Portovenere (SP): i dati Covid escono dal cassetto (parte II)

/ Settembre 15, 2020/ amministrazione, Covid-19, disinformazione, trasparenza, tutela consumatori

La risposta del Garante Privacy al Comune di Portovenere, in merito alla mia istanza sui dati Covid-19.

Questo articolo è una semplice appendice al precedente, in cui approfondiamo brevemente l’istanza del Comune di Portovenere al Garante Privacy e risposta di quest’ultimo. Il garante non ravvede ostacoli al rilascio dei dati richiesti, in relazione ai contagi Covid-19.

Come abbiamo visto nell’articolo precedente e all’origine, nella reticente prima risposta del sindaco, il Comune di Portovenere ravvisava (o ha ravvisato in seconda battuta) presunte violazioni della privacy dalla semplice diffusione di dati numerici, in relazione all’epidemia originata dal virus SARS-CoV-2. Stessa cosa per la ASL 5 “Spezzino”, però per numero di infetti inferiore a 3, soprattutto se ripartiti per Comune. Sotto ordine di ALISA (agenzia sanitaria ligure), inoltre, le ASL liguri erano (e sono) obbligate a non pubblicare i dati sui rispettivi siti istituzionali (a mio avviso in violazione degli obblighi di pubblicazione ai sensi del D.Lgs. 33/13), ma a trasmetterli esclusivamente ad ALISA. Questa, in esclusiva, si occupa di diffonderli sui social e alla stampa, sostanzialmente ripartiti per ASL e non anche per Comune, come chiedevo io.

La ASL 5 non ha fatto ricorso al garante privacy, ma ha invocato un fantomatico articolo di natura deontologica poi, si direbbe, indirettamente smentito dal garante privacy (che forse non conosce?). In seguito, lo stesso dirigente ASL, si è contraddetto, diffondendo dati ripartiti per Comune, anche dove i contagi erano inferiori a 3. Fatti scritti sempre nel precedente articolo.

Il Comune, invece, certo dei propri argomenti, ha ritenuto di interpellare il Garante Privacy con la missiva che segue:

Questa, invece, la risposta del Garante Privacy:

Elegantemente, il dirigente dell’ufficio del Garante, ha spiegato al Comune che per violazione della privacy si intende la diffusione di dati sensibili riconducibili a precise persone fisiche. Se, cioè, io scrivo di uno spezzino, o di un dominicano (vista la moda attuale), o di chiunque altro, senza però renderlo identificabile, non violo nessuna norma sulla privacy. Se scrivo che c’è un infetto a Portovenere, o che a Spezia c’è un infetto, fan dello Spezia, e mi limito a questo, idem. Francamente non pensavo fosse il caso di scomodare il garante. Fatto sta, mi pare chiaro che molte amministrazioni tengano più ad ostacolare la trasparenza, che altro. Per paura di cosa?

In sostanza, il Garante Privacy, non ritiene nemmeno il caso di rilasciare un parere formale date le premesse.

Per quanto, invece, riguarda gli obblighi di pubblicazione a cui accennavo, ritengo si sia ancora al palo. Comuni (per quanto di loro competenza), ASL e ALISA fanno ancora molta fatica (anzi, non la fanno affatto) a diffondere i dati ripartiti per comuni e sui rispettivi siti istituzionali. Mia ultima speranza è che A.N.AC., informata con specifico esposto, competente in materia a livello nazionale, si ridesti dal profondo sonno, magari dopo la recente nomina del nuovo presidente.

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