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Passeggiata dell’Olivo i costi ben più che raddoppiati – Portovenere (SP)

Il nuovo programma triennale dei lavori pubblici, redatto dal geometra Gabriele Benabbi, riporta costi per il prolungamento della passeggiata dell’Olivo per quasi due milioni di euro, di cui 320.500 euro a carico dei titolari de Le Terrazze, come oneri di urbanizzazione a scomputo. Ma dal 2014 ad oggi il solo costo a carico pubblico passa da 370.000 euro a 1.637.000 euro, ovvero + 442% circa.

Fino al settembre scorso, il Documento Unico di Programmazione 2018-20, allegato alla Delibera di Consiglio n.21 del 27.09.17, riportava nella scheda 2 del programma triennale delle opere pubbliche 2017-19, un ammontare di 209.000 euro da capitale privato. Probabilmente la fideiussione originaria di 180 mila euro rivalutata con gli interessi, stipulata per gli oneri di urbanizzazione del progetto Le Terrazze in base alla convenzione del 2004 . Oltre a questo, la spesa a carico del Comune sarebbe stata di 657.804,40 per concludere i lavori con il secondo lotto. Il totale dei costi per l’intera opera ammontava a 866.804,40 euro.

2017_09_27 scheda 2 LLPP DUP
27.09.17 – scheda 2 – D.U.P. programma triennale delle OO.PP. 2017/2019

Dal 27.09.17 alla delibera di Giunta Comunale n.241 del 27.11.17, ovvero al programma triennale dei lavori pubblici 2018-20 redatto dal geometra Gabriele Benabbi,  i costi totali sono più che raddoppiati a ben 1.957.500 euro. Di questi 320.500 euro sarebbero da apporto da capitale privato, ma non torna che possa essere una semplice rivalutazione della fideiussione d’origine, già salita a 209.000 euro. C’è stata una trattativa con i titolari de Le Terrazze, o è un volo pindarico? Eppoi come la mettiamo che in convenzione questi lavori risultano a scomputo?

27.11.2017 – scheda 2 – Programma Triennale delle OO.PP. 2018/2020

Pensare che nel lontano D.U.P. allegato alla delibera di Giunta Comunale n.177 del 15.09.14, nel piano triennale delle OO.PP. 2014-16, c’era ancora la previsione di un solo lotto per un totale di 550.000 euro di cui gli originari 180.000 euro della fideiussione dei titolari de Le Terrazze. Un bel salto: dal 2014 ad oggi il solo costo a carico pubblico passa da 370.000 euro a 1.637.000 euro, ovvero + 442% circa.

2014_09_15 DUP piano triennale LLPP 2014-16
15.09.2014 – Programma Triennale delle OO.PP. 2014/2016

In precedenza: Il dossier Le Terrazze con tutti gli articoli

Ex Casa Carassale aggiudicata a società estone con due italiani nel c.d.a.

La società estone che ha acquistato la ex Casa Carassale alla Palmaria si occupa di vendita al dettaglio di abbigliamento in negozi specializzati. Capitale sociale 10.000 euro. Nel consiglio di amministrazione Mario Federico Giuseppe Bontempi e Diego Feola.

Finalmente pubblicati il verbale e la determina con cui si conclude la quarta asta per la vendita della ex casa Carassale, immobile in degrado, in pessimo stato di conservazione ma di superficie lorda di circa 150 mq, con annessa area verde in stato di abbandono. Dagli originari 600 mila euro, previsti come base alla prima asta andata deserta, l’immobile è stato aggiudicato per € 371.510,00 alla società Sampa Pulin OÜ con sede a Tallinn, Estonia, capitale sociale di 10 mila euro. La società si occupa di vendita al dettaglio di abbigliamento in negozi specializzati. Così risulterebbe non essere una società immobiliare, come era stato scritto da alcuni. Membri del consiglio di amministrazione: Philip Piskator, Diego Feola e Mario Federico Giuseppe Bontempi. Quest’ultimo è membro del consiglio di amministrazione in diverse società estoni.

In basso a sx in giallo la ex Casa Carassale, isola Palmaria, Portovenere (SP)
In basso a sx in giallo la ex Casa Carassale, isola Palmaria, Portovenere (SP)

Nel frattempo, il sindaco Matteo Cozzani sembrerebbe aver cambiato idea in merito alla destinazione dei proventi della vendita, non più il prolungamento della passeggiata dell’Olivo, ma i pontili per i residenti in Palmaria e la “casetta rifugio” al Terrizzo. Per i famosi e mai eseguiti oneri di urbanizzazione de “Le Terrazze”, tra cui la passeggiata dell’Olivo, dopo numerosi slittamenti, pare si dovrà attendere il terzo trimestre del 2018 per l’inizio dei lavori e il secondo trimestre del 2020 per la conclusione dei due lotti. Il costo previsto, a carico dei contribuenti, fluttua tra i 600mila ed 800mila euro (ma anche più). Ancora irrisolta, inoltre, la questione in merito alla cinquantina di posti auto pubblici interni alla stessa area de “Le Terrazze”, ancora invisibili perché privi di indicazioni.

Trova le differenze: piattaforma o pontile? Le Terrazze di Portovenere (SP)

Un piccolo gioco “trova le differenze” fra un pontile e una piattaforma. Secondo voi quali sono le differenze? La Soprintendenza spiega che un pontile galleggiante ha impatto paesaggistico perché permanentemente collegato a terra, mentre una piattaforma no, o molto meno, in quanto non permanentemente collegata a terra. Per la prima è necessaria una relazione paesaggistica completa, mentre per la seconda è sufficiente una paesaggistica semplificata (se non nulla). Ora vi farò vedere le differenze, in pratica un gioco da settimana enigmistica. Vi darò pure la soluzione.

Sulla scia dell’articolo di ieri vi mostro i progetti presentati in Comune, entrambi approvati dalla Commissione Paesaggistica Comunale, soltanto che il primo del 2015 si chiamava “pontile” e non ha beneficiato delle ultime variazioni di legge che permettono paesaggistiche più facili, ovvero semplificate o senza (a seconda dei casi), mentre il secondo progetto del 2017, che si chiama “piattaforma”, è tutta un’altra storia. Il primo non ha mai avuto l’approvazione da parte della Soprintendenza, mentre il secondo si.

Ebbene, trovate le differenze. Per aiutarvi ho messo vicini i dettagli dei due progetti.

Qui sotto uno stralcio più ampio dei progetti con i timbri e date, giusto per mostrarvi che non c’è trucco, non c’è inganno.

Stralcio planimetrico pontile 2015
Stralcio planimetrico piattaforma 2017

Entrambi i progetti hanno gli stessi tiranti a terra, addirittura il primo disponeva di una passerella amovibile (grazie alla struttura a terra abusiva, poi rimossa dopo accertamento della Guardia Costiera), mentre il secondo, non disponendo di un sistema di tiranti per alzare la passerella, dispone si di una passerella ma non amovibile. Quindi è sparito pure il nome “passerella”. Vi pare chiaro no? Il primo è evidentemente un pontile (direi), mentre il secondo è solo una piattaforma (mah), con i medesimi tiranti a terra del primo e, addirittura, con una passerella NON amovibile (v. foto sotto).

Passerella non amovibile del 2017

E non si può certo dire che, con le ultime facilitazioni di legge, si siano applicate solamente norme più facili, perché qui c’è di più: un pontile che cambia nome in “piattaforma”. Da ridere, da piangere? Beh, certo non mi sembra una bella figura per il nostro Comune e per la nostra Soprintendenza.

Autorizzazione più facile se il “pontile” si chiama “piattaforma”. La tensostruttura non la vede nessuno. Le Terrazze di Portovenere (SP)

Per autorizzare facilmente il posizionamento di un pontile galleggiante stagionale, con un nuovo progetto si cambia la definizione da “pontile” a “piattaforma”, ma di fatto non cambia nulla, sempre permanentemente collegato a terra resta. L’immersione dei corpi morti per l’ancoraggio non viene comunicata, in violazione del decreto regionale del 2015. Inoltre, una tensostruttura sistemata stagionalmente da anni, non risulta autorizzata, ma da mesi il Comune non fa sapere nulla sull’accertamento.

Torniamo al tema “Le Terrazze” di Portovenere, complesso turistico composto da residence, ristorante, bar (2), parcheggio misto pubblico/privato (senza distinzioni) e stabilimento balneare.

Il primo agosto trasmetto al Comune e ad altri enti pubblici, una richiesta di accesso agli atti per sapere come si possa mettere un pontile galleggiante stagionale (vista anche all’albo pretorio una richiesta in tal senso). Il mio dubbio di base è come si possa risolvere una questione del genere con concessioni demaniali stagionali, dato che con la direttiva Bolkestein pendente, l’Italia non può rilasciare nuove concessioni demaniali marittime per servizi balneari e affini. Ebbene si. Se le cose sono stagionali, a quanto pare si fa. Ma si può? Normalmente un pontile, anche galleggiante, dovrebbe rientrare nel Piano di Utilizzo del Demanio, ma questo no. Da anni c’è, per un paio di anni è sparito, messo in crisi dai miei accessi e segnalazioni, ma ora è tornato alla grande. Però, entro il 30 ottobre dovrebbe essere rimosso, per poi riapparire il prossimo anno. Vedremo.

Oltre a ciò, chiedo lumi su un altro manufatto che appare stagionalmente, puntuale da anni: una tensostruttura, non proprio piccolina, in area privata ma sempre in area vincolata paesaggisticamente, tra l’altro nella fascia dei 50 metri dal mare. La vedete nella foto, a sinistra, con quattro cupole tipo pagoda.

Ebbene, a seguito dei soliti miei milioni  (o miliardi) di accessi agli atti (secondo alcuni) scopro una serie di cose, cose che non tornano. Queste cose non tornano ancora oggi, a più di due mesi dalla mia istanza di agosto ma, vuoi mai che ci sia un nuovo corso? E allora, oggi, scrivo una nota a Comune, Regione, Soprintendenza, ARPAL, Capitaneria nella quale espongo una serie di mie considerazioni e rilievi.

Per quanto riguarda il pontile/piattaforma galleggiante vedo che (mi rivolgo in primis al Comune di Portovenere):

  • rispetto a quanto prospettato nella Vs. nota n.3360 del 07.03.17, nella quale si riteneva possibile il posizionamento di tale struttura come ricadente sotto il profilo di “edilizia libera” (messa in opera inferiore a 120 gg.), esonerato anche dall’autorizzazione paesaggistica, si è ritenuto, invece, di procedere tramite rilascio di autorizzazione paesaggistica semplificata, ma sempre con obbligo di messa in pristino entro il 30 ottobre 2017;

  • non è stata effettuata alcuna operazione di supervisione immersione corpi morti per l’ancoraggio di tale struttura, in violazione delle disposizioni del decreto regionale n.1340 del 26.05.15 del Settore Ecosistema costiero e ciclo delle acque della Regione Liguria. Tale decreto stabiliva che fosse data preventiva comunicazione dell’inizio delle attività di immersione in mare alla Regione Liguria, al Comune di Portovenere, alla Capitaneria di Porto della Spezia ed al dipartimento provinciale dell’ARPAL. Tramite scambio epistolare con buona parte di tali enti, ho potuto appurare che nessuna comunicazione in tal senso è stata mai inviata. E’ poi da notare che tale decreto regionale risale al 2015, ovvero è relativo ad un precedente progetto di pontile galleggiante (mai autorizzato al posizionamento), e non “piattaforma”, come l’ultimo progetto autorizzato. Ciò avrebbe dovuto, per forza di cose, necessitare di una nuova istanza e nuova autorizzazione per l’immersione dei corpi morti. Si ha, quindi, una evidente difformità formale, tra il progetto presentato nel 2017 al Comune di Portovenere (ma non al Settore Ecosistema costiero e ciclo delle acque della Regione Liguria) ed il progetto presentato nel 2015, quello si autorizzato al posizionamento dei corpi morti da parte della Regione. Rimane, comunque, formalmente non nota la data di immersione dei manufatti di ancoraggio, in quanto mai comunicata, come del resto mai supervisionata o accertata l’operazione di posizionamento dalle competenti autorità. Per ARPAL non è quindi noto nemmeno il materiale utilizzato;

  • il progetto del pontile è stato di fatto cambiato nel nome, da “pontile” a “piattaforma”, ma continua ad avere tiranti e passerella che lo collegano direttamente a terra (come anche da progetto), senza perciò avere concretamente lo status di piattaforma, ovvero di manufatto non permanentemente collegato a terra. Come avrebbe dovuto essere, anche a quanto riferitomi dal responsabile di zona della Soprintendenza, arch. Leoni. Questione che, poi, non appare sia stata notata anche dalla stessa Soprintendenza nell’ultimo progetto presentato.

Per quanto concerne la tensostruttura:

  • non ho potuto ottenere copia di alcun documento autorizzativo in quanto, già nella Vs. nota n.11374 del 08.08.17 (intendo il Comune), di riscontro alla mia richiesta di accesso, si riportava che: “… verranno tempestivamente condotti gli accertamenti di competenza, interessando gli uffici competenti.“. Ne deduco, perciò, che tale struttura rimossa alcuni giorni fa, ma da anni posizionata ad ogni stagione balneare, non sia mai stata autorizzata. Noto, però, che nei Vs. rapporti mensili sugli illeciti edilizi degli ultimi due mesi non risulta nessun accertamento relativo. Vi chiedo, perciò, chiarimenti in merito.

Invitando ad accertamenti di competenza, per tutti gli enti a cui ho indirizzato la mia nota, termino con un appunto alla Soprintendenza regionale, della quale devo rilevare l’assenza di risposte formali ad ogni mia istanza di accesso formale agli atti in difformità alla normativa, anche se (sino ad oggi) sempre concesso, tranne per quest’ultimo (istanza del 01.08.17), per il quale ho ricevuto solo conferma informale telefonica poi, però, finita nel nulla. Ritengo, perciò, che la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio debba, urgentemente ed obbligatoriamente, porre in essere quanto necessario affinché le normative all’accesso agli atti amministrativi (sia base – legge 241/90, sia ambientale – D.Lgs. 195/05, sia civico – D.Lgs. 33/13) vengano concretamente rispettate, anche formalmente.

Questo giusto per capire se effettivamente il Comune e gli altri enti preposti agiscano con la dovuta efficienza e neutralità nei confronti di tutti, oppure no. Fatemi capire per credere, perché a priori sto facendo fatica a crederlo. E mi sono limitato ad aspetti secondari, per ora. Credo di avere come cittadino, come ognuno di noi, diritto ad avere informazioni e azioni  dagli enti pubblici, coerenti e logiche, oltre che nel rispetto della legalità e, si spera, della giustizia. Il resto, più importante, lo vedremo nelle prossime puntate ma, fino a che potete, godetevi il pontile… ops… la piattaforma galleggiante, fino al 30 ottobre.

Ex Casa Carassale alla Palmaria e oneri mancanti de “Le Terrazze”: la svendita non aiuta

La vendita della ex Casa Carassale all’isola Palmaria doveva servire a ripianare i costi per la mancata messa in opera, da circa dieci anni, del prolungamento della passeggiata all’Olivo di Portovenere, oneri di urbanizzazione a carico dei titolari della struttura turistica “Le Terrazze”. Il costo calcolato ad oggi che peserebbe sulla comunità ammonta ad € 657.804,40.

Portovenere (SP) 2015: Stabilimento Le Terrazze

Ma cosa c’entrano i mancati oneri di urbanizzazione per una struttura sino ad oggi mai edificata (prolungamento della passeggiata a mare dell’Olivo) e a scomputo, ovvero a maggior costo per i cittadini in proporzione al tempo trascorso dal suo computo iniziale, con la vendita all’asta della ex Casa Carassale sull’isola Palmaria?

Già, cosa c’entra l’asta e la passeggiata? Me lo sono chiesto pure io, fino a che ho letto il verbale di Consiglio Comunale del 14.12.16 (v. pag. 5 del verbale di seduta). In quel verbale è il sig. sindaco Matteo Cozzani che mette in diretta correlazione le due cose e afferma:

Sulla destinazione invece dei proventi della vendita di Villa Carassale credo di essere stato abbastanza chiaro. Sicuramente a base d’asta mettiamo una cifra che ci permetterà di chiudere finalmente la partita delle Terrazze per cui il completamento della passeggiata e quello credo che dal 2004 se non sbaglio la gente si sta aspettando e non siamo riusciti ancora a farlo e sono passate un po’ di amministrazioni compreso il commissario prefettizio, per cui credo che quello sarà un obiettivo che riusciamo a traguardare e l’abbiamo messo nel nostro programma elettorale, per cui non ci discostiamo assolutamente da quelle che erano le nostre previsioni, e in più tutto quello che avanzerà verrà utilizzato come rampa di lancio per eventuali altre opere importanti.
Missione compiuta sindaco? No, pare proprio di no, dopo la terza asta andata deserta, che implica un nuovo abbassamento del 20% sul prezzo base, ovvero da € 384.000 a € 307.200. Siamo ormai al 50% del prezzo iniziale di 600 mila euro. A quanto pare la faticosa partita per il prolungamento della passeggiata a mare è lontano dal concludersi.  Se ne deduce anche dal Documento Unico di Programmazione 2018 – 2020 (pagg.104 e 106) allegato alla delibera di Giunta Comunale n.163 del 31.07.17, in cui il costo a carico della comunità per tale opera rimane fermo a € 657.804,40, proprio come nel mio precedente articolo in cui ne descrivevo i dettagli, anche se la tempistica di realizzazione continua a slittare fino al 2020. A tale ammonterebbe, perciò, l’incremento dei costi per le tasche dei contribuenti. La spesa complessiva di progetto del computo originario (2003) a carico del soggetto attuatore (Le Terrazze), che secondo la convenzione del 2004 sarebbe a scomputo, era di (soli) € 180.059,80, evidentemente ora calcolate con gli interessi legali della fidejussione stipulata allora, ad € 209.000. Il tutto per un costo globale dell’opera di € 866.804,40, includendo i 657.804,40 euro che verrebbero versati dal Comune, cioè noi/voi. Le opere di consolidamento costiero, incluse nello stesso progetto e con esso computate, farebbero poi pensare ad ulteriori costi, visto che il mare ha eroso ulteriormente spiaggetta e muro di contenimento posti lungo il percorso della passeggiata.
A ciò si aggiunge la vendita anche della Casa del Capitano, un edificio storico residenziale (del valore di € 372.000), al momento locato, se non erro. Tale vendita, assieme alla ex Casa Carassale, per alcuni articoli online, sarebbe strumentale alla spesa per le asfaltature stradali. Poche idee ma ben confuse a quanto pare. Quello che è sicuro è che tutto ciò farebbe pensare a necessità impellenti di bilancio.

Come fare un pontile galleggiante senza autorizzazione paesaggistica. Il caso Le Terrazze a Portovenere (SP)

Pontile o piattaforma? Ecco l’ultimo trucco per mettere un pontile galleggiante senza bisogno di autorizzazione paesaggistica. Allo stabilimento “Le Terrazze”, per ora, funziona.

Qui apriamo, o meglio, riapriamo uno dei capitoli della tanto travagliata questione della struttura turistica ricettiva “Le Terrazze” di Portovenere. E’ un capitolo minore, ma dà l’idea di quale tenacia si possa avere nel riproporre un manufatto che era già stato rimosso più volte. Non vi faccio la storia completa perché sarebbe noiosa (ma anche un po’ comica), vi propongo un estratto e l’aggiornamento ai giorni nostri.

Per anni, presso lo stabilimento “Le Terrazze”, abbiamo visto un pontile galleggiante, documentato anche da satelliti, o più semplicemente da fotografie aeree della Regione, ma anche dallo stesso titolare con foto pubblicitarie e striscioni. Ebbene, questo pontile, non presente nel P.U.D. (piano di utilizzo del demanio) comunale stava miracolosamente e magicamente sempre presente sul mare, estate, autunno, inverno, primavera, e via dicendo per anni, senza venire mai rimosso. Poi un bel giorno del 2014, dopo essere stato querelato dal sindaco per la storia dei parcheggi pubblici (che rimane ancora da essere chiarita e risolta), il sottoscritto decise di aprire, assieme al capitolo principale,  altri capitoli poco chiari, tra cui questo, quello del pontile fantasma, un pontile che c’è ma non è nel P.U.D.. Da quel momento quel pontile ebbe vita grama, riapparve senza autorizzazioni nel giugno del 2015 e poco dopo i miei accessi e segnalazioni sparì nuovamente. Non riapparve nel 2016, mentre è riapparso nei primi giorni di luglio di quest’anno.

Ebbene, pochi mesi prima, era stata pubblicata all’albo pretorio istanza di autorizzazione demaniale ad occupare uno specchio acqueo con una “piattaforma” galleggiante di m 12 x 2,50, proprio in relazione a “Le Terrazze”. In quell’occasione scoprii una bella novità che però non sembrava nuova, perché gli articoli di legge a cui si riferiva erano ben più vecchi:

risulterebbe prevista una nuova forma semplificata di autorizzazione paesaggistica per la quale una piattaforma galleggiante, se posizionata per meno di 120 gg. NON necessita di autorizzazione paesaggistica, ma rientra nella definizione di edilizia “libera” (!!!). Qualora la “piattaforma” sia messa in opera per un periodo inferiore a 120 gg., può configurarsi sotto il profilo di intervento di edilizia “libera”, ex art. 21, c. 1, L.R. Regione Liguria n.16/08 e ss. mm. ed ii., e sotto il profilo paesaggistico intervento esonerato dall’autorizzazione paesaggistica ai sensi del D.Lgs. n. 42 del 22/01/2004, art.149 (v. all. I al D.P.R. n.139/2010, punto 38).

Ma mi chiedo, per qualsiasi misura? Pure per una piattaforma di 50 o 100 metri? A parte ciò dove sta il trucco se c’è? E il trucco c’è, sta nella parola “piattaforma”. Ovvero nel fare un pontile che sembri una piattaforma, in quanto, grande genialata di qualche avvocato delle alte sfere, la piattaforma non è ancorata permanentemente alla terraferma e perciò, per la Soprintendenza, non ha impatti paesaggistici perché l’impatto parte dalla battigia verso terra (!!!). Bene, quindi, se vi costruite una casa galleggiante con luci da luna park in zona UNESCO va benissimo. A questo punto consiglierei a Toti & C. di fare tanti red carpet galleggianti, proprio come Christo (l’artista impacchettatore), quando ha messo le passerelle galleggianti sul lago di Iseo. Oddio adesso lo fa davvero!

Ma veniamo a noi al pontile… ops… alla piattaforma sistemata nei primi giorni di luglio davanti a “Le Terrazze”, lo vedete in foto. Che ne dite? Si capisce è una piattaforma. Se guardate il dettaglio si capisce che alcuni di quei cavi in basso sono per bellezza, non per fissare la piattaforma a terra. No, vero? Eppoi la passerella. Che dite si alza? Io dico di no, perché non vedo tiranti e mi sa tanto che rimane abbassata fino a che non levano tutto, pure la “piattaforma”.

Beh, vediamo se la “piattaforma” avrà vita tranquilla dopo le mie segnalazioni alle autorità che se la pigliano con calma (è agosto), ma magari si è ancora in tempo per un miracolo.

 

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Olivo di Portovenere (SP): i ripascimenti peggiori che abbia mai visto

Le spiagge di Portovenere hanno subìto, come ogni anno, i ripascimenti stagionali, ma quest’anno le opere paiono fortemente inadeguate in quantità e qualità. Nell’articolo un resoconto sulle spiagge dell’Olivo.
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Erba in spiaggia dopo i ripascimenti

Avrei voluto scrivere inserendo i documenti relativi ai piani di ripascimento di quest’anno, ma francamente la ritengo questione inutile e dispersiva, chiacchiere al vento. Le immagini riprese ieri e riprese una settimana fa durante le operazioni, documentano perfettamente ciò che è stato fatto e non fatto.

L’unica premessa documentale utile da sapere è che, anche quest’anno niente gara, l’appalto, come sempre (ad eccezione del 2015), è ad affidamento diretto data la solita entità sotto la soglia dei 40mila euro (tasse escluse) da moltissimi anni. Già questo fa pensare che la quantità del materiale non può essere certo la stessa, se non diminuire nel corso del tempo. Inoltre, quest’anno, diversamente dai precedenti anni in cui si è operato in-house (a parte una o due eccezioni), si è anche incaricato un “costituendo RTP Ing. Michele Saporito e Arch. Luciano Sella” di redigere il piano di ripascimento 2017 per un totale di euro 6.028,89 lordi, ovvero euro € 4.751,65 netti. Tale progetto è stato approvato con delibera di Giunta Comunale n.96 del 31.05.17 e comporta una spesa di esecuzione complessiva di euro 60.000,00. L’esecuzione è stata affidata alla ditta S.A.N.A. S.r.l. con sede in Sarzana (SP), sulla base dell’art.36 c.2 lettera a) del D.Lgs. 50/16, senza previa consultazione di due o più operatori economici, per l’importo di euro 39.512,60 compresi oneri della sicurezza e costi della manodopera ed oltre il 22% di IVA, per un impegno totale di spesa di euro € 48.205,77. Dei 60mila euro totali di spesa, infine, euro 56.594,60 arrivano dal contributo regionale di quest’anno, per cui al Comune rimane da versare la restante parte di euro 3.405,40, sulla base della determina n.227 del 01.06.17.

Detto ciò, andiamo a vedere come si è svolta l’operazione di ripascimento presso le spiagge dell’Olivo 1 (secondo la denominazione del piano), ovvero tra il pontile Ferrari all’altezza di via I Traversa Olivo e la spiaggia al confine ovest dello stabilimento Sporting Beach, ma osservando anche la abbandonata e, ormai, fu spiaggetta posta tra il lato est dello stesso stabilimento e via II Traversa Olivo.

La spiaggetta abbandonata. Erano previste opere di consolidamento negli oneri di urbanizzazione dello stabilimento “Le Terrazze” del 2004.

Nota curiosa, per quest’ultima spiaggetta, all’interno degli oneri di urbanizzazione dello stabilimento Le Terrazze, era prevista (e conteggiata) un’opera di consolidamento abbinata al mai edificato prolungamento della passeggiata che va dall’Hotel Royal a via II Traversa Olivo. Passeggiata che dal 2004 non ha mai trovato soluzione. Altra nota curiosa, questa spiaggetta non fu mai inserita nei piani di ripascimento fotocopia degli anni passati (come nel presente), ad eccezione degli anni 2014 e 2015, ma francamente non mi risulta che sia stato mai posizionato un solo nuovo sassolino su questo disgraziato arenile. Se qualcuno avesse una prova contraria è pregato di farmela pervenire. Ad ogni modo, basta vedere il materiale presente ad oggi su questo tratto di spiaggia, probabilmente in buona parte stondato di fiume, per capire la tipologia e la qualità dei litoidi presenti nel passato (tanto da usarli come campione di riferimento) e quelli usati quest’anno o l’anno scorso per i ripascimenti (spezzato di cava).

materiale originario (probabilmente, in buona parte, stondato di fiume)
le due formulazioni depositate oggi
le due formulazioni del ripascimento 2017 (spezzato di cava)

Visto il materiale utilizzato, possiamo facilmente dedurne che pure la piccola spiaggia al confine ovest con lo stabilimento Sporting Beach non ha ricevuto nuovo materiale, semplicemente osservando questa immagine fotografica.

Spiaggetta subito ad ovest dello stabilimento Sporting Beach al 22.06.17

Adesso uno sguardo panoramico allo stato attuale (ieri 22.06.17). Nonostante siano passati circa 7 giorni, è ancora visibile la differenza fra i nuovi materiali depositati e i precedenti. Nelle foto successive si nota la differenza nella parte centrale longitudinale dell’arenile, che è il confine fra il materiale nuovo lato mare e la parte non lavorata dell’arenile, lato monte.

La spiaggia divisa in due, mare e monte

Già, infatti la spiaggia non è stata trattata in tutta la profondità ma solo nella metà lato mare, tanto è vero che queste foto di dettaglio riprendono non solo il materiale dello scorso anno, ma anche lo spessore dell’arenile (lato monte). In molti punti affiora la terra sottostante ed è visibile l’originario spessore della spiaggia lungo le parti in cemento alla base del muretto della passeggiata, oltre all’erba e alla disomogeneità della lavorazione.

Spiagge lato monte

Queste le foto dell’effetto, nelle parti a ridosso della battigia che hanno subito il ripascimento. Si aspettano le piogge nella speranza che la polvere venga dilavata.

Il ripascimento lato mare

In conclusione, a mia memoria, mi pare il ripascimento peggiore e più inadeguato che abbia visto dalla fine degli anni ’60 ad oggi, una vera bruttura per queste spiagge che meriterebbero molto di più, sia come quantità che qualità.

Portovenere (SP): interrogazione regionale sul libero accesso al mare

Sopralluogo di Francesco Battistini, consigliere regionale di opposizione, ed interrogazione al Consiglio Regionale, concernente il rispetto della libera fascia di accesso al mare a Portovenere, da parte del gruppo regionale Rete a Sinistra & liberaMENTE Liguria.

2017_05_23 01 IRI Demanio Portovenere

Importante novità nell’ambito del demanio marittimo a Portovenere. Nelle passate settimane, il consigliere di opposizione del gruppo regionale Rete a Sinistra & liberaMENTE Liguria, Francesco Battistini, si è recato a Portovenere per effettuare un sopralluogo e verificare alcune delle situazioni in essere che impattano sulla fascia pubblica di libero accesso al mare. Particolare attenzione è stata posta alle situazioni più volte descritte su questo blog, relativamente agli stabilimenti balneari in zona Olivo, ovvero “Sporting Beach” e “Le Terrazze“.

Lo scorso 23 maggio, Giovanni Battista Pastorino e Francesco Battistini di Rete a Sinistra & liberaMENTE Liguria, hanno presentato una interrogazione in Consiglio Regionale. Nel testo si chiede di conoscere eventuali violazioni nell’ambito del demanio marittimo per la presenza di strutture di ogni genere o, comunque, se sia tutelato il libero e gratuito accesso e transito lungo la battigia.

Al momento l’interrogazione non è stata ancora calendarizzata in una delle prossime sedute del Consiglio Regionale, vi aggiornerò. Mi auguro che questo possa essere un momento significativo, chiarificatorio, viste le situazioni quantomeno ambigue che si protraggono da tempo lungo la costa portovenerese. Spero anche che sia l’inizio di una profonda e concreta revisione degli spazi occupati illegittimamente e che la verifica possa allargarsi all’ambito dell’intero litorale comunale. Ringrazio Francesco Battistini e l’intero gruppo regionale di Rete a Sinistra e liberaMENTE Liguria, che hanno posto attenzione al tema e alle mie denunce spesso cadute nel vuoto.

Isola Palmaria – Le Terrazze dell’Olivo: (s)vendita Ex Casa Carassale per la passeggiata

Nuovamente all’asta ex Casa Carassale, sull’isola Palmaria, con progressivi ribassi del 20%. I proventi destinati ad opere di urbanizzazione mai edificate dal 2004, relative alla struttura turistica “Le Terrazze” dell’Olivo.
Le Terrazze
Complesso privato turistico “Le Terrazze” in zona Olivo a Portovenere (SP)

Si è scritto anche recentemente sulla vendita della ex Casa Carassale, un rudere inagibile su due livelli di 7,5 vani con area esterna esclusiva, di superficie lorda 150 mq. circa.

Nel marzo scorso, una prima asta con base di 600 mila euro andò deserta. Il 31 maggio si ritenta con un decremento del valore d’asta a 480 mila euro. Nel caso non andasse in porto nemmeno questa volta, le prossime aste vedranno ribassi progressivi del 20% sulla base di vendita.

Sarà vendita o svendita a questo punto? E’ un rudere, certamente, ma la potenzialità rimane tutta, in quanto su un’isola invidiabile come posizione, sul cui destino si sta decidendo a seguito delle cessioni del demanio e Marina Militare. D’ora in poi una delle alternative avrà la meglio: speculazione o valorizzazione ambientale.

In basso a sx in giallo la ex Casa Carassale, isola Palmaria, Portovenere (SP)
In basso a sx in giallo la ex Casa Carassale, isola Palmaria, Portovenere (SP)

La questione curiosa, però, di cui non si è ancora scritto, è che la ex Casa Carassale è in vendita non per attività riguardanti l’isola, ma per una questione annosa che riguarda i mai visti oneri di urbanizzazione relativi alla struttura turistica privata de “Le Terrazze”, in zona Olivo a Portovenere. Per la precisione, la destinazione di tali proventi è per il completamento della passeggiata che da via Olivo porta a Via II Traversa Olivo, onere a scomputo previsto dalla convenzione stipulata nel lontano 2004. E’ lo stesso sindaco, Matteo Cozzani, che lo afferma durante il Consiglio Comunale del 14.12.16 (v. pag. 5 del verbale di seduta).

A pag. 13 della convenzione del 2004 si stabiliva, poi, che tale opera di urbanizzazione (lettera f) fosse realizzata “contemporaneamente al rilascio della prima concessione edilizia relativa alla costruzione degli immobili previsti nel P.U.O.” de Le Terrazze.

Il primo permesso di costruire fu rilasciato tra il 2006 ed il 2008 ma della passeggiata non si vede l’ombra ancora ora, assieme ai famosi parcheggi pubblici ancora invisibili e su cui mi presi una querela da parte del sindaco. Querela da cui sono uscito assolto già in primo grado.

A tale proposito, sono stati diversi gli amministratori che dal 2004 si sono succeduti, senza che nulla avvenisse. Persino un commissario prefettizio. Merita, perciò, evidenziare ulteriori due punti:

  1. per il prolungamento della passeggiata fu stipulata, all’epoca, una fidejussione di euro 180.059,80 (attualmente rivalutati a € 209.000,00), cifra ad oggi del tutto insufficiente per l’opera. Tanto è vero che, negli ultimi anni, i D.U.P. (Documento Unico di Programmazione) succedutisi durante l’attuale amministrazione, riportano l’onere complessivo attuale per un importo superiore a 800 mila euro, per la precisione di € 866.804,40 (totale di € 209.000,00 + 657.804,40 ). Se ci riferiamo all’aggiornamento verificato dal revisore dei conti in data 27.12.16. L’opera è a scomputo, per cui, ciò che ne viene non è grasso che cola per i cittadini ma esattamente il contrario;
    Nota_aggiorn._DUP_stima costi 2017-19
    Nota di aggiornamento al D.U.P. 2017-19
  2. c’è da chiedersi perché all’epoca furono rilasciati i permessi di agibilità e abitabilità ai fabbricati de “Le Terrazze”, dato che la stessa convenzione del 2004 prevedeva a pag. 18: “… 4) Il permesso di abitabilità e/o di agibilità dei fabbricati non potrà rilasciarsi finché non saranno state collaudate dal Comune (…) le opere di urbanizzazione di piano e finché non saranno state cedute e consegnate le opere stesse, per quanto previsto dalla presente Convenzione. …“.
pag.18 All.S CONVENZIONE 2004_02_05 Rep.3650
pag.18 Convenzione Pubblica del 05.02.2004, Rep.3650

A quando un definitivo chiarimento su tutti gli oneri di urbanizzazione derivanti dal P.U.O. Le Terrazze?

Diffamazione, informazione e critica: io assolto, ma altri?

Portovenere (SP), Daniele Brunetti assolto in primo grado dal reato di diffamazione su querela del sindaco, Matteo Cozzani.

Photo credit: <a href="https://www.flickr.com/photos/leviphotos/2332987961/">noyava</a> via <a href="http://foter.com/">Foter.com</a> / <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/">CC BY-NC-SA</a>Assolto in primo grado perché il fatto non costituisce reato. Il presunto reato era diffamazione aggravata tramite internet, su querela presentata dall’attuale sindaco di Portovenere (SP), Matteo Cozzani.

Per questo risultato devo, innanzitutto, ringraziare i miei avvocati dell’associazione Ossigeno per l’Informazione, Valerio Vartolo e Andrea Di Pietro, che si occupano dello sportello legale a tutela di giornalisti, bloggers e cronisti indipendenti. Tramite Ossigeno e MLDI (Media Legal Defence Initiative) è possibile ottenere assistenza legale gratuita nell’ambito dell’attività nel campo dell’informazione. L’associazione è, perciò, un importante presidio a difesa della libera informazione e della democrazia.

Ancora oggi, mi chiedo quale fosse il presunto reato e, soprattutto, quale fosse il reato individuato dal Pubblico Ministero nel testo: “NOTIZIA FRESCA BREVI MANU: poco fa l’ex-comandante Pruzzo mi ha riferito a voce che per quanto riguarda il parcheggio pubblico INVISIBILE a Le Terrazze, la pratica è stata sospesa dal sindaco Matteo Cozzani.“. Subito seguito dalla richiesta: “E’ d’uopo rivolgere la seguente domanda: perché?“. Un sindaco non ha facoltà di operare scelte politiche? Una pratica, che cos’è? E’ un procedimento amministrativo? O un iter non formalizzato? Senza, però, entrare nelle questioni accademiche di cosa si intenda per “pratica“, punto, non seguita da alcun aggettivo e quindi capire il senso del termine “sospesa“, mi pare non secondario rilevare un dettaglio. Il dettaglio era questo, dieci giorni dopo aver rilevato e riportato quell’informazione datami da un pubblico ufficiale e non in via riservata, ho avuto un lungo colloquio telefonico con un altro agente della Polizia Municipale. Durata 8 minuti e 24 secondi, eh si, registrato. Col senno di poi, mi dico che avrei dovuto registrare già la prima conversazione, ad ogni modo, registrai altra conversazione con altro agente, dieci giorni più tardi, il 30 settembre 2014. Questo ben prima di venire querelato in data 20 ottobre, ben prima della notizia della querela e della delibera che ne formalizzò la proposizione, in data 17.10.14. La telefonata, che verteva in tutt’altra questione per circa 8 minuti, fu tra l’altro sostanzialmente verbalizzata da me in una PEC inviata al Comune il 09.10.14. Che culo! Mi dico, che faccio bene a verbalizzare e formalizzare ciò che non mi viene ufficialmente messo per iscritto e che giudico di una certa rilevanza.

Il tema della telefonata, però, era altro, solo gli ultimi 22 secondi riportano alla questione che ha fatto scatenare la reazione del sindaco, cioè la annosa questione degli oneri di urbanizzazione legata al P.U.O. “Le Terrazze”, complesso turistico ricettivo di Portovenere che include: una residenza turistico alberghiera, uno stabilimento balneare, bar, ristorante, parcheggi pubblici e privati e opere ancora incompiute. In buona parte oneri di urbanizzazione ancora mancanti, come il prolungamento di una passeggiata lungo mare (a scomputo), un campo di calcetto, ma anche un’opera di consolidamento della costa, per la spiaggia sottostante (più o meno esistente) ed inclusa nel prolungamento della passeggiata. Oltre a ciò, è ancora da terminare una consistente parte di parcheggi privati interrati, dato che quelli previsti in superficie nell’area sterrata al termine della struttura (ma già operativi da anni), sarebbero in buona parte pubblici. Solo quelli pubblici nell’area incompiuta sarebbero 28, cosa che, all’epoca della querela, non conoscevo. Allora sapevo solamente dei parcheggi pubblici (17) edificati da anni, posti davanti al residence, ad oggi ancora privi di segnaletica stradale regolamentare, orizzontale e verticale. Invisibili per questo, perché non distinguibili da parcheggi privati posti, oltretutto, dopo uno stretto varco, a senso unico alternato, che difficilmente una persona può intendere come varco di accesso pubblico libero, con o senza striscioni pubblicitari o addetti privati a controllare. Ma lo vedremo in altro articolo, assieme alle carte.

Torno alla telefonata, avuta il 30.09.14, con un agente della Polizia Locale. Ebbene, volgeva il termine della chiamata, riporto la mia trascrizione (BD sono io, PL è l’agente di Polizia Locale):

BD – Vabbè. La sanatoria riguarda la materia edilizia non la materia commerciale. Stiamo facendo un po’ di confusione. Vabbè, comunque finiamola qua, perché vedo che non ci capiamo. Ehhh, niente. (min 08:02) Invece, per quanto riguarda la questione che avevo già fatto protocollare, mandato per PEC, “Le Terrazze”, li la questione…
PL – “Le Terrazze” io questo non l’ho seguito
BD – Non la sta seguendo lei
PL- Non la sto seguendo io “Le Terrazze”, comunque le sto dicendo che sta… ehhh le posso dire che è stato bloccato su dall’amministrazione. Quindi se la veda con l’amministrazione
BD – Si… si allora mi conferma quello che mi era stato detto… in sostanza
PL – Va bene?
BD – Va bene. La ringrazio, buon…

bloccato su dall’amministrazione. Quindi se la veda con l’amministrazione“, questo è il senso della questione. Non c’è riservatezza, non c’è segretezza, non c’è alcun tono che faccia intendere qualcosa di sospetto, ad esempio un ipotizzato abuso d’ufficio, per come l’ha inteso il sindaco. Nulla di tutto ciò, è stato del tutto normale e naturale, tanto è vero che, sia dall’ex-comandante Pruzzo, che dall’agente nella telefonata, sono stato indirizzato a sindaco o amministrazione, non all’ufficio tecnico. Perché non avrei dovuto ritenere come fonte valida un pubblico ufficiale? Poi diventati due pubblici ufficiali? Cosa vogliamo fare, querelare anche gli agenti della municipale? Insomma tutto rientrava, pure per me, nel normale quadro delle facoltà decisionali del sindaco, punto. Nulla di più, nulla di meno. Certamente la questione Le Terrazze rimane da anni incompiuta, nella parte più importante riguardante gli interessi pubblici, cosa che prima di me rilevò già l’associazione locale “Posidonia” in un articolo sul loro blog del 14.02.13, dal titolo “Strade negate 2“, ancora online. Non mi sembra, poi, che loro siano stati delicati con l’amministrazione di allora (Nardini-Pistone): “… Neppure i parcheggi in realtà sono pubblici perché, oltre all’impossibilità di accedervi fuori stagione per la presenza del cancello, se fossero tali dovrebbe avere valore anche per quell’area il pass residenti oppure il biglietto rilasciato dal parcometro che gestisce i parcheggi nell’area della II traversa Olivo e non dovrebbe essere necessario pagare altro biglietto. Domanda non secondaria: il ricavato da questi parcheggi ad uso pubblico va nelle casse del Comune?“. Anche del cancello, poi abbattuto a seguito di ordinanza del 24.07.13, ne scriverò nuovamente.

Dunque, anche la telefonata registrata fu depositata presso il P.M. in Procura, prima del mio rinvio a giudizio, cosa che però avvenne pochi giorni dopo. Non mi spiegai il perché, ed in seguito non mi spiegai perché la Procura non sentì l’agente della telefonata, persino senza chiamarlo a testimoniare nel processo. In udienza ebbi la risposta, quando il mio avvocato, Valerio Vartolo, chiese di depositare la registrazione telefonica, a seguito dell’esame in udienza dell’agente, chiamato dalla mia difesa. Ebbene, le ragioni della illegittimità della prova, per la Procura (seguita a ruota dalla difesa del sindaco), erano sostanzialmente tre:

  1. l’interlocutore non era a conoscenza della registrazione in corso;
  2. vi è strumentalità della prova precostituita;
  3. la modalità della trascrizione non è certificata.

Vi immaginate quanti processi debbano andare all’aria perché basati anche su prove registrate da persone implicate? La giurisprudenza, poi, appare chiara nel merito. Non vi è mai capitato di leggere di giornalisti che registrano le conversazioni, visto che le ritrattazioni sono all’ordine del giorno? Un esempio recentissimo, Berdini, l’assessore all’urbanistica della giunta Raggi a Roma, smentito dalle registrazioni. Anche se lì potrebbe esserci una questione di deontologia professionale giornalistica, visto che Berdini aveva chiesto la riservatezza. Un giornalista sarebbe tenuto a rispettare il segreto delle fonti. Ma questo è altro tema e non fa parte di questo mio caso specifico. Nessuno mi ha chiesto riservatezza, a prescindere dal non sapere di essere registrato. Cosa che potrebbe aver avuto senso se ritenuta, ad esempio, confidenza in merito ad un atto avvenuto in violazione della legge. Di esempi, ad ogni modo, ne possiamo fare tantissimi.

“Strumentalità della prova precostituita”, francamente faccio fatica a capirne il senso, dato che non se ne contesta la veridicità e nemmeno la data in cui è avvenuta (viste le prove di contesto depositate), ovvero ben prima di conoscere l’intenzione del sindaco di sporgere querela, avvenuta 17 giorni dopo.

La trascrizione non è certificata, ok. La trascrizione è stata depositata con il cd della registrazione, non mi pare insormontabile il problema, tanto da invalidare la prova.

Ovviamente, la prova fu acquisita dal giudice ed è questo che mi rende incomprensibile il mio rinvio a giudizio. Ma certo, le questioni non erano tutte qui. Il processo non è stato banale, nonostante le premesse al capo d’accusa, anzi proprio per quello direi. La presunta diffamazione non era certo intellegibile di primo acchito, perciò, chi poteva intenderla come tale tra il pubblico? Credo, però, risulti per voi noioso, e poco interessante riproporne pedissequamente la storia, dato che non è certo un caso di importanza nazionale. L’importanza, però, sta nel senso generale delle cose, che indubbiamente si riflette sui tanti casi simili nella nostra penisola e nel mondo. Dov’è il limite tra informazione e diffamazione? Dov’è il limite tra informazione e autocensura? Dov’è il limite tra critica politica e calunnia? In mancanza del buon senso, possiamo riferirci all’orientamento giuridico che ne dà la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), ripresa dalla mia difesa nel processo. Corte per la quale, a voler sintetizzare il più possibile, un pubblico amministratore, per il ruolo che svolge, è tenuto a subire critiche, anche un po’ ingiuste, dato che il suo ruolo è quello di dimostrare con i propri atti politici e amministrativi il proprio valore e le proprie capacità di operare per il buon governo della cosa pubblica. Ciò, senza dover comprimere le libere opinioni e l’informazione, se orientate a valutare il suo operato e non la sua persona. L’opinione pubblica, come l’informazione e la critica, rimangono, perciò, parti essenziali nella vita sociale di ogni paese democratico. Spero che, anche il mio caso, possa servire da esempio, come del resto è stato a proprio modo utile a farmi capire molte più cose, soprattutto a non rinunciare ad informare, ad esporre critiche, ma nel più razionale dei modi, conoscendo i temi esposti sulla base di una rigorosa ricerca documentale e di fonti attendibili.

Tornando alla frase del capo d’accusa e alla connessa domanda, il sindaco mi rispose? No, mi querelò. In seguito feci alcuni accessi agli atti, dovetti anche arrivare sino al Consiglio di Stato, ad ogni modo, nei prossimi articoli, intendo riprendere il tema nel merito, ovvero nella questione dell’incompiuto P.U.O. de “Le Terrazze”. Farò anche una breve parentesi sugli insulti come metodo intimidatorio, atti a zittire le opinioni altrui. L’insulto non va mai tollerato, perché è un’arma impropria al servizio delle prepotenze, è la base dei regimi non democratici.

Articolo correlato: A sindaco (politicamente) debole, querela facile – Ubi minor, maior cessat (libera interpretazione)

Per approfondire: Dossier “Le Terrazze”

Grazie Ossigeno per l’informazione, questo l’articolo sul loro sito: Il blogger Daniele Brunetti. Grazie Ossigeno. Questo il mio calvario

Le motivazioni giuridiche dei legali di Ossigeno: Sindaco querela. Giudice assolve applicando le regole europee

Photo credit: noyava via Foter.com / CC BY-NC-SA