Le Terrazze di Portovenere (SP): la sanatoria-porcellum svelata dai lavori in corso

/ Novembre 24, 2020/ abusi, ambiente, amministrazione, arch. Roberto Evaristi, giustizia, Le Terrazze - Portovenere (SP), trasparenza

Ed ecco che la sanatoria-porcellum, dopo alcune settimane, sta entrando nel vivo dei lavori. Ormai il disegno principale appare chiaro, nessuna rimozione della massicciata-scogliera abusiva, come imposto dalla condanna penale ex art. 54 del Codice della Navigazione. Al contrario, stesso copione dello Sporting Beach, si punta al raddoppio volumetrico (ma pare ben di più) della parte in superficie della massicciata.

Questa la sequenza del momento in cui viene scaricato uno dei tanti massi ciclopici, ripresa ieri, 23.11.2020.

Diversi sono stati già scaricati. Si notano per il colore decisamente bianco, la grandezza, la forma e, si direbbe, anche la tipologia del materiale, ben diverso dal preesistente. Caratteristiche che dovrebbero anche cozzare con i parametri paesaggistici, su cui, però, potete scommetterci, la Soprintendenza Archeologica di Genova non proferirà verbo, come finora.

Vediamo le differenze, prima e ora con i lavori in corso. Non fatevi ingannare dal muretto laterale che è stato, per ora, solamente abbassato di alcune decine di centimetri, mantenendo la stessa forma. Cosa che mimetizza i cambi di altezze dei vari piani della struttura.

In concreto avremo un poderoso aumento volumetrico della massicciata abusiva, un abbassamento contemporaneo del piano di calpestio del primo gradone. E nemmeno tutta l’area demaniale verrà liberata dal giogo dei vari muri della proprietà privata. Ad esempio, guardate questa foto sotto.

La linea verde indica il confine fra demanio marittimo e proprietà privata. Lo spigolo in fondo pare non tagliato dai lavori in corso. Ma vedrete, probabilmente non sarà l’unica deroga.

Ciò vuol anche dire che il primo muretto a mare è stato rimosso solo parzialmente, nella parte più alta. Nulla da dire, molto bravo l’archistar Roberto Evaristi, un fuoriclasse in queste sanatorie, che da anni risolve problemi in questo comune. Da poche settimane, inoltre, è rientrato nel ruolo di presidente della commissione paesaggistica, ovviamente di questo comune e Ameglia.

Se poi notate, nella parte dove scorrono i cingoli della ruspa lato mare, a ridosso del muro laterale, stanno posizionando dei lastroni in pietra. Mentre i massi ciclopici, tagliati un po’ a piramide, vengono sistemati in maniera da creare una massicciata liscia, adatta per metterci strutture più o molto meno rimovibili in futuro. Questo su una parte che doveva rimanere mare.

Ma veniamo alla sintesi dei fatti per coloro che trovano la faccenda complessa:

  1. dopo miei esposti vari, la procura indaga, incarica la Capitaneria di Porto che a sua volta subdelega l’Agenzia del Demanio per accertamenti tecnici;
  2. l’Agenzia del Demanio accerta l’abuso con verbale ispettivo, però, nelle informative della Polizia Giudiziaria (Capitaneria di Porto) e nello stesso verbale ispettivo, sparisce le frase “massicciata abusiva del mio esposto. Si sostituisce con la più formale frase “impianti di difficile rimozione“, senza però darne descrizione alcuna;
  3. Procura e Tribunale di La Spezia optano per un rapidissimo decreto penale di condanna direttamente dal GIP, evitando un processo, il quale avrebbe potuto infastidire amministratori, funzionari comunali, autorità di polizia. In quanto nessuno ha mai visto nulla per circa 15 anni, anche a seguito di una recente e precedente sanatoria del 2016-17, nella stessa area;
  4. la sanzione è ridicola: 250 euro. C’è però la condanna per violazione dell’art. 54 del codice della navigazione, ma per fumosi e mai pienamente descritti “impianti di difficile rimozione;
  5. ad avvenuta condanna del gennaio 2019, il Comune non fa nulla, non emette alcuna ordinanza demolitoria (obbligatoria per legge);
  6. solo a seguito di miei insistenti esposti, anche pubblici, la Procura, tramite la Capitaneria di Porto, pone sotto sequestro la struttura. Ma si scoprirà solo in seguito, che la massicciata abusiva non è stata messa sotto sequestro, anche dietro parere favorevole alla Procura da parte del Comandante Stella della Capitaneria di Porto della Spezia. Questo è il primo segnale evidente che qualcosa non va nel verso giusto: giusto di giustizia, giusto di stato di diritto;
  7. a fine agosto 2019, ormai a termine dell’ennesima stagione balneare in libertà su area in abuso, il Comune si desta e avvia la sanatoria, ma senza precedente ordinanza demolitoria, come richiesto per legge, data la condanna penale ex art. 54 C.N.;
  8. viene inscenato un classico tira e molla in cui c’è un iniziale rigetto della sanatoria, ma poi tutto si riconduce alla “ragionevolezza”, tutti sono d’accordo, c’è chi tace come la Soprintendenza in fase finale. La montagna partorisce il topolino, o meglio il porcellum;
  9. unico ente che, non tanto facilmente, può rimangiarsi totalmente ciò che aveva scritto nel verbale ispettivo, alla base della fumosa condanna penale, è l’Agenzia del Demanio, leggere qui;
  10. ora i lavori che stanno mostrando al mondo quanto le norme possano essere superate, rivoltate, maneggiate a piacere, senza che nessuno degli attori istituzionali in campo mostri un anelito di coscienza civile, un minimo di rispetto per le regole, della legge. La rimozione degli abusi in area demaniale marittima è sempre obbligatoria, è un reato permanente e continuerà ad esserlo anche dopo questa sanatoria illegittima. Proprio come per lo Sporting Beach. L’ennesimo scempio ambientale con il favore delle tenebre dei media e delle associazioni ambientaliste in conflitto di interessi;
  11. in ultimo, la mia istanza di accesso, presso il Comune di Portovenere, ai documenti del progetto del porcellum. Scaduti i termini di legge per rispondermi: silenzio. Ho presentato, quindi, diffida ai sensi dell’art. 328, comma 2, del codice penale per omissione di atti d’ufficio. Si attende risposta non risposta, giusto per evitare la denuncia.
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