eppure i “visionari” al potere non ci mancano, ma temo che siano un po’ miopi.

Portovenere (SP): altra nave, altra chiazza

Torno a scrivere del punto di fonda tra Punta Castagna e Torre Scola (Portovenere – SP) che dall’ottobre del 2013 viene utilizzato da navi di stazza, a mio parere, troppo imponente rispetto alle tutele che andrebbero prese per proteggere l’ambiente marino, la salute pubblica e la bellezza dei luoghi. Ho scritto dei veri motivi che hanno portato alla modifica di questo stramaledetto (mi si conceda) punto di fonda E1 (echo uno) in un precedente articolo, mostrando anche una chiara sequenza fotografica. Motivi esclusivamente commerciali ma che cozzano (il verbo non è usato a caso) con altri interessi della zona, ad esempio un allevamento di mitili a 200-300 metri di distanza. E’ di oggi l’ultimo caso, all’ormeggio la nave Azamara Quest, la stazza è simile alla nave che procurò la chiazza precedente (a quanto pare sanzionata), ed ora il problema è decisamente più contenuto, ma nonostante le condizioni di luce siano fotograficamente meno favorevoli, la chiazza c’è e non è bello che ci sia (eufemismo estremo). L’area è anche frequentata da bagnanti, non molto più distanti ci sono spiagge e stabilimenti balneari. Eppure basterebbe poco, ripristinare i precedenti punti di fonda non vuol dire impedire alle stesse navi da crociera di venire, semplicemente sarebbero obbligate (o invitate, se preferite) a “parcheggiare” fuori dal “centro storico”, grazie. Non scordiamoci degli avvenimenti degli ultimi mesi: inquinamento costiero (fanghi e altro). Mi chiedo se le nostre pluridecorate associazioni ambientali (e media) della zona abbiano intenzione di interessarsi a questo ulteriore scempio oppure no, magari dando anche una lettura attenta anche agli altri casi passati in sordina negli ultimi due o tre anni, ma che hanno più antiche origini. Ma per favore, risparmiatemi le solite litanie dei comandanti vari d’acqua dolce o salmastra. Commodori guardate bene (cliccate sulle immagini per ingrandirle), non è l’increspatura del mare, non deve essere la normalità e non è per nulla da sottovalutare: né l’impatto marino, né l’impatto paesaggistico. Comunque è il caso di dire: altra nave, altra chiazza!

Portovenere (SP), 10.09.15 ore 7:42 - Chiazza in mare e nave Azamara Quest
Portovenere (SP), Portovenere (SP), 10.09.15 ore 7:42 – Chiazza in mare e nave Azamara Quest
Portovenere (SP), Portovenere (SP), 10.09.15 ore 7:43 - Chiazza in mare e nave Azamara Quest
Portovenere (SP), Portovenere (SP), 10.09.15 ore 7:43 – Chiazza in mare e nave Azamara Quest
Portovenere (SP), Portovenere (SP), 10.09.15 ore 7:48 - Chiazza in mare e nave Azamara Quest
Portovenere (SP), Portovenere (SP), 10.09.15 ore 7:48 – Chiazza in mare e nave Azamara Quest
Portovenere (SP), Portovenere (SP), 10.09.15 ore 7:49 - Chiazza in mare e nave Azamara Quest
Portovenere (SP), Portovenere (SP), 10.09.15 ore 7:49 – Chiazza in mare e nave Azamara Quest

Più navi per tutti! La sequenza fotografica del 19 luglio 2015

Ecco la sequenza fotografica relativa all’articolo: Più navi da crociera per tutti, che bella combinazione!

nave da crociera e chiazza in mare
19.07.15, ore 8:10, Isola Palmaria (Portovenere – SP), Torre Scola, nave da crociera e chiazza in mare
nave da crociera e chiazza in mare
19.07.15, ore 8:15, Isola Palmaria (Portovenere – SP), Torre Scola, nave da crociera e chiazza in mare
nave da crociera e chiazza in mare
19.07.15, ore 8:30, Isola Palmaria (Portovenere – SP), Torre Scola, nave da crociera e chiazza in mare
nave da crociera e chiazza in mare
19.07.15, ore 8:31, Isola Palmaria (Portovenere – SP), Torre Scola, nave da crociera e chiazza in mare

Più navi da crociera per tutti, che bella combinazione!

nave da crociera e chiazza in mare
19.07.15, ore 8:10, Isola Palmaria (Portovenere – SP), Torre Scola, nave da crociera e chiazza in mare

Si osannano le navi da crociera da parte di molte autorità, soprattutto Comuni rivieraschi in Liguria, perché porterebbero turisti e tanti-tanti soldi per il bene delle finanze dei Comuni, dei commercianti e a cascata di tutti noi. Ma in effetti, come in tutte le cose, il troppo stroppia e già si è arrivati a parlare di numero chiuso per gli ingressi turistici alle Cinque Terre, come di attracchi di traghetti ed arrivo di treni (che portano anche turisti dalle navi da crociera).

Il nostro è un territorio con pochi spazi (non è la riviera romagnola), stretto com’è tra monti e mare non possiamo permetterci vere e proprie invasioni di turisti, ma abbiamo la necessità di mantenere afflussi gestibili perché le risorse del territorio sono al tempo stesso limitate. Il nostro non può essere un turismo di massa, nel senso che non è in grado di sopportare alte affluenze per troppo tempo (eppure per breve tempo). L’ambiente marino e costiero è fragile ed in precario equilibrio da tempo, lo sappiamo bene. Le Cinque Terre e i territori limitrofi sono ancora più fragili di altri, non possiamo permetterci di sfruttare e bruciare le nostre risorse naturali fino a distruggerle, sono il motivo del nostro esistere, una volta distrutte fra noi e una banchina di un qualsiasi porto commerciale non ci sarebbe alcuna differenza. E’ questo che vogliamo? Vogliamo un mare solo da vedere, e magari neppure quello?

Da più di un anno scrivo che navi da crociera troppo grandi nel canale di Portovenere, tra Punta Castagna, Torre Scola e l’isola Palmaria non possono starci, se non altro perché sono un pugno in un occhio a chi osserva il nostro magnifico panorama. In quella zona, molto appetibile per i croceristi, che possono gustarsi un inchino alla fonda verso il paese di Portovenere, chi guarda dalla costa vede sparire pezzi importanti del nostro paesaggio. Dalla zona Olivo a Portovenere, sparisce Torre Scola e parte della Palmaria, sostituite da file di oblò e paratie ben verniciate di bianco. Chi osserva, invece, dall’altra parte del golfo, San Terenzo o Lerici, non distingue più il promontorio di Portovenere dalla sua isola principale, dato che rimane nascosto da queste macchine galleggianti il canale di Portovenere.

Ora pure le chiazze in mare, […]

Navi da paesaggio

Palmaria Portovenere Torre Scola nave da crociera
Nave “Wind Surf” oggi a Portovenere (SP)

E’ ormai una nostra fedele frequentatrice la nave da crociera Wind Surf, 182 metri di lunghezza e oltre 14mila tonnellate di stazza lorda. Non è l’unica e nemmeno la più grande. E’ almeno la seconda volta che torna a Portovenere (SP), quest’anno, e si piazza (o meglio la piazza il pilota del porto), come lo scorso anno, nel punto di fonda E1 (echo 1), bello bello davanti a Torre Scola (o Scuola) per buona parte della zona Olivo. Per la verità oggi, il punto E1 sembra più interno ancora, la “barchetta” sta dando del suo meglio, coprendo la vista di Torre Scola per tutta zona Olivo, da Villa Argia a via II Traversa Olivo. Per la zona più a levante sparisce anche parte dell’isola Palmaria. Ne abbiamo scritto e ne scriveremo ancora, ma è evidente che così […]