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Le Grazie (SP)

Le Grazie (SP): Spiaggia nuova, buona nuova?

Le Grazie (SP)
Le Grazie (SP)

Certamente è una conquista far nascere (o rinascere) una spiaggia, certamente è apprezzabile la campagna stampa che Comune di Portovenere, Regione Liguria ed Autorità Portuale stanno portando avanti in queste settimane, sfociata con l’inaugurazione odierna, in pompa magna, della spiaggia balneabile (b-a-l-n-e-a-b-i-l-e mica poco!) all’interno della baia delle Grazie (SP), però ho un però, anche se a molti potrà infastidire.

Spero di venire smentito dal futuro, ma il passato mi rende scettico se non prevenuto, dato che molte tutele nei confronti delle spiagge sono mancate, soprattutto delle aree demaniali limitrofe a stabilimenti balneari, lo testimoniano anche i miei articoli su questo blog che riprendono abusi sfrontati e mai prima rilevati dalle autorità negli anni, o nei decenni, se non per esposti di cittadini, associazioni o del sottoscritto.

Il mio timore è proprio questo, che possa esserci un interesse a breve-medio-lungo termine puramente commerciale, con riflessi futuri negativi, nel far nascere (o rinascere) spiagge all’interno della diga spezzina, con la contestuale dichiarazione di balneabilità di tali acque. Balneabilità che, francamente, mi pone grossi dubbi visto anche il raffronto tra analisi di ARPAL e rilievi della Goletta Verde di Legambiente. Questa e queste future, o presenti spiagge, entro-diga saranno balneabili per ARPAL, ma vorrei vedere analisi anche di altri enti, magari della stessa Goletta Verde, che potrebbe fare, ad esempio, un salto a Le Grazie (SP).

Non vorrei che lo scopo ultimo fosse questo: aumentare la superficie adibita a balneazione all’interno del comune (ad esempio Portovenere) con spiagge libere entro-diga, per poi dire, bene ora c’è spazio utilizzabile per altri stabilimenti (v. norme regionali), ma questi, però, li facciamo fuori diga.

La diga foranea del Golfo della Spezia non è uno scherzo, ma pone un confine artificiale alla natura imponente, la base della piramide di massi è di 50 metri, per un’altezza di 13 metri ed una lunghezza lineare di 2300 metri. Il Golfo della Spezia non è un mare aperto dal 1844, è un unico blocco, un unico ecosistema arginato dall’uomo, in cui si è scaricato, e si scarica, dalle fogne di mezza città, ai lavori portuali, ai vari cantieri lungo le sponde, all’arsenale Militare e altre attività, da decenni. Nel Golfo della Spezia, lo sappiamo benissimo, di sostanze ne troviamo di tutti i tipi, e di più. Eppoi, nella stessa baia delle Grazie convivono: un porticciolo turistico, un cantiere navale, un allevamento ittico, un corso d’acqua (Ria) su cui si stanno approntando ristrutturazioni, e non è certamente tutto qui. Inoltre, nelle ultime settimane, ci sono stati almeno due vistosi fenomeni di rilascio in mare di sostanze oleose o idrocarburi che hanno richiesto un intervento di pulizia.

Ebbene, vedremo miracolosamente nascere spiagge vergini dalle Grazie, alla Passeggiata Morin, alla Pertusola?
Non è che forse, noi liguri, pretendiamo troppo, diavolo e acqua santa nello stesso posto a convivere serenamente? Porticcioli, cantieri, navi da crociera, allevamenti di cozze (muscoli) o ittici, spiagge balneabili (o no) e quant’altro, tutti assieme appassionatamente, vicini vicini?

Riflettiamo bene, le ultime analisi della Goletta Verde vedono molto inquinate alcune spiagge in pieno mare aperto, dalle Cinque Terre a Lerici. Mentre, nel Golfo della Spezia, che di fatto è un quasi-mare, vogliamo credere che si possano facilmente, e in pochi anni, fare spiagge balneabili , senza mettere in campo alcuna opera di bonifica e limitazione agli scarichi da attività umana (endogena ed esogena), ora e, soprattutto, senza averlo fatto nei decenni passati?
Le analisi della Goletta Verde di Legambiente, di giugno 2016, ci dicono che:

  • Monterosso (SP), foce canale piazza Garibaldi: fortemente inquinato;
  • Corniglia (SP), foce Rio Corniglia: nei limiti;
  • Manarola (SP), scarico Belvedere: fortemente inquinato;
  • Riomaggiore (SP), spiaggia di Fossola: entro i limiti;
  • Portovenere (SP), Calata Doria: entro i limiti;
  • Lerici (SP), foce canale alla Venere Azzurra: fortemente inquinato;
  • Lerici (SP), foce canale alla rotonda: fortemente inquinato.

Vogliamo veramente credere che all’interno della diga foranea possano esserci, da subito, spiagge balneabili, garantite tali almeno per il periodo estivo? Lo vorrei tanto, e mi auguro di sbagliare nell’ipotizzare che una spiaggia in più, all’interno della diga e certamente non di qualità come altre, possa diventare il cavallo di Troia per uno stabilimento in più in area balneabile ben più di qualità.

Kim Il-sung: un fratello del profondo nord-ovest

160115-Kim-Sung-e-massoneria Non è una semplice e folkloristica storia all’italiana, quella che 35 anni fa portò il dittatore Nord Coreano di allora, Kim Il-sung, a ricevere la cittadinanza onoraria di Sarzana e Pontremoli. Leggete con attenzione il bellissimo articolo di Pino Meneghini, pubblicato ieri sul Secolo XIX, ai più attenti verranno in mente tante altre storie.

Ebbene, storia e storie passate? No, affatto, Kim Il-sung è la cartina al tornasole di ieri, come di oggi, di una società, quella della provincia spezzina e del suo capoluogo (e aree limitrofe), sempre ben intrisa di un’alchimia venefica fatta di massoneria, partiti politici, consorterie, corporazioni, amici e amici degli amici. Un cupolone che decide le sorti di chi può e di chi non può, che sentenzia, che espelle, che accoglie, che decide le fortune e le sfortune di chi nasce, o si ritrova, in questa provincia del profondo nord-ovest mentale.

Ieri, come oggi, non è cambiato nulla, proprio nulla (nemmeno i dettagli) e l’articolo impietosamente riflette, con la scusa del passato, il presente: inamovibile e freddo come una lastra di marmo. Intanto, la maggioranza silenziosa, quella moderata, quella che riflette da sempre sul nulla, che da sempre non fa nulla, che da sempre non capisce nulla o fa finta di non capire, pascola come vacche da latte in attesa della prossima mungitura, per poi dire:”Muuu!”.

Il sistema “Mafia Capoluogo” (il pesce puzza dalla testa)

Photo credit: Ferran. / Foter / CC BY-NC-ND Leggiamo anche in questi giorni dei nuovi sviluppi del sistema “Mafia Capitale”, le collusioni tra malavita locale, mafia e politica che pare non lambire (almeno per ora) gli ambienti giudiziari romani, vista anche la potenza di fuoco che un magistrato onesto, competente e coraggioso, come il dott. Pignatone, ha potuto mettere in campo.

Beati loro mi viene da scrivere, perché nonostante il sistema romano dimostri di essere marcio fino al midollo, dimostra anche di possedere gli anticorpi e che questi stanno facendo il proprio dovere.

Beati loro, perché Roma è una grande città, che pur con gli enormi difetti e carenze, ha un bacino di persone oneste e coraggiose che compiono il loro dovere e anche di più.

Beati loro, perché il nostro capoluogo, La Spezia, dimostra di avere un sistema “Mafia Capoluogo” che tocca tutti gli ambienti, pure quello giudiziario e forense. Il sistema spezzino copre veramente ogni cosa e non dà modo, se non raramente (v. parcopoli), agli anticorpi di agire. Forse ciò è dovuto, principalmente, all’entità della città, che permette il consolidare di una rete di conoscenze estremamente capillare, con il fiorire di conflitti di interessi in ogni campo professionale, soprattutto nell’ambito politico e giudiziario. Capite bene […]