Il Karma raggiunge e dilaga nella tentacolare ex corte dei miracoli dello Scogio Seco.

/ Marzo 23, 2025/ consorterie, giustizia, Liguria da bere

A poco più di 10 anni dall’avvento dell’epopea Cozzani e Toti, è sempre più desolato il castello di carte ancora abitato dall’ultima erede della stirpe arancione. Dotti e palombari del sottobanco, archistar, piccoli santi e predoni delle fu alte sfere, tra nani, ballerine e molti clown, vengono sempre più colpiti dalle scuri di Procure, Corte dei Conti e Agenzia delle Entrate. E’ la fine di una stagione buia, ma la luce ancora fatica a scorgersi.

Era il 2014, quando a seguito di vari miei esposti e denunce (e altri che verranno), venivo fatto oggetto di minacce non velate da un tirapiedi e (anche a sua difesa) di una querela temeraria dal fu “io sono un dittatore“, quello del paese che “merita soltanto di essere rapinato”. Mi viene da scrivere: se vota certa gente, certo che sì.

Ironia della sorte, in quella querela, assai temeraria, aveva infastidito anche un mio profilo su Facebook in cui descrivevo questo luogo, esattamente come è apparso negli ultimi tempi nelle cronache giudiziarie.

Ora, la consorteria circense che ha fatto carne di porco dei beni comuni pare agli sgoccioli ma, in realtà, è ancora in parte presente e in parte presenta nuovi personaggi di cartapesta. Nel castello comunale si è trincerata la sindachessa, all’apparenza un soldato giapponese a trent’anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. All’apparenza, perché della macchina comunale fanno ancora parte dirigenti, funzionari e sottoposti che hanno avallato le manovre del “dittatore” decaduto e la giustizia (almeno quella che dovrebbe chiudere i conti), ancora tarda su molti aspetti su cui ha ricevuto montagne di documenti negli anni passati. Senza contare i passati segretari, dirigenti e funzionari che dovrebbero pagare qualche conto, non ancora raggiunti dai procedimenti legali che meriterebbero.

Intanto, nuove figurine con nomi altisonanti (probabilmente teste di legno di qualche piovra) sono apparse, mentre vecchie figurine (sempre teste di legno) ancora sfruttano posizioni di vantaggio ingiustificato. Senza dimenticare gli amici onnipresenti in posti chiave, forniti di parannanza (non ad uso cooking, ma per rimanere protetti da schizzi indecorosi). Oltre al compasso, al posto del mestolo, pure se si scorgono nei pressi di qualche cucina. Non solo, alcuni vecchi target rimangono nel mirino dei soliti noti, grazie al lavoro di chi è ancora nelle cucine del castello, benché le sue mura mostrino sempre più crepe.

Mi auguro che il Karma (con la k maiuscola) faccia ancora tanta strada, soprattutto per il bene comune. Anche se non so, quanto sia meritato da questa collettività, sempre troppo pronta (in parte o in buona parte) a prostrarsi per un piatto di lenticchie.

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