Liguria da bere in supposte (n.2)

/ Giugno 1, 2024/ amministrazione, consorterie, giustizia, Liguria da bere, politica

Supposto che la sindaca di Portovenere sia ingenua quanto i membri della giunta e lo siano tutti quanto Heidi e le sue caprette.

Consiglio comunale surreale quello andato in scena ieri a Portovenere, da un lato una serie di automi del migliore costruttore del ‘700, a cui qualcuno, o qualcosa, dava voce da dietro le quinte. Dall’altro lato, quattro persone che hanno cercato di trovare un segno di vita in quelle costruzioni meccaniche un po’ âgée, la cui voce proveniva da altrove, con messaggi preregistrati, ripetuti, ripetitivi e spesso fuori tono. Tutto attorno una platea, a volte da stadio, a cui ho partecipato volentieri, che sperava anch’essa in un singolar tenzone fra esseri dotati di parola. Speranze mal riposte, data la presenza di fenomeni da cabaret creati da un ventriloquo, di cui non abbiamo individuato bene la presenza. Ad esempio, l’inizio è stato superbo, con un fuori tono spiazzante e del tutto scisso dalla realtà della situazione. La sindaca, o l’ombra di ciò che pareva una sindaca, con una smorfia da Joker, che vota e fa votare ai co-automi il divieto di videoregistrare la seduta ad esterni, ovvero al pubblico, ma soprattutto ai giornalisti. Forse con la speranza di dire, fra qualche tempo che, per un problema tecnico, il Comune non ha né registrazione, né verbale, se non un verbale di sintesi. Cosa del resto realmente già avvenuta e, guarda caso, quando si discuteva anche di abusi sul demanio marittimo in zona Olivo. Ooops. Come non rendersi conto della portata di questa situazione, non locale, non regionale, ma nazionale e anche sovranazionale. Ci vorrebbe uno bravo a svegliare dal sonno della ragione questa giunta comunale.

Detto ciò, ecco cosa rimane di ieri. Una registrazione ripetuta di una sindaca, in versione meccanica, del tutto inerte e passiva a tutto ciò che ha ereditato, ma anche cofirmato, con il re sole (minuscolo) Matteo Cozzani, per non procurare eventuali danni al Comune, nel caso i provvedimenti della magistratura vengano smentiti in futuro. Allo stesso tempo, accenna a dire che, certo non ha gradito quanto è uscito dalle intercettazioni. Sì che Matteo a volte parlava “sopra le righe”, anche quando stavano assieme in giunta, ma perché smentire il proprio passato-presente? Infatti lei, come i co-automi, non rompono i ranghi della Portovenere da bere, come dei bravi soldati giapponesi nelle isole del Pacifico. Quelli della precedente puntata.

Ma ci sarebbe una cosa molto semplice che potrebbe fare la sindaca assieme ai suoi commilitoni, se avesse(ro) un briciolo di dignità: dimettersi. Ma no, preferisce rimanere prima nella classifica degli avvocati del Foro di Spezia a fare brutte figure da ingenua, svampita, venuta al mondo solo pochi giorni fa, ma con tanta grinta da vendere. Da vendere a chi? E qui ci sarebbe da ridere per non piangere. Allora speriamo di vederla presto in TV sulle reti nazionali, mentre passeggia alla Palmaria con le caprette che le fanno ciao. Come già hanno fatto ciao al buon Matteo, che le voleva sterminare, più che altro per evitare fastidi ai vip della futura Palmaria da bere. Caprette 1 – Matteo Cozzani/sindaca 0.

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