Le Terrazze Portovenere (SP): Il chiacchiericcio della sanatoria porcellum

/ Marzo 23, 2021/ abusi, ambiente, amministrazione, giustizia, Le Terrazze - Portovenere (SP), politica, spiagge, trasparenza

Il peccato originale della sanatoria. Il locale caldaia in parte in area demaniale e le ultime novità.

Ho atteso che si consolidassero i fatti e di reperire buona parte delle carte relative alla sanatoria-porcellum, prima di scrivere ulteriori articoli. Adesso posso riportare nuove e già appurate certezze, una di queste è che questa sanatoria appare illegittima alla radice come già scritto in precedenza, giuridicamente, anche solo per una carenza all’origine. Chiamiamolo un “peccato originale”: la pregressa condanna penale ai sensi degli artt. 54 e 1161 del Codice della Navigazione obbligava e obbliga alla messa in pristino, ovvero all’ingiunzione di un ordine di demolizione a prescindere, ordine che il Comune non ha mai emesso, saltando a piè pari all’avvio di una sanatoria, su istanza del privato, società Immobiliare Lido di Porto Venere s.r.l., titolare dello stabilimento “Le Terrazze” di Portovenere (SP).

Solo per questo fatto abbiamo almeno due risvolti, uno di natura amministrativa ed uno di natura penale che la sanatoria-porcellum non ha risolto.

Dal punto di vista amministrativo, l’assenza dell’ordinanza demolitoria, o meglio di ordine di messa in pristino dei luoghi in area demaniale marittima, ha tutta la parvenza di elusione del decreto penale di condanna del gennaio 2019, proprio per quell’obbligo derivante dall’art. 54 del Codice della Navigazione che riporta questo passaggio: “… il capo del compartimento ingiunge al contravventore di rimettere le cose in pristino …“. Oltre a giurisprudenza a conferma, già citata nei precedenti articoli (cfr. sentenze del Consiglio di Stato, Sez. VI del 09.03.2016, n. 944 e Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali del 19.11.2002, n. 17178). In questo caso specifico, per il susseguirsi di nuove norme e modifiche, il capo di compartimento non è il comandante della Capitaneria di Porto competente, ma il Comune di Portovenere, il quale ne ha ereditato le responsabilità in merito alle concessioni demaniali marittime, su delega della Regione, all’incirca dall’anno 2000. Ciò risulta sufficiente a rendere il procedimento di sanatoria, già concluso, non annullabile ma NULLO, ai sensi dell’art. 21-Septies della L. 241/90 per elusione del giudicato. Ovvero cartastraccia.

Dal punto di vista penale, un’opera abusiva sul demanio marittimo è reato, ciò per cui vi è stata, appunto, la condanna del gennaio 2019. Ma è un reato che permane sino alla rimozione, anche se si è già consumata una condanna. Se il corpo del reato non si rimuove, il reato è ancora in essere. Il Comune cosa ha fatto? Non ha ordinato la messa in pristino, ma ha avviato e concluso una sanatoria che non rimuove nulla. Anzi, incrementa la massicciata abusiva a mare di circa 350 mq., facendo qualche rifinitura di facciata sui muri e muretti, sempre in area demaniale. Ma rimozioni proprio non se ne vedono. Una autentica presa in giro. Un’opera d’arte per certi versi.

Pensate che in tutto questo chiacchiericcio della sanatoria-porcellum, abbiamo persino un locale caldaia interrato, ad uso della parte privata dello stabilimento, edificato parzialmente in area demaniale marittima. Nella sanatoria, questo locale è stato incredibilmente relegato a robetta, sciocchezza, tanto che nei pareri dei vari enti nemmeno viene citato. In una delle varie tavole che si sono susseguite, questo locale viene messo al punto “V”, sotto la dicitura “Opere conformi in area demaniale“. Così, a prescindere, per grazia divina. Se non fossimo in Italia pensereste che mi diverto a scrivere commedie umoristiche. Guardate sotto. Veramente oltre ogni limite.

Nel frattempo sono accaduti alcuni fatti:

  • la pedana, ovvero il trucco per non abbattere il muro fra spiaggia libera ed area demaniale frontale allo stabilimento è in costruzione. Ne scriverò prossimamente a conclusione della stessa;
  • il Comune ha opposto resistenza al mio accesso ad alcuni documenti, balenando un non identificato procedimento giudiziario in corso, di cui nemmeno se ne conosce la natura, ovvero se penale o meno. Merita un articolo tutto suo;
  • l’opposizione in Consiglio Comunale ha pubblicato una “mozione”, nemmeno una interrogazione, perché avevano paura delle risposte, in merito alla sanatoria porcellum. Ovvero degli scheletri nell’armadio ben distribuiti con le precedenti amministrazioni. La mozione nemmeno appare all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale, per cui ne sapremo a babbo morto, probabilmente. Pur apprezzando lo sforzo devo dire che si mettono sempre in piedi quei giochini illegali e poco dignitosi, chiamati “trattativa politica”, in maniera impropria. Una vera trattativa politica rimane nell’alveo della legalità, ma arrampicarsi sugli specchi per mantenere in essere una massicciata abusiva e pure gran parte dei muri abusivi non lo è. Positivo che si sia capito che la pedana è una presa in giro. Ma anche questo merita un articolo tutto suo.

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