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Riqualificazione della baia dell’Olivo e mistificazione – Portovenere (SP)

  • I costi originari degli oneri di urbanizzazione per il prolungamento della passeggiata, riqualificazione del litorale e altro, erano di 180.059,80 euro, coperti da fidejussione bancaria dei privati, che non aggiungeranno un euro. Infatti, sono i 200mila euro e rotti del privato ad oggi, che includono gli interessi bancari/legali maturati. Ora i costi DECUPLICANO e SONO A CARICO DELLA COMUNITA’
  • La presa in gestione dei parcheggi pubblici (49 posti auto), interni a Le Terrazze, fu bloccata dal sindaco Cozzani già nel 2013
  • La gestione dei 49 posti auto interni pubblici non va lasciata, in conflitto di interesse, ai titolari de Le Terrazze
  • Il progetto NON e’ il frutto del percorso partecipato, perché vi è stato solo un percorso di ascolto, MAI sfociato in partecipato

Parliamoci chiaro, un sindaco avrebbe il dovere di parlare seriamente dei fatti e dei documenti ufficiali, non di distorcere la realtà a beneficio della propria campagna elettorale. Si parla tanto di bufale e fake news, io direi che si tratta di illusionismo ma, invece di usare colombe e conigli bianchi, si usano sule e cagnolini. Di questo mi rattrista che un organo di stampa venga utilizzato a tale scopo.

In questo articolo mostrerò anche carte ufficiali, mai pubblicate sino ad ora dal Comune, mi riferisco alle ultime due amministrazioni, in particolare: Pistone-Nardini (io lo scrivo così sin dal 2011) e Cozzani. Sarà solo un assaggio, per non creare confusione a chi non è avvezzo alla questione, ma saranno sufficienti per dare cognizione esatta, integrando anche ciò che ho già pubblicato sul mio blog.

Riavvio ritardato del progetto e propaganda elettorale

In realtà parliamo di un’operazione a scoppio ritardato e con grandi perdite per la collettività. Per carità, i ritardi e le colpe sono ben distribuite tra le amministrazioni comunali che si sono succedute dal 2004 (incluso il commissario prefettizio), ma il sindaco Cozzani poteva sicuramente intervenire qualche anno fa, almeno a tutela dei parcheggi pubblici e delle relative entrate comunali, lasciate in bando senza una gestione, o meglio, lasciate di fatto al privato per 10 anni, o più. Ora, a pochi mesi dalle elezioni, il tutto ha un sapore amaro di trovata propagandistica, dato che sarà impossibile vedere,  prima delle elezioni, risolta in concreto la situazione parcheggi pubblici presso Le Terrazze e costruito il prolungamento della passeggiata (con sistemazione del litorale), atteso dal 2004, oltre ad altri oneri come il campo di calcetto.

Decuplicate le spese per la collettività

Leggo l’articolo de La Nazione del 14.01.17, dal titolo “Riqualificazione del Seno dell’Olivo. La giunta Cozzani dice sì al progetto, mi chiedo se si tratti di un’operazione di mastoplastica di una qualche signora, magari un po’ âgée. Leggo di amici a quattro zampe e parcheggi pubblici che rimangono di fatto (di nuovo!) in mano al privato. Cerco di focalizzare, poi capisco che è il titolo che mi disorienta, perché sarebbe stato più corretto scrivere: “Il progetto della giunta Cozzani prevede decuplicate le spese a carico dei cittadini“.

Articolo La Nazione commentato

Eh si, decuplicate, perché il progetto di riqualificazione, sostanzialmente, è formato dagli oneri di urbanizzazione a carico dei titolari de “Le Terrazze”, mai edificati dal 2004 ad oggi, con un problema in più: il prolungamento della passeggiata è a scomputo, ovvero a carico dei cittadini. Ma in origine, il carico sui cittadini doveva essere coperto interamente dalla fidejussione stipulata dal soggetto attuatore (Le Terrazze). Quindi, il ritardo, è stato utile al soggetto attuatore per farsi i fatti propri, avviare l’attività senza oneri di urbanizzazione eseguiti, prendere tutti i ricavi delle proprie attività (residence, ristorante, bar, stabilimento balneare) e parcheggi a pagamento, in buona parte a destinazione pubblica.

Quando scrivo che il costo in origine per i cittadini doveva essere inglobato nella fidejussione di allora, non scherzo, basta leggere il computo metrico estimativo del progetto allegato alla convenzione del 2004 (repertorio n.3650), che è stato la base della fidejussione richiesta. Nel computo metrico estimativo si scrive “EURO 180.059,80” (gli 80 centesimi escono dalla fotocopia), e quella cifra è stata esattamente richiesta come fidejussione a pag. 16 della convenzione stipulata nel 2004, per gli oneri di urbanizzazione primaria. Facciamo, perciò, i conti finali. Costo iniziale 180.059,80 euro, costo finale (secondo La Nazione) 1.860.293,00 euro. Che dite, ci siamo a dieci volte? Anzi di più!

Quindi puntualizziamo bene, quello che nell’articolo de “La Nazione” si mette come “Le Terrazze finanzieranno il completamento dei lavori con 223.293 euro“, non è altro che la fidejussione versata nel 2004, rivalutata con gli interessi legali/bancari. Non sono favori, o gentilezze, o trovate stupefacenti del sindaco. Il privato non ci mette un euro in più rispetto a quando ha stipulato la convenzione, ma saranno stati i cittadini a spendere, grazie alle vendite degli immobili comunali e agli introiti che avrebbero potuto essere usati per scopi diversi.  Vogliamo credere alle righe finali e sperare che ulteriori soldi non escano dalle nostre tasche, visto che “la progettazione definitiva ed esecutiva sarà a carico del privato“, come del resto doveva essere sin dall’origine?

C’è poi da chiedersi come si sia conclusa la questione degli oneri di urbanizzazione secondaria, garantita da un’ulteriore fidejussione di euro 107.439,46. Perché di questo io non ho trovato nulla nelle carte che mi sono state date tempo addietro.

Comunque bravo il sindaco Cozzani, che da esperto mago Silvan, spaccia lucciole per lanterne. Il completamento delle opere è a carico del privato dall’origine. Non è un regalo dell’amministrazione comunale attuale, ma i soldi (ora) sono quasi tutti a carico del pubblico.

I fantasmi del passato non risolti nel presente

Per il passato, c’è da chiedersi perché il Comune non abbia preteso, prima del rilascio delle certificazioni di agibilità e delle licenze commerciali, l’esecuzione degli oneri di urbanizzazione, ma abbia chiuso un occhio, e l’altro pure. Cozzani, forte della convenzione del 2004 (a pag.18), avrebbe potuto ritirarle (licenze e/o agibilità), o quantomeno intimarne la sospensione, ed accelerare tutto quanto, sin dal 2013, perché la storia la conosceva bene, dato che stava in opposizione in Consiglio Comunale. Ma così non è stato.

Convenzione del 2004, pag.18
Il sindaco Cozzani fermò la presa in carico dei parcheggi a destinazione pubblica interni a Le Terrazze: 49 posti auto in totale

Ma Cozzani ha un’altra colpa (politica), quella di aver sospeso/bloccato sul nascere la presa in gestione dei parcheggi pubblici interni a Le Terrazze prevista già dal 2013, a termine mandato di Nardini (un frutto avvelenato?), che non sono solo i 17 posti davanti al residence (parcheggio pubblico esterno A e B), oltre a 4 posti nascosti (chi li vede?) nella struttura dello stesso residence (parcheggio pubblico coperto “E”) , ma sono anche i 28 posti nel comparto da ultimare (parcheggio pubblico esterno C e D). Tutti in superficie (livello 0) per un totale di ben 49 posti auto pubblici. Mentre interrati (oltre a 10 posti privati in superficie), mai edificati nel comparto da concludere, dovevano esserci altri parcheggi privati, oltre al campo di calcetto sopraelevato. La cosa la possiamo vedere riassunta nello schema standards livello 0 allegato all’ultima variante approvata del 2008.

Ma ecco perché ho scritto che il sindaco Cozzani ha lasciato cadere la presa in carico della gestione dei parcheggi pubblici all’interno del P.U.O. Le Terrazze, perché ci sono le carte che ce lo dicono. Sono i documenti che il Pubblico Ministero aveva avuto dal Comune tramite i Carabinieri, nel corso delle indagini a mio carico per la querela del sindaco, da cui sono stato assolto lo scorso 20.02.17, sono le due lettere interne al Comune (ma non solo), che riporto qui avanti.

Il percorso NON partecipato e le note interne al Comune del 2013, ai fini di una celere presa in carico della gestione dei parcheggi pubblici interni a Le Terrazze

Il percorso di ascolto nel 2012, non confluì mai in un percorso partecipato, leggete Grondacci. Cosa che, quindi, non ha compiuto nemmeno il sindaco Cozzani, diversamente da quanto riportato da La Nazione. Nardini nei primi mesi del 2013 diede mandato agli uffici di attivarsi per l'”adempimento relativo alle opere di immediata attuazione preliminari alla presa in carico e attivazione della funzionalità del parcheggio pubblico (c/o ingresso struttura ‘Le Terrazze’)“. Nelle note interne del 02.04.13 e del 12.04.13, risulta che l’ufficio tecnico, a nomi Ottolini e Nadotti, sollecitò la Polizia Municipale, nella persona dell’allora comandante Pruzzo, di operare ai fini di una “celere approvazione ed attuazione dell’intervento e la presa in carico delle opere di urbanizzazione di uso pubblico entro la stagione estiva“. Pochi giorni dopo, le stesse, relazionano in merito a quanto deve effettuare il soggetto attuatore (Le Terrazze) per una “celere definizione degli interventi minimi per consentire l’effettiva gestione delle aree pubbliche“. Si tratta di opere necessarie per regolare la circolazione e la sosta dei veicoli, interna ed esterna al P.U.O. Le Terrazze. Ovvero, la sistemazione di segnaletica orizzontale e verticale, di un semaforo per regolare il senso unico alternato all’ingresso del complesso turistico ed ulteriori elementi per individuare e proteggere i percorsi pedonali. Tutte opere che non furono mai fatte. Solo l’anno successivo (2014), ma per la sola area esterna al P.U.O. , si installò tutt’altra cosa, un sistema a display che indicava i posti auto disponibili, conteggiando solamente, però, quelli esterni al P.U.O. Le Terrazze e NON quelli interni. Cosa rimasta invariata ad oggi.

Fu un frutto avvelenato di Nardini? Non lo sappiamo. Io credo che Nardini fosse certo di venire rieletto, ma così non fu e Cozzani non proseguì in quel senso. Che la decisione fosse nelle facoltà politiche del sindaco non ho dubbio, ma mi chiedo perché abbia tralasciato la cosa per tanto tempo pure lui.

La gestione prevista oggi dei posti auto (49) pubblici, interni a Le Terrazze

La gestione, ora citata nell’articolo de La Nazione, dei parcheggi pubblici da parte del privato, soprattutto degli stessi che ne hanno usufruito liberamente, fino ad oggi, appare in violazione della convenzione originaria (che andrebbe cambiata). Sempre che il tutto sia legale, ovvero nell’interesse pubblico. Infatti,  ciò potrebbe essere un ulteriore danno per la comunità, anche per il futuro, a vantaggio del solito privato, dato che il canone fisso annuo di 29mila euro potrebbe tornare a svantaggio della comunità. Perché non farli gestire, casomai, ad una società terza, per eliminare alla radice ogni conflitto di interesse di quel privato, nella gestione di quell’area? Credo sarebbe più a tutela di tutti.

La conclusione del progetto del sindaco Cozzani che NON è partecipato

Si va a concludere il progetto, ma fino al 20 febbraio 2017, il sindaco non è riuscito a portare in Tribunale una sola carta sull’avanzamento. Mi riferisco alla conclusione del processo per la querela a mio carico (assolto), accusato per aver scritto della sospensione/blocco del progetto, come riferito da DUE pubblici ufficiali. E’ solo dopo il 20 febbraio 2017 (conclusione del processo) che hanno cominciato a vedersi attività burocratiche più concrete. Il progetto NON e’ il frutto del percorso partecipato, perché vi è stato solo un percorso di ascolto, MAI sfociato in partecipato. La copertura economica è un bagno di sangue per il Comune (ovvero la comunità), che deve alienare beni immobili e utilizzare cospicue somme in cassa, prima non previste per questo. Il privato non finanzia più nulla dal 2004, in quanto i 223.293 euro non sono altro che la cifra della fidejussione bancaria del 2004 (180.059,80 euro) con gli interessi bancari/legali maturati. I costi totali del progetto, quindi, DECUPLICANO a 1.860.293 euro. La progettazione è sempre stata a carico del soggetto attuatore, ovvero Le Terrazze.

Gli spazi per la balneazione, sule e novità non documentate. Si pubblichino le carte

Se l’intenzione, come aveva già previsto la giunta Pistone-Nardini, è quella di spostare i pontili verso lo Sporting Beach, ovvero frontalmente alla piccola spiaggia libera abbandonata da decenni (perché mai consolidata con ripascimenti), pare difficile aumentare gli spazi della balneazione. SI PUBBLICHINO LE CARTE. Attualmente i pontili non stanno davanti al residence, ma davanti abitazioni private prima de Le Terrazze. Strano, poi, che non si conosca (nemmeno a spanne) la dimensione della nuova spiaggia ipotizzata. Che razza di progetto preliminare è? Con lo spostamento dei pontili appare poi poco credibile tutelare le DUE barche delle sule. Si vedano le carte. Si tenga anche conto che, liberare il tratto di costa ora occupato dai pontili, non significa guadagnare una spiaggia, ma una zona cementificata e pavimentata. Si vuole demolire il tutto (con che spese?) per creare un arenile accettabile?

possibile intenzione nel progetto

C’è ancora da aggiungere, le carte non terminano certo qui.

Isola Palmaria – Le Terrazze dell’Olivo: (s)vendita Ex Casa Carassale per la passeggiata

Nuovamente all’asta ex Casa Carassale, sull’isola Palmaria, con progressivi ribassi del 20%. I proventi destinati ad opere di urbanizzazione mai edificate dal 2004, relative alla struttura turistica “Le Terrazze” dell’Olivo.
Le Terrazze
Complesso privato turistico “Le Terrazze” in zona Olivo a Portovenere (SP)

Si è scritto anche recentemente sulla vendita della ex Casa Carassale, un rudere inagibile su due livelli di 7,5 vani con area esterna esclusiva, di superficie lorda 150 mq. circa.

Nel marzo scorso, una prima asta con base di 600 mila euro andò deserta. Il 31 maggio si ritenta con un decremento del valore d’asta a 480 mila euro. Nel caso non andasse in porto nemmeno questa volta, le prossime aste vedranno ribassi progressivi del 20% sulla base di vendita.

Sarà vendita o svendita a questo punto? E’ un rudere, certamente, ma la potenzialità rimane tutta, in quanto su un’isola invidiabile come posizione, sul cui destino si sta decidendo a seguito delle cessioni del demanio e Marina Militare. D’ora in poi una delle alternative avrà la meglio: speculazione o valorizzazione ambientale.

In basso a sx in giallo la ex Casa Carassale, isola Palmaria, Portovenere (SP)
In basso a sx in giallo la ex Casa Carassale, isola Palmaria, Portovenere (SP)

La questione curiosa, però, di cui non si è ancora scritto, è che la ex Casa Carassale è in vendita non per attività riguardanti l’isola, ma per una questione annosa che riguarda i mai visti oneri di urbanizzazione relativi alla struttura turistica privata de “Le Terrazze”, in zona Olivo a Portovenere. Per la precisione, la destinazione di tali proventi è per il completamento della passeggiata che da via Olivo porta a Via II Traversa Olivo, onere a scomputo previsto dalla convenzione stipulata nel lontano 2004. E’ lo stesso sindaco, Matteo Cozzani, che lo afferma durante il Consiglio Comunale del 14.12.16 (v. pag. 5 del verbale di seduta).

A pag. 13 della convenzione del 2004 si stabiliva, poi, che tale opera di urbanizzazione (lettera f) fosse realizzata “contemporaneamente al rilascio della prima concessione edilizia relativa alla costruzione degli immobili previsti nel P.U.O.” de Le Terrazze.

Il primo permesso di costruire fu rilasciato tra il 2006 ed il 2008 ma della passeggiata non si vede l’ombra ancora ora, assieme ai famosi parcheggi pubblici ancora invisibili e su cui mi presi una querela da parte del sindaco. Querela da cui sono uscito assolto già in primo grado.

A tale proposito, sono stati diversi gli amministratori che dal 2004 si sono succeduti, senza che nulla avvenisse. Persino un commissario prefettizio. Merita, perciò, evidenziare ulteriori due punti:

  1. per il prolungamento della passeggiata fu stipulata, all’epoca, una fidejussione di euro 180.059,80 (attualmente rivalutati a € 209.000,00), cifra ad oggi del tutto insufficiente per l’opera. Tanto è vero che, negli ultimi anni, i D.U.P. (Documento Unico di Programmazione) succedutisi durante l’attuale amministrazione, riportano l’onere complessivo attuale per un importo superiore a 800 mila euro, per la precisione di € 866.804,40 (totale di € 209.000,00 + 657.804,40 ). Se ci riferiamo all’aggiornamento verificato dal revisore dei conti in data 27.12.16. L’opera è a scomputo, per cui, ciò che ne viene non è grasso che cola per i cittadini ma esattamente il contrario;
    Nota_aggiorn._DUP_stima costi 2017-19
    Nota di aggiornamento al D.U.P. 2017-19
  2. c’è da chiedersi perché all’epoca furono rilasciati i permessi di agibilità e abitabilità ai fabbricati de “Le Terrazze”, dato che la stessa convenzione del 2004 prevedeva a pag. 18: “… 4) Il permesso di abitabilità e/o di agibilità dei fabbricati non potrà rilasciarsi finché non saranno state collaudate dal Comune (…) le opere di urbanizzazione di piano e finché non saranno state cedute e consegnate le opere stesse, per quanto previsto dalla presente Convenzione. …“.
pag.18 All.S CONVENZIONE 2004_02_05 Rep.3650
pag.18 Convenzione Pubblica del 05.02.2004, Rep.3650

A quando un definitivo chiarimento su tutti gli oneri di urbanizzazione derivanti dal P.U.O. Le Terrazze?

Diffamazione, informazione e critica: io assolto, ma altri?

Portovenere (SP), Daniele Brunetti assolto in primo grado dal reato di diffamazione su querela del sindaco, Matteo Cozzani.

Photo credit: <a href="https://www.flickr.com/photos/leviphotos/2332987961/">noyava</a> via <a href="http://foter.com/">Foter.com</a> / <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/">CC BY-NC-SA</a>Assolto in primo grado perché il fatto non costituisce reato. Il presunto reato era diffamazione aggravata tramite internet, su querela presentata dall’attuale sindaco di Portovenere (SP), Matteo Cozzani.

Per questo risultato devo, innanzitutto, ringraziare i miei avvocati dell’associazione Ossigeno per l’Informazione, Valerio Vartolo e Andrea Di Pietro, che si occupano dello sportello legale a tutela di giornalisti, bloggers e cronisti indipendenti. Tramite Ossigeno e MLDI (Media Legal Defence Initiative) è possibile ottenere assistenza legale gratuita nell’ambito dell’attività nel campo dell’informazione. L’associazione è, perciò, un importante presidio a difesa della libera informazione e della democrazia.

Ancora oggi, mi chiedo quale fosse il presunto reato e, soprattutto, quale fosse il reato individuato dal Pubblico Ministero nel testo: “NOTIZIA FRESCA BREVI MANU: poco fa l’ex-comandante Pruzzo mi ha riferito a voce che per quanto riguarda il parcheggio pubblico INVISIBILE a Le Terrazze, la pratica è stata sospesa dal sindaco Matteo Cozzani.“. Subito seguito dalla richiesta: “E’ d’uopo rivolgere la seguente domanda: perché?“. Un sindaco non ha facoltà di operare scelte politiche? Una pratica, che cos’è? E’ un procedimento amministrativo? O un iter non formalizzato? Senza, però, entrare nelle questioni accademiche di cosa si intenda per “pratica“, punto, non seguita da alcun aggettivo e quindi capire il senso del termine “sospesa“, mi pare non secondario rilevare un dettaglio. Il dettaglio era questo, dieci giorni dopo aver rilevato e riportato quell’informazione datami da un pubblico ufficiale e non in via riservata, ho avuto un lungo colloquio telefonico con un altro agente della Polizia Municipale. Durata 8 minuti e 24 secondi, eh si, registrato. Col senno di poi, mi dico che avrei dovuto registrare già la prima conversazione, ad ogni modo, registrai altra conversazione con altro agente, dieci giorni più tardi, il 30 settembre 2014. Questo ben prima di venire querelato in data 20 ottobre, ben prima della notizia della querela e della delibera che ne formalizzò la proposizione, in data 17.10.14. La telefonata, che verteva in tutt’altra questione per circa 8 minuti, fu tra l’altro sostanzialmente verbalizzata da me in una PEC inviata al Comune il 09.10.14. Che culo! Mi dico, che faccio bene a verbalizzare e formalizzare ciò che non mi viene ufficialmente messo per iscritto e che giudico di una certa rilevanza.

Il tema della telefonata, però, era altro, solo gli ultimi 22 secondi riportano alla questione che ha fatto scatenare la reazione del sindaco, cioè la annosa questione degli oneri di urbanizzazione legata al P.U.O. “Le Terrazze”, complesso turistico ricettivo di Portovenere che include: una residenza turistico alberghiera, uno stabilimento balneare, bar, ristorante, parcheggi pubblici e privati e opere ancora incompiute. In buona parte oneri di urbanizzazione ancora mancanti, come il prolungamento di una passeggiata lungo mare (a scomputo), un campo di calcetto, ma anche un’opera di consolidamento della costa, per la spiaggia sottostante (più o meno esistente) ed inclusa nel prolungamento della passeggiata. Oltre a ciò, è ancora da terminare una consistente parte di parcheggi privati interrati, dato che quelli previsti in superficie nell’area sterrata al termine della struttura (ma già operativi da anni), sarebbero in buona parte pubblici. Solo quelli pubblici nell’area incompiuta sarebbero 28, cosa che, all’epoca della querela, non conoscevo. Allora sapevo solamente dei parcheggi pubblici (17) edificati da anni, posti davanti al residence, ad oggi ancora privi di segnaletica stradale regolamentare, orizzontale e verticale. Invisibili per questo, perché non distinguibili da parcheggi privati posti, oltretutto, dopo uno stretto varco, a senso unico alternato, che difficilmente una persona può intendere come varco di accesso pubblico libero, con o senza striscioni pubblicitari o addetti privati a controllare. Ma lo vedremo in altro articolo, assieme alle carte.

Torno alla telefonata, avuta il 30.09.14, con un agente della Polizia Locale. Ebbene, volgeva il termine della chiamata, riporto la mia trascrizione (BD sono io, PL è l’agente di Polizia Locale):

BD – Vabbè. La sanatoria riguarda la materia edilizia non la materia commerciale. Stiamo facendo un po’ di confusione. Vabbè, comunque finiamola qua, perché vedo che non ci capiamo. Ehhh, niente. (min 08:02) Invece, per quanto riguarda la questione che avevo già fatto protocollare, mandato per PEC, “Le Terrazze”, li la questione…
PL – “Le Terrazze” io questo non l’ho seguito
BD – Non la sta seguendo lei
PL- Non la sto seguendo io “Le Terrazze”, comunque le sto dicendo che sta… ehhh le posso dire che è stato bloccato su dall’amministrazione. Quindi se la veda con l’amministrazione
BD – Si… si allora mi conferma quello che mi era stato detto… in sostanza
PL – Va bene?
BD – Va bene. La ringrazio, buon…

bloccato su dall’amministrazione. Quindi se la veda con l’amministrazione“, questo è il senso della questione. Non c’è riservatezza, non c’è segretezza, non c’è alcun tono che faccia intendere qualcosa di sospetto, ad esempio un ipotizzato abuso d’ufficio, per come l’ha inteso il sindaco. Nulla di tutto ciò, è stato del tutto normale e naturale, tanto è vero che, sia dall’ex-comandante Pruzzo, che dall’agente nella telefonata, sono stato indirizzato a sindaco o amministrazione, non all’ufficio tecnico. Perché non avrei dovuto ritenere come fonte valida un pubblico ufficiale? Poi diventati due pubblici ufficiali? Cosa vogliamo fare, querelare anche gli agenti della municipale? Insomma tutto rientrava, pure per me, nel normale quadro delle facoltà decisionali del sindaco, punto. Nulla di più, nulla di meno. Certamente la questione Le Terrazze rimane da anni incompiuta, nella parte più importante riguardante gli interessi pubblici, cosa che prima di me rilevò già l’associazione locale “Posidonia” in un articolo sul loro blog del 14.02.13, dal titolo “Strade negate 2“, ancora online. Non mi sembra, poi, che loro siano stati delicati con l’amministrazione di allora (Nardini-Pistone): “… Neppure i parcheggi in realtà sono pubblici perché, oltre all’impossibilità di accedervi fuori stagione per la presenza del cancello, se fossero tali dovrebbe avere valore anche per quell’area il pass residenti oppure il biglietto rilasciato dal parcometro che gestisce i parcheggi nell’area della II traversa Olivo e non dovrebbe essere necessario pagare altro biglietto. Domanda non secondaria: il ricavato da questi parcheggi ad uso pubblico va nelle casse del Comune?“. Anche del cancello, poi abbattuto a seguito di ordinanza del 24.07.13, ne scriverò nuovamente.

Dunque, anche la telefonata registrata fu depositata presso il P.M. in Procura, prima del mio rinvio a giudizio, cosa che però avvenne pochi giorni dopo. Non mi spiegai il perché, ed in seguito non mi spiegai perché la Procura non sentì l’agente della telefonata, persino senza chiamarlo a testimoniare nel processo. In udienza ebbi la risposta, quando il mio avvocato, Valerio Vartolo, chiese di depositare la registrazione telefonica, a seguito dell’esame in udienza dell’agente, chiamato dalla mia difesa. Ebbene, le ragioni della illegittimità della prova, per la Procura (seguita a ruota dalla difesa del sindaco), erano sostanzialmente tre:

  1. l’interlocutore non era a conoscenza della registrazione in corso;
  2. vi è strumentalità della prova precostituita;
  3. la modalità della trascrizione non è certificata.

Vi immaginate quanti processi debbano andare all’aria perché basati anche su prove registrate da persone implicate? La giurisprudenza, poi, appare chiara nel merito. Non vi è mai capitato di leggere di giornalisti che registrano le conversazioni, visto che le ritrattazioni sono all’ordine del giorno? Un esempio recentissimo, Berdini, l’assessore all’urbanistica della giunta Raggi a Roma, smentito dalle registrazioni. Anche se lì potrebbe esserci una questione di deontologia professionale giornalistica, visto che Berdini aveva chiesto la riservatezza. Un giornalista sarebbe tenuto a rispettare il segreto delle fonti. Ma questo è altro tema e non fa parte di questo mio caso specifico. Nessuno mi ha chiesto riservatezza, a prescindere dal non sapere di essere registrato. Cosa che potrebbe aver avuto senso se ritenuta, ad esempio, confidenza in merito ad un atto avvenuto in violazione della legge. Di esempi, ad ogni modo, ne possiamo fare tantissimi.

“Strumentalità della prova precostituita”, francamente faccio fatica a capirne il senso, dato che non se ne contesta la veridicità e nemmeno la data in cui è avvenuta (viste le prove di contesto depositate), ovvero ben prima di conoscere l’intenzione del sindaco di sporgere querela, avvenuta 17 giorni dopo.

La trascrizione non è certificata, ok. La trascrizione è stata depositata con il cd della registrazione, non mi pare insormontabile il problema, tanto da invalidare la prova.

Ovviamente, la prova fu acquisita dal giudice ed è questo che mi rende incomprensibile il mio rinvio a giudizio. Ma certo, le questioni non erano tutte qui. Il processo non è stato banale, nonostante le premesse al capo d’accusa, anzi proprio per quello direi. La presunta diffamazione non era certo intellegibile di primo acchito, perciò, chi poteva intenderla come tale tra il pubblico? Credo, però, risulti per voi noioso, e poco interessante riproporne pedissequamente la storia, dato che non è certo un caso di importanza nazionale. L’importanza, però, sta nel senso generale delle cose, che indubbiamente si riflette sui tanti casi simili nella nostra penisola e nel mondo. Dov’è il limite tra informazione e diffamazione? Dov’è il limite tra informazione e autocensura? Dov’è il limite tra critica politica e calunnia? In mancanza del buon senso, possiamo riferirci all’orientamento giuridico che ne dà la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), ripresa dalla mia difesa nel processo. Corte per la quale, a voler sintetizzare il più possibile, un pubblico amministratore, per il ruolo che svolge, è tenuto a subire critiche, anche un po’ ingiuste, dato che il suo ruolo è quello di dimostrare con i propri atti politici e amministrativi il proprio valore e le proprie capacità di operare per il buon governo della cosa pubblica. Ciò, senza dover comprimere le libere opinioni e l’informazione, se orientate a valutare il suo operato e non la sua persona. L’opinione pubblica, come l’informazione e la critica, rimangono, perciò, parti essenziali nella vita sociale di ogni paese democratico. Spero che, anche il mio caso, possa servire da esempio, come del resto è stato a proprio modo utile a farmi capire molte più cose, soprattutto a non rinunciare ad informare, ad esporre critiche, ma nel più razionale dei modi, conoscendo i temi esposti sulla base di una rigorosa ricerca documentale e di fonti attendibili.

Tornando alla frase del capo d’accusa e alla connessa domanda, il sindaco mi rispose? No, mi querelò. In seguito feci alcuni accessi agli atti, dovetti anche arrivare sino al Consiglio di Stato, ad ogni modo, nei prossimi articoli, intendo riprendere il tema nel merito, ovvero nella questione dell’incompiuto P.U.O. de “Le Terrazze”. Farò anche una breve parentesi sugli insulti come metodo intimidatorio, atti a zittire le opinioni altrui. L’insulto non va mai tollerato, perché è un’arma impropria al servizio delle prepotenze, è la base dei regimi non democratici.

Articolo correlato: A sindaco (politicamente) debole, querela facile – Ubi minor, maior cessat (libera interpretazione)

Per approfondire: Dossier “Le Terrazze”

Grazie Ossigeno per l’informazione, questo l’articolo sul loro sito: Il blogger Daniele Brunetti. Grazie Ossigeno. Questo il mio calvario

Le motivazioni giuridiche dei legali di Ossigeno: Sindaco querela. Giudice assolve applicando le regole europee

Photo credit: noyava via Foter.com / CC BY-NC-SA

Le Terrazze

Trasparenza e informazioni: Comune di Portovenere (SP) bocciato duramente dal Consiglio di Stato

Le TerrazzeFinalmente siamo arrivati all’epilogo di una delle vicende (altre sono in corso) relative alla struttura turistica denominata “Le Terrazze” di Portovenere: il Comune di Portovenere ha illegittimamente eluso l’accesso ad informazioni (o atti) e negato copia di una serie di documenti, peraltro individuati ed elencati da sé medesimo. In precedenti articoli ho raccontato il percorso che mi ha visto ricorrere sia al difensore civico regionale della Liguria (dott. Lalla), che al TAR della medesima regione, senza alcuna fortuna, se di fortuna si può trattare.

I punti dirimenti erano due:

1) in un verbale della Polizia Municipale risulta che il titolare de “Le Terrazze” abbia dichiarato l’esistenza di accordi con il Comune di Portovenere, per i quali sarebbe stato concesso, a tali privati, di controllare l’accesso carrabile all’intera struttura prevista dal P.U.O., nonostante la stessa contenga alcune decine di posti auto pubblici, motivo per il quale nel 2013, nel medesimo punto, era stato demolito per ordinanza sindacale un cancello a scorrimento. Ovvero, un addetto della struttura sarebbe stato legittimato a controllare il traffico veicolare su un accesso pubblico. Una nota firmata congiuntamente dall’attuale sindaco e dal segretario comunale, che accompagnava tale verbale, non ha rilevato alcuna anomalia in tale dichiarazione del titolare de “Le Terrazze”, ragione per la quale il sottoscritto ha chiesto di accedere a tali accordi. Ma, ad oggi, il Comune non ha compiutamente risposto, come ha confermato in sentenza il Consiglio di Stato;

2) chi scrive ha chiesto, poi, al Comune di poter accedere alle concessioni demaniali richieste e rigettate per l’anno balneare in corso (2015), inerenti la struttura “Le Terrazze”, ma il Comune dopo aver presentato un elenco di undici documenti ed averli fatti visionare al sottoscritto, ha ritenuto di non poter concederne copia in quanto atti endoprocedimentali, ovvero inerenti procedimenti in corso non conclusi. Oltre a ciò, il TAR ha ritenuto che la mia richiesta, per le sole concessioni del 2015 e per un unico stabilimento, fosse da definirsi come “controllo generalizzato dell’attività amministrativa” (!!!). Cattivelli eh? Tanto che mi condannarono a rifondere al Comune euro 500. Ma, anche in questo caso, i Giudici di Palazzo Spada radono al suolo le acrobazie giuridiche (o simili) di T.A.R., Comune e Difensore Civico.

Entrerò in dettaglio in una seconda puntata, più tecnica, perché vale la pena di analizzare con attenzione e calma la sentenza del Consiglio di Stato n.3856/16, emessa il 13 settembre a due mesi dall’udienza in Camera di Consiglio, diversamente dal T.A.R. che impiegò solo alcune ore dal termine dell’udienza prima di pubblicarla. Valutate voi, dato che per il Consiglio di Stato, il T.A.R. Liguria avrebbe dato l’avallo a: “difetto motivazionale, irragionevolezza, travisamento dei fatti, erroneità dei presupposti” per entrambi i punti in questione. Delle due l’una, o i giudici di Genova hanno preso lucciole per lanterne, oppure hanno qualche problema con l’applicazione delle norme inerenti l’accesso agli atti amministrativi.

Ah, poi c’è anche il dott. Lalla, il nostro difensore civico regionale, più volte citato nei miei articoli passati, che anche questa volta inanella l’ennesimo successo al contrario, visto il provvedimento da lui firmato, privo di qualsiasi connotazione giuridica. Lo vedremo in una delle prossime puntate. Ne avevo già chiesto le dimissioni, ma purtroppo pare che il nostro magistrato pre-pensionato e poltronato non abbia ancora intenzione di andare a fare il nonno. Cosa che mi fa riflettere sull’utilità di Difensori Civici che non hanno la capacità o il coraggio di difendere il cittadino dagli abusi della cattiva amministrazione. Ebbene, per un provvedimento giuridicamente del tutto inconsistente del Difensore Civico, ho dovuto impegnare soldi e tempo in ricorsi al T.A.R. ed al Consiglio di Stato. Il T.A.R. Liguria, affrontato da cittadino qualunque, senza avvocato, ha voluto bocciare totalmente il mio ricorso, producendo una sentenza che non solo stravolge la realtà dei fatti, ma che si inalbera verso vette ardite, nel tentativo di opporsi alle stesse norme e giurisprudenza acquisita, oltre che al buon senso e logica. Veramente tali giudici non avevano compreso i miei testi, i documenti ed i fatti? Oppure un semplice cittadino vale meno di uno studio legale prestigioso, a prescindere?

Ma ci sono due punti, più degli altri che mi hanno colpito nella sentenza del T.A.R. ora definitivamente bocciata. Si voleva far passare anche il concetto che le concessioni demaniali fossero aprioristicamente e apoditticamente estranee ad ogni impatto ambientale, quando nel caso specifico si trattava anche di concedere lo stazionamento di un pontile galleggiante, con corpi morti immersi inclusi. Ma, ancora di più, si voleva anche far credere nell’esistenza di una procedura amministrativa definita “richiesta di informazioni” diversa ed alternativa ai normati procedimenti di accesso agli atti. Un procedimento fantasma inventato ad hoc dal T.A.R. Liguria, che ora rimarrà negli annali di giurisprudenza come l’Olandese Volante dei testi amministrativi.

Ad ogni modo, è sicuramente da ringraziare chi ha studiato attentamente le carte e le mie ragioni, in primis l’avv. Ernesto Belisario del Foro di Potenza ma con studio in Roma, che non ha certo creduto in me in maniera aprioristica ma, da attento professionista, studioso delle complessità giuridiche che mettono in relazione (e spesso in contrapposizione) il cittadino con la pubblica amministrazione, mi ha offerto la concreta possibilità di ricorrere al Consiglio di Stato, dopo le brutte batoste ricevute. Non ultima, devo dare merito a Rosy Battaglia, giornalista e paladina dei diritti civili, animatrice dell’associazione Cittadini Reattivi, di avermi consigliato ed indirizzato nel migliore dei modi, senza di lei a questo risultato non sarei certo arrivato, vista la difficoltà a trovare legali attenti, e soprattutto competenti, in queste tematiche.

Ho cercato di farmi valere, da semplice cittadino, inizialmente senza assistenza legale, sfruttando sino in fondo quella facoltà che consente la legge in materia di accesso agli atti amministrativi, ovvero di poter ricorrere al TAR senza difensore, ma persino in tale occasione sono stato sconfitto. Non ho, però, agito impulsivamente o troppo da principiante, ma nel mio piccolo ho studiato abbastanza approfonditamente la materia, ed alla fine ho avuto ragione. Però, tutto ciò denota quanto sia bassa (troppo spesso) la considerazione che P.A. e T.A.R. (e pure un buon numero di difensori civici) hanno nei confronti di un cittadino che esprime motivazioni giuridicamente fondate con i dovuti riferimenti alle norme e alla giurisprudenza, ma che di fronte a poteri forti (o comunque più forti), rappresentati da istituzioni, politica e studi legali prestigiosi, è destinato a non essere ascoltato (o letto), oppure palesemente ostracizzato in quanto fastidioso al buon andamento dell’angheria istituzionalizzata. Fino dove arriva la tracotanza, l’arroganza, la prepotenza, la tutela del prestigio delle cariche e dei ruoli, o la superficialità e la sufficienza delle proprie azioni non professionali? In questo caso, tutti questi aspetti, si sono fermati al Consiglio di Stato che, non solo ha studiato con attenzione e approfonditamente le carte, ma ha messo in campo le norme e la giurisprudenza applicandola come dovrebbe fare ogni tribunale che si rispetti, a mio parere, nella maniera più oggettiva possibile ed avulsa, il più possibile, da considerazioni umane improprie. Compensando pure le spese, graziando quindi il Comune da una condanna doppiamente amara, e come purtroppo accade troppo spesso, lasciando il cittadino con vittoria giuridica ma sconfitta economica. Ed è questo un aspetto che non pesa solo nel mio circoscritto caso, ma opera da ammonimento per quei cittadini non benestanti (o con non molto buone disponibilità economiche) che volessero cercare tutela, pur avendo pienamente motivo e ragioni di farlo, nel sistema giuridico del nostro paese che esegue, non proprio alla lettera, il mandato costituzionale definito a partire dall’art.3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge …“. Ma la mia intenzione non era certo pesare l’aspetto economico (per quanto mi fosse oggettivamente possibile), altrimenti sarei rimasto a masticare amaro e a fare giardinaggio. In questo modo, penso e spero, che un piccolo mattone sia stato messo a costruzione di un edificio comune più equo per tutti, in particolare per chi si trova a lottare per i diritti, per la difesa dell’ambiente, della legalità e non in ultimo della giustizia, che non sempre è affine alla legalità.

Mi è difficile nascondere la grande soddisfazione che ho ricevuto, la sentenza n.3856 del Consiglio di Stato, pubblicata il 13.09.16, ristabilisce verità e logica, e non solo giustizia e legalità. Si trattava di accogliere la mia richiesta ad accedere ad una serie di informazioni e documenti, presso il Comune di Portovenere (SP), inerenti i parcheggi pubblici e le concessioni demaniali presso lo stabilimento “Le Terrazze”. Richiesta parzialmente rigettata ed elusa dallo stesso Comune con ferma ostinazione, ma che ha trovato un altrettanto ostinato cittadino senza particolari titoli o benemerenze, quale io sono.

Nelle prossime puntate sarò più tecnico, nel mio piccolo, credo che valga la pena analizzare anche gli aspetti più reconditi, che potrebbero avere anche una certa influenza nel processo a mio carico voluto dal sindaco di Portovenere (prossima udienza il 10 ottobre 2016), inerente sempre la struttura “Le Terrazze”, e coadiuvato dalla Procura della Spezia, tramite il PM dott.ssa Federica Mariucci, che evidentemente ha trovato buoni motivi per rinviarmi a giudizio.

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Grazie a Sondra Coggio per l’attenzione mostrata al caso. Questo il suo articolo sul Secolo XIX del 20.09.16.

Articolo di Sondra Coggio

Rinviato a giudizio per la querela del sindaco di Portovenere (SP)

PartigianoCivico-FB-Testata-New-01--mottoE’ notizia di oggi che sono stato rinviato a giudizio dal PM dott.ssa Mariucci, a seguito della querela presentata dal sindaco di Portovenere (SP), Matteo Cozzani. Ovviamente, per rispetto del processo che verrà avviato il giorno 11 luglio 2016, non potrò pubblicare ulteriori informazioni, ad oggi non ancora pubbliche.

Per chi volesse conoscere quanto pubblicato sino ad oggi, rimando in particolare all’articolo in merito alla querela ed al dossier “Le Terrazze” – Portovenere (SP).

La mia attività, però, continuerà invariata in quanto ritengo la querela pretestuosa, a scopo intimidatorio.

A presto
Daniele Brunetti

Il TAR, il blogger e l’ambiente: precisazioni

Articolo Secolo XIXRingrazio Sondra Coggio del Secolo XIX per l’attenzione mediatica al caso ma, spero mi perdonerà, devo fare alcune rettifiche tecniche e precisazioni. Credo che, comunque, il messaggio essenziale sia arrivato, del resto la maggioranza delle persone si ferma al titolo, sia sul giornale che su un blog. Ci sono, però, anche molte persone (almeno spero) che approfondiscono, per queste scrivo le righe che seguono.

Dunque, non è stato il Comune a fare ricorso per l’ipotizzato abnorme numero di domande, ma il sottoscritto perché riteneva (e ritiene) che i documenti richiesti dovessero essere rilasciati, dato che riguardano interessi pubblici e chi li richiede è residente.

Nella sentenza si fa un po’ di tutta un’erba un fascio, si associa la questione ambientale a tutto ma, invece, per quanto riguarda la residenza del sottoscritto non si tiene conto per nulla. Perché dico questo, perché chi conosce la normativa per accedere agli atti degli enti pubblici sa che contano: le motivazioni, i propri interessi giuridici e la propria posizione giuridica. Grosso modo, questi tre elementi, a seconda dei casi, hanno rilevanza e giocano in maniera diversa. A volte, uno degli elementi prevale ed è sufficiente per concedere l’accesso.

In questo caso ho richiesto documenti relativi a due questioni (in realtà a tre questioni, ma lo vedremo in altro articolo più in dettaglio): parcheggio pubblico e demanio marittimo. Con quali basi? Ebbene, su due basi: per tutela ambientale (motivazione) e in quanto residente (posizione giuridica). L’interesse giuridico diretto (ad esempio stretta correlazione con una mia proprietà), in questi casi non serve, dato che stiamo parlando di interessi diffusi (parcheggio pubblico e demanio marittimo). Norme e giurisprudenza stabiliscono che le persone residenti abbiano diritto ad accedere a tutti gli atti delle loro amministrazioni locali, a maggior ragione se si parla di interessi diffusi. Ci sono dei limiti, ma questi limiti sono ristretti ad una serie di casi, ad esempio per questioni di privacy, come lo stato di salute di una persona, oppure per necessità di sicurezza dello Stato, e via dicendo. Sto semplificando molto, ma il senso è più o meno questo. Uno dei limiti è quando si accede a documentazione di un iter amministrativo in essere, ma questo ha un senso in una serie di casi, come un concorso pubblico, non certo in fase di rilascio di una concessione demaniale marittima, come è accaduto a me, dato che incide su interessi diffusi. In tal caso, norme e giurisprudenza prevedono che si debba poter accedere anche durante l’iter di rilascio, proprio per tutelare l’imparzialità amministrativa ed eventualmente prevenire atti lesivi nei confronti degli stessi interessi pubblici.
Insomma, capite bene, che essere residenti è, in molti casi, sufficiente ad autorizzare l’accesso agli atti del proprio Comune, soprattutto quando ci sono interessi pubblici di mezzo, ma frequentemente i Comuni fanno finta di non capire.

Orbene, vediamo adesso la motivazione ambientale. La tutela ambientale è un gradino in più, perché permette di far agire una normativa “speciale” (D.Lgs. 195/05), una disciplina che prevale e sostituisce la normativa base (legge n.241/90), che lascia, quindi, maggiori facoltà di accesso al richiedente.
Se da un lato al TAR è sfuggito il fatto che fossi un residente, invece ha ben visto la motivazione e si è concentrato su quella anche dove non era mia intenzione usarla, ovvero in relazione al parcheggio pubblico. Materia sulla quale ritenevo, e ritengo, sufficiente la mia “posizione differenziata” di residente. L’accesso ambientale è, invece, quella marcia in più che ho inteso usare in relazione ai documenti inerenti le concessioni demaniali marittime, in particolare di un pontile galleggiante (stagionale, estraneo al PUD) con immersione di corpi morti. Visto anche che trattiamo di un’area a doppio vincolo paesaggistico (bellezza d’insieme e 300 metri dalla battigia, ci sta pure il parcheggio). Qui il TAR ha visto la mia motivazione ambientale, ma è sfuggito il fatto dei corpi morti in mare e che un pontile ha impatto paesaggistico (area UNESCO, tra l’altro) e “forse” impatta anche sul mare, visto che non galleggia in aria… ma pure se galleggiasse in aria avrebbe impatto con l’ambiente aereo. Perciò, il Tribunale Amministrativo Regionale della Liguria ha scritto un postulato di valenza generale che ritengo sconcertante: le concessioni demaniali marittime non hanno correlazioni con la materia ambientale (sic!).

Mentre sulla storia del numero abnorme di domande è stato creato un numero di fantasia, si, di fantasia, perché 34 è diverso da 10. Poi vedremo bene in quale lasso di tempo e come distribuite tra gli uffici. Un colpo sotto la cintura che vedremo nelle prossime puntate. Io ancora attendo le prove sulle 34 istanze. Sapete dove trovarmi, sono qui e continuo a scrivere. Per chi volesse agganciarsi al pregresso basta vedere il dossier Le Terrazze – Portovenere (SP) ed in particolare l’articolo TAR Liguria: le concessioni demaniali marittime NON impattano l’ambiente (!!!).

TAR Liguria: le concessioni demaniali marittime NON impattano l’ambiente (!!!)

Lo stabilimento-residence "Le Terrazze", Portovenere (SP)
Lo stabilimento-residence “Le Terrazze”, Portovenere (SP)

E’ con un provvedimento stupefacente che il TAR Liguria, con sentenza n.935 del 2015, in riferimento alla “documentazione amministrativa relativa alle concessioni demaniali marittime assentite in favore del complesso ‘Le Terrazze’” (struttura turistica sita a Portovenere – SP) apoditticamente dichiara: “Il collegio deve rilevare in proposito la difficoltà di ricomprendere tale materia nell’ambito dell’ambiente, trattandosi invece dell’attività negoziale di una pubblica amministrazione che mette a frutto un bene demaniale per farlo fruire ai consociati, ricavando da ciò un utile.

Ma non è l’unico aspetto stupefacente (mi si permetta di riutilizzare lo stesso aggettivo che trovo quantomai calzante). Nelle pieghe della sentenza ci sono diversi aspetti interessanti e, a mio parere, estremamente criticabili, visto che conosco le carte nel dettaglio in quanto ricorrente. Metto subito le mani avanti, si dirà: ne sei uscito sconfitto e quindi ti scotta. Verissimo, mi scotta moltissimo, ma ciò non toglie che le sentenze si rispettano e si criticano, soprattutto se non sono ancora definitive. Si capirà, inoltre, che chi ne è uscito sconfitto non sono solo io ma, soprattutto, la trasparenza amministrativa e tutti coloro che della difesa dei diritti e dell’ambiente ne fanno una ragione di vita.

La sentenza riguarda, innanzitutto, materia di accesso agli atti amministrativi, in riferimento ad una richiesta di documenti e di risposta, relative allo stabilimento-residence che si chiama “Le Terrazze”, di cui ho già scritto in passato ed in merito al quale ho ricevuto una querela da parte del Sindaco di Portovenere. Per chi volesse rinfrescarsi la memoria o conoscerne le premesse può seguire i link:

Ebbene la querela sta ancora lì, pendente, le indagini si sono chiuse a gennaio 2015 e da allora non ne conosco l’esito, dato che ad oggi non mi risulta di essere stato rinviato a giudizio e nemmeno che il tutto sia stato archiviato. Il senso della querela è scritto nell’articolo al link qui sopra. Il Comune, o meglio, il Sindaco si è sentito danneggiato da una mia frase scritta su Facebook nella quale, riportando quanto riferitomi da un agente di P.M. (ex comandante), scrivevo: “… per quanto riguarda il parcheggio pubblico INVISIBILE a Le Terrazze, la pratica è stata sospesa dal sindaco Matteo Cozzani. E’ d’uopo rivolgere la seguente domanda: perché? …”.

Ma credo che la questione più interessante, e meno folcloristica, sia nel merito della vicenda Le Terrazze, ovvero gran parte degli oneri di urbanizzazione mai eseguiti e una serie di aspetti strani, poco chiari, in merito alla gestione dei posti auto pubblici all’interno della struttura. La vicenda è annosa ed ha coinvolto diverse amministrazioni comunali a partire dal 2004, anno in cui fu firmata la convenzione urbanistica n.3650. Da allora fu fatto ben poco per chiudere la vicenda, nonostante fiammate fatue a seguito delle ultime sedute di Consiglio Comunale della passata amministrazione Pistone-Nardini, come riportato da un mio articolo di allora, quando il sig. sindaco, Matteo Cozzani, era all’opposizione e si esprimeva in modi un po’ diversi. Se ritiene, può integrare la querela.

In questo articolo, però, non voglio scrivere nel merito della vicenda “Le Terrazze”, perché di cose da scriverne ne avrei troppe (molte sconosciute ai più e molto interessanti) e me le voglio conservare per una serie di articoli che scriverò nelle prossime settimane, se riuscirò ad averne il tempo. In realtà ce ne sarebbero così tante da pubblicare un libro. Se mi metto a scrivere il libro, non faccio il resto, ovvero gli accessi agli atti, per andare a trovare i miei amici in Comune. In realtà sono stato ritenuto, di fatto, uno “stalker” da parte dell’avvocato del Comune e anche dal TAR (non dal Comune, che non lo ha scritto nel rigetto parziale all’accesso in oggetto), visto che richiedere i documenti relativi alle concessioni demaniali per il solo anno 2015 (sono concessioni stagionali) e per un solo stabilimento è ritenuto “controllo generalizzato”. Cosa dovevo fare, richiedere un solo documento, a caso? Solo per farmi un’idea “generalizzata”? Ma soprattutto, quanti saranno coloro che da adesso verranno ritenuti “stalker” perché fanno una domanda di accesso, senza i termini precisi di un documento, in quanto non sono informazioni normalmente nella disponibilità di chi accede? In tal senso la giurisprudenza aiuta e mi dà ragione. Ma andiamo oltre.

Il punto più eclatante nella sentenza del TAR, anzi stupefacente, è quello che riportavo ad inizio articolo, il fatto che i Consiglieri ritengano difficile comprendere la relazione fra i documenti relativi a concessioni demaniali e l’ambiente, soprattutto dopo essere stati visionati dal sottoscritto (senza poterne avere copia), ma riportati puntualmente nel ricorso, con data e soprattutto descrizione del contenuto. E tali documenti non riguardano il posizionamento di sdraie ed ombrelloni in spiaggia, ma l’installazione di un pontile galleggiante (stagionale, estraneo al PUD) con relativa immersione di corpi morti, per il quale è stata anche necessaria la richiesta di un’autorizzazione paesaggistica e del Decreto Regionale 1340 del 26.05.15 da parte del dirigente del settore Ecosistema Costiero e Ciclo delle Acque, che evidentemente con l’ambiente non ha nulla a che fare.

Questa evidente difficoltà, nel rilevare le correlazioni fra ambiente e atti richiesti, ha determinato il campo di gioco giuridico che si è spostato dalla normativa relativa all’accesso ambientale (D.Lgs. 195/05) alla normativa base (L.241/90), più restrittiva. Ma nonostante ciò, l’esito non avrebbe dovuto cambiare, ovviamente a mio favore. Peccato che la citata giurisprudenza, richiamata in Camera di Consiglio, non abbia sortito alcun effetto. Perché gli aspetti interessanti sarebbero ulteriori, ma non è il caso di citarli ora per motivi di opportunità in un possibile appello in Consiglio di Stato.

Altro punto che ritengo clamoroso (stupefacente), data la corposa giurisprudenza in merito, è il fatto che il TAR non abbia visto che sono residente, l’ho scritto più volte, ed era ben scritto alla fine dell’istanza di accesso assieme alle motivazioni. Fatto che per legge e giurisprudenza è ciò che viene giuridicamente definita “posizione differenziata” per la quale i “forzieri” degli enti pubblici locali dovrebbero essere facilmente accessibili. Ma anche questo è stato difficile da scorgere.

Morale: date le affermazioni generali e definitive del Tribunale Regionale della Liguria in questa sentenza, si aprono potenziali problemi per tutti coloro che vogliono tutelare beni comuni, siano privati cittadini o associazioni, sia per salvaguardare parcheggi pubblici o aree demaniali marittime.

A tal proposito, pure il Comune stesso potrebbe (paradossalmente) rimetterci, dato che ho avuto molti documenti del demanio marittimo con precedenti accessi sulla base della tutela ambientale, ed a questo punto qualche titolare di stabilimento, giustamente, potrebbe richiedere i danni al Comune. In tal caso metto a disposizione dei titolari la mia testimonianza, anche documentale.

Per ora termino qui, altri aspetti interessanti della sentenza e nel merito della vicenda “Le Terrazze” nelle prossime puntate.

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La sentenza del TAR, citata nell’articolo (n.935/15), è stata completamente ribaltata dal Consiglio di Stato con sentenza n.3856/16, descritta a partire da questo articolo.

A sindaco (politicamente) debole, querela facile – Ubi minor, maior cessat (libera interpretazione)

photo credit: <a href="http://www.flickr.com/photos/78755281@N00/4713319026">ten boxes</a> via <a href="http://photopin.com">photopin</a> <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/">(license)</a>C’è veramente l’imbarazzo della scelta, non saprei da dove cominciare, gli argomenti potrebbero essere molti ma farò il possibile per essere sintetico.

Partiamo da ciò che ha eccitato alcuni giornali molto restii a parlare di argomenti veri e concreti, ma amanti della fuffa pseudo-politica, ovvero della delibera di Giunta del Comune di Portovenere del 17.10.14, con la quale il sindaco Matteo Cozzani dà mandato all’avv. Andrea Della Croce di presentare querela nei confronti del sottoscritto (Daniele Brunetti), gestore delle pagine Facebook denominate “Comitato Spiagge Libere Olivo”.

Ebbene, ieri ho saputo ciò e mi è costato molto, ho dovuto comprare il giornale che l’ha riportata, testata che non leggo praticamente mai, da quando ho capito che riporta, spesso, solo ciò che non può dar fastidio ai potenti (o ritenuti tali), anche se sono notizie documentate e di pubblico interesse. Avesse (il giornale), per una volta negli ultimi anni, riportato una delle informazioni evidenziate sulle pagine del Comitato. Purtroppo, non è l’unica testata che filtra informazioni vere, documentate e utili alla comunità. Ho scritto di scogliere abusive che sottraggono terreno demaniale al pubblico uso, di scempi edilizi e paesaggistici, di scarsa trasparenza amministrativa, o più in generale di malamministrazione e malaburocrazia, ed anche di giochi di “potere” (parola grossa) o di interessi opachi, degni di una soap opera. Il tutto basato su documenti ufficiali, spesso citati, se non riportati integralmente o per stralci.

E’ nella mia indole, non mi piace scrivere di fuffa, di gossip, ma ad ogni passo corrisponde una base concreta e documentata, non fosse altro per tutelarmi anche da azioni incaute, proprio come questa del giovane ed improvvido sindaco del Comune di Portovenere, non nuovo a mettere il piede in fallo.

Ma che sia chiaro, il mio scopo non è demolire ma svegliare, far conoscere ciò che chi lavora con scarsa trasparenza preferisce non far sapere e determinare una reazione civile, una presa di coscienza. Conoscere per scegliere davvero. Questo per puro spirito di servizio, in un certo senso, mi perdonerete spero l’ambizione (anche se in piccolo e parlo per Portovenere in particolare), per cercare di compensare le carenze politiche da un lato (inesistenza di una vera opposizione politica locale) e la frequente assenza di una difesa civica a tutela degli interessi comuni. E se proprio lo devo dire, è questo secondo aspetto che mi motiva principalmente.

Ma veniamo alla querela, nella delibera si scrive che il motivo è dettato dal “(…) contenuto diffamatorio di dette affermazioni nei confronti del Sindaco (…)” per la frase pubblicata per (ben) due volte: “l’ex comandante Pruzzo mi ha riferito che per quanto riguarda il parcheggio pubblico alle Terrazze, la pratica è stata sospesa dal Sindaco Matteo Cozzani“.

E qui si capisce al volo che la frase è una di quelle da far tremare i polsi, soprattutto la parola “sospesa” è chiaramente diffamatoria, fate perciò attenzione a non utilizzare la parola “sospesa” con facilità, magari sostituitela con il termine “fluttua” che parrebbe anche più adatta al gergo burocratese. “C’è una pratica che fluttua in ufficio”: dà anche l’impressione delle grandi capacità di telecinesi, in questo caso l’amministrazione è comunque salvaguardata.

Capite bene che se questo è il tema principale, ed unico, della querela come prospettata dalla delibera, già ne esco bene e con orgoglio per aver avuto dal sindaco implicita ammissione di verità per il restante 99,99% di ciò che ho scritto prima e dopo, almeno fino al 17.10.14, data della delibera.

il post incriminato
il post incriminato

Ma, c’è di più, la frase intera come pubblicata il 20.09.14: “NOTIZIA FRESCA BREVI MANU: poco fa l’ex-comandante Pruzzo mi ha riferito a voce che per quanto riguarda il parcheggio pubblico INVISIBILE a Le Terrazze, la pratica è stata sospesa dal sindaco Matteo Cozzani. E’ d’uopo rivolgere la seguente domanda: perché? I precedenti sono qui …” [vedasi l’articolo: Portovenere: parcheggio pubblico (ora gratuito), c’è ma non si vede].

Cari giornali (non tutti, ma quelli che ho in mente io), prima di scrivere sentite anche l’altra campana, anche se non è un politico od un amministratore: nella frase si rivolge anche una domanda e si chiede il perché. E non sarebbe stata buona pratica democratica del Sindaco o chi per lui di rispondere, non dico direttamente a me (non son degno), ma magari direttamente in Consiglio Comunale o sui giornali con un bel comunicato stampa che passa sempre? No, molto meglio la querela.

Che dire, se non di aver toccato, evidentemente, un nervo scoperto di un’amministrazione debole che non riesce a dare spiegazioni concrete. Difatti, la campana del sindaco appare solo sul giornale (non in delibera) riportando: “Non è stata sospesa alcuna pratica. Si tratta di un parcheggio che verrà consegnato al Comune quando verranno terminate tutte le opere di urbanizzazione, compresa la passeggiata che dal Royal conduce alle Terrazze. La critica può essere costruttiva, ma affermare il falso può danneggiare l’immagine dell’amministrazione comunale“.

Allora permettetemi di entrare più nel dettaglio, parliamo di un parcheggio costruito ed attivo, utilizzato, da diversi anni, che in dipendenza di una convenzione tra privato e amministrazione (n.3650 del 05.02.2004) doveva essere destinato ad uso pubblico, questo dice la convenzione. Voglio, perciò, fare una domanda al sindaco, trattandosi di un parcheggio destinato ad essere esclusivamente pubblico, e a quanto riportato dal giornale: non ancora nella disponibilità (giuridica?) della comunità, in quanto non ancora “consegnato”. Parcheggio che avrebbe dovuto, perciò, essere chiuso ed inibito all’uso di tutti fino a “consegna”. Perché, egregio sindaco, si è ritenuto di dover ancora attendere, per l’uso pubblico di un parcheggio già pronto (e già utilizzato), la definizione dell’infinita vicenda degli ulteriori oneri di urbanizzazione, relativi ad opere mai terminate (o iniziate), sulle quali dovranno essere riversati ulteriori soldi (non previsti) dei contribuenti? Se c’è un ostacolo tecnico-giuridico-burocratico se ne può parlare, invece di sparare querele, direi che non sarebbe male l’idea, o forse pretendo troppo?

Nel frattempo, però, per la querela a me indirizzata, altri soldi dei contribuenti sono stati destinati all’avv. Andrea della Croce, “fatta salva l’eventuale successiva di parte civile costituzione in un successivo giudizio“, per un ammontare di euro 800,00 più 4% di Cassa Forense, più 22% di IVA ed è triste che i primi a perderci siano i cittadini, pure io stesso, ironia della vicenda.

E’ triste, anche, che un sindaco debole ed impacciato nel gestire la cosa pubblica, come scritto in altre occasioni, non trovi altra soluzione per tutelare una onorabilità già intaccata da un patteggiamento per una condanna ad un mese e dieci giorni di carcere con 400 euro di multa per contraffazione, alterazione e uso di segni distintivi di opere dell’ingegno, oltre a introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsificati. Possiamo anche chiedere se i soldi, eventualmente guadagnati da tale commercio illegale, sono stati restituiti?

L’unica nota positiva è che finalmente un pezzo di verità è arrivato alla pubblica opinione e che, anche se distrattamente, qualche giornale, a malavoglia, ne ha dovuto scrivere. Approfondiamo, allora, i temi veri, ad esempio quello del parcheggio pubblico, ma da anni invisibile, a Le Terrazze, in zona Olivo.

Daniele Brunetti
Comitato Spiagge Libere Olivo
Facebook: https://www.facebook.com/comitatospiaggelibere

Photo credit: ten boxes via photopin (license)

Per approfondire vedasi l’articolo: Portovenere: parcheggio pubblico (ora gratuito), c’è ma non si vede

Della serie via PEC. Pubblica denuncia n.1: parcheggio pubblico presso Le Terrazze (Portovenere – SP)

A
Egr. Sig. Sindaco;
Egr. Segretario Comunale.
Spett.le Comune di Portovenere,
da tempo vengono fatte pubblicamente, dal sottoscritto, segnalazioni inerenti l’uso improprio di un parcheggio pubblico, favorito dall’assenza di adeguata segnalazione stradale, sia orizzontale che verticale.
Il parcheggio è limitrofo al residence Le Terrazze in via II traversa Olivo e data la conformazione urbanistica della zona è assolutamente non identificabile chiaramente come parcheggio pubblico, vista anche la totale mancanza di indicazioni stradali in merito. In bassa stagione, e nella prima mattinata anche dell’alta stagione, è facilmente verificabile che buona parte degli avventori della zona occupano, in primis, i parcheggi a pagamento, non essendo a conoscenza della presenza del parcheggio pubblico, attualmente gratuito, presso la struttura de Le Terrazze. Ciò va indubbiamente a favore delle casse pubbliche, anche se in maniera impropria, come del resto va a favore, altrettanto improprio, del titolare delle Terrazze, che per diversi mesi ha persino posizionato uno striscione che reclamizzava, in maniera platealmente ingannevole, tale parcheggio come annesso ai servizi del ristorante della struttura privata. Tale striscione è stato rapidamente rimosso solo grazie alla pubblicizzazione di tale illegittimità tramite articoli scritti dal sottoscritto su Internet.
Ci si chiede come sia possibile, dato il lunghissimo tempo trascorso dall’edificazione di tale struttura (praticamente quasi 10 anni) e l’emissione dell’ordinanza 2522/2013, con la quale si ordinava la demolizione del cancello a scorrimento che dà accesso a tale area di parcheggio pubblico, che permanga questa situazione di assoluta illegittimità, e mi si permetta, di un quadro che atterrebbe ad una vera e propria truffa, dato il frequente permanere di personale de Le Terrazze all’inizio della rampa di accesso, con sedia ed ombrellone, per gestire a proprio piacere il traffico in entrata ed in uscita. Cosa che non posso pensare sia rimasta inosservata all’apparato di vigilanza di codesta P.A..
Il sottoscritto dispone di materiale comprovante l’uso improprio di tale area, che mette a completa disposizione di codesta P.A., e che ha già provveduto a consegnare alla Magistratura, a partire dal periodo Pasquale, durante il quale personale de Le Terrazze chiedeva la ricevuta del ristorante a seguito dell’uso del parcheggio PUBBLICO presso la struttura.
Mi auguro che si ponga fine, immediatamente, a questa situazione del tutto illegittima, a danno di avventori e turisti, dato anche l’ulteriore fronte ingannevole determinato dalla nuova presenza della segnaletica a display che non conteggia tali posti auto.
Cordiali saluti
Daniele Brunetti
Un classico giorno a Le Terrazze (varco di accesso al parcheggio pubblico e ora gratuito)
Un classico giorno a Le Terrazze (varco di accesso al parcheggio pubblico e ora gratuito)

E mentre si multano i bambini… a Le Terrazze (Portovenere – SP)…

E mentre si multano i bambini con 200 euro perché giocano a palla, a Le Terrazze il parcheggio pubblico gratuito fa questa fine… anzi non ha mai visto veramente la luce. Situazione di questa mattina in foto.

6 Luglio 2014: Le Terrazze - Portovenere (SP)
6 Luglio 2014: Le Terrazze – Portovenere (SP)

12.07.14: aggiornamento di oggi. Il simpatico ombrellone Ombry ha lavorato assieme al ragazzo seduto sempre al solito punto. E’ stata rinfrescata la segnaletica orizzontale da parte del Comune nei parcheggi a pagamento limitrofi, con l’aggiunta della segnaletica con display che prima della discesa di Via II Traversa Olivo indica il numero dei parcheggi liberi. Ma questa segnaletica non è ancora intelligente da contare i posti auto pubblici e gratuiti limitrofi a Le Terrazze che rimangono assolutamente invisibili agli avventori. A quando una segnaletica intelligente o meno, ma che porti nella legalità quei circa 20 posti auto che il Comune tarda, da anni, a segnalare? Scriviamo al Comune, questa non è solo un’indecenza, ma anche una truffa nei confronti dei cittadini e dei turisti.